I calchi di Pompei

Tra le attrazioni più note del Parco Archeologico partenopeo ci sono i Calchi di Pompei, realizzati in gesso con una particolare tecnica a partire da circa un secolo e mezzo fa.
pompei: Get Your Guide

Dove visitare i Calchi di Pompei

I calchi di Pompei sono tra le attrazioni più interessanti da osservare durante una visita al Parco Archeologico più famoso del mondo. Sono molti i luoghi degli scavi dove è possibile fermarsi ed osservare da vicino i calchi degli abitanti di Pompei, la cui vita venne sorpresa  e sorpresa dall’eruzione del Vesuvio nel 79. Tra questi: L’Orto dei Fuggiaschi Forse il più noto sito per osservare i calchi, è qui che si possono visitare i calchi di 13 vittime colte da una coltre di lapilli. I Granai del Foro Il mercatino della città, non ancora completato oppure non utilizzato, dove si possono visitare alcune vittime dell’eruzione del Vesuvio. L’Anfiteatro Anche qui è possibile rivivere gli ultimi attimi della popolazione pompeiana, osservando oltre 20 calchi. Le Terme Alcuni calchi sono esposti nelle Terme Stabiane, tra i luoghi più frequentati dagli abitanti della cittadina. La Villa dei Misteri Oltre allo stupendo panorama sul golfo di Napoli, anche qui si trovano teche con alcuni dei calchi rinvenuti a Pompei. Non c’è un unico luogo per visitare i calchi, bisogna infatti esplorare il Parco Archeologico in lungo e in largo per poter vedere più di un esemplare. I calchi sono conservati in apposite teche per ripararli dalle intemperie e dalla contaminazione dei visitatori. Sia che vogliate visitare Pompei in un giorno, sia abbiate la fortuna di dedicare agli scavi più tempo, sono un'attrazione assolutamente da non perdere!
I calchi di Pompei - Visitare gli scavi archeologici

Storia del ritrovamento

Una città e una cultura sepolte per circa 1700 anni: quella di Pompei e delle cittadine limitrofe, che hanno subito il tragico destino della più nota eruzione del Vesuvio nel 79 d.c. La prima ad essere scoperta fu Ercolano: per questo motivo la famiglia Borbone propose di iniziare degli scavi anche nei luoghi dove erano stati rinvenuti monete e oggetti antichi. Gli storici iniziarono i lavori su quella che credevano fosse l’antica Stabia - ma che si rivelò essere Pompei. I primi scavi cominciarono già a partire dal 1748, si fermarono per qualche anno per scarsità dei reperti ritrovati. Ricominciarono più avanti per il volere del nuovo direttore Giuseppe Fiorelli, utilizzando nuove tecniche archeologiche.

Tecniche utilizzate durante i lavori

La tecnica che ci permette di conoscere numerosi dettagli sulla vita di Pompei e dei suoi abitanti, e quindi di visitare ancora oggi questi luoghi incantati, è definita “calco”. Per calco si intende il processo che consisteva nel versare del gesso, oppure una miscela di acqua e cemento, nelle cavità lasciate dai corpi e materiale decomposto. La cenere proveniente dal Vesuvio aveva infatti coperto la città di Pompei con una coltre, che in seguito si indurì. Con il decomporsi delle materie organiche, come legno o come i corpi dei cittadini, si formarono dei vuoti nella cenere indurita. Grazie a questa particolare tecnica archeologica ci è permesso di conoscere la storia della città prima dell’eruzione del Vesuvio dell’anno 79 d.c. Giuseppe Fiorelli, direttore del sito dove si svolgevano gli scavi, sperimentò la tecnica a partire dal 1863. Dopo la colata, era sufficiente attendere che il cemento o gesso si solidificasse, per poi procedere con gli scavi, svelando i segreti delle cavità.

Curiosità sui Calchi di Pompei

Dopo l’utilizzo della tecnica avanzata per il recupero, i calchi di Pompei vennero ampiamente osservati e studiati dagli storici. Furono molte le scoperte curiose che vennero alla luce nel corso degli anni. Fu la cenere, non la lava, a coprire Pompei. Quando si parla di una eruzione, è solito associare questo evento naturale con una coltre di lava. Ma non fu il caso del Vesuvio nel 79 d.c.: qui Pompei fu ricoperta da una ventata di materiale piroclastico infuocato che bruciò tutto quello che stava sul suo cammino, rendendo possibile il ritrovamento dopo 1700 anni. Tra i calchi di Pompei troviamo il calco chiamato "I due amanti", una coppia abbracciata sorpresa dall'eruzione del Vesuvio. Si è spesso parlato del sentimento e della commozione scaturita da questa coppia. Recentemente, altri rilevamenti ci hanno permesso di conoscere un dettaglio fondamentale: i due amanti sono entrambi uomini. L’eruzione del 79 d.c. non fu solo ciò che distrusse la città di Pompei, fu anche il motivo per il quale oggi conosciamo molti dettagli sulla cultura pompeiana antica. Grazie i calchi possiamo notare come gli abitanti avessero dei denti bianchissimi, questo poiché la loro dieta era quasi priva di zuccheri.

Leave a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *

By continuing to use the site, you agree to the use of cookies. more

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close