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Il teatro di Pompei

Il teatro di Pompei è parte integrante del Parco Archeologico degli Scavi della città e senz'altro da tenere in considerazione tra le cose da visitare a Pompei. Inoltre, è uno dei luoghi - insieme all’Orto dei Fuggiaschi - più conosciuti e ammirati del Parco stesso. Sommerso da ceneri e lapilli durante l’eruzione del 79, il Teatro di Pompei ha rivisto la luce durante gli scavi archeologici. È proprio grazie alle operazioni avvenute in età Borbonica che ci è possibile scoprire molti dettagli sulla vita dei pompeiani in tempi antichi. Il teatro di Pompei è un chiarissimo esempio del ponte che esiste tra il mondo antico della città e quello moderno, visitato da milioni di turisti ogni anno. Vediamo perché!
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Storia del Teatro di Pompei

La vita di questo stupendo teatro inizia in epoca sannita, quando la popolazione di Pompei era divisa in tribù e si dedicava principalmente alla pastorizia. Interamente rifatto nel II secolo a.c., il Teatro di Pompei ha passato tempi difficili nel corso della sua storia.
La caduta e risalita del Teatro di Pompei
Questa magnifica opera pompeiana ha subito negli anni il triste destino di tutta la città. Nel 62 d.c. un terremoto distrusse parzialmente molti edifici di Pompei. Non da meno, il Teatro di Pompei fu colpito dall’evento sismico e venne in parte danneggiato, soprattutto l’area del palco - ricostruito subito dopo. Anche il 79 d.c. è stata una data importante per Pompei: l’eruzione del Vesuvio sotterrò la città con ceneri e lapilli insieme ad altre cittadine nelle vicinanze (Ercolano e Stabia ad esempio) e ne modificò completamente l’aspetto. Da quel momento si perde traccia della popolazione di Pompei, fino a quando alcuni ritrovamenti portano la famiglia Borbone ad investire sugli scavi archeologici. Tutto quello che possiamo visitare oggi nel Parco Archeologico degli scavi di Pompei è stato riportato alla luce grazie al lavoro di moltissimi professionisti, che periodicamente si mettono all’opera per scoprire tutti i segreti della vita nella Pompei antica.
Architettura del Teatro
Il Teatro di Pompei è stato costruito sotto una collina. La sua pendenza è stata sfruttata infatti per realizzare la gradinata per il pubblico. Nel corso degli anni, il Teatro ha subito varie modifiche. Una di queste, nell’anno 80 a.c., ampliò le gradinate per il pubblico. Un’altra, più recente, durante il periodo augusteo, vide invece una ristrutturazione totale del teatro. Al contrario della maggior parte dei teatri di stampo romano a forma emisferica, il Teatro di Pompei è stato disegnato come un ferro di cavallo. Tra le gradinate del pubblico troviamo alcuni balconcini chiamati tribunalia, dove sedevano gli ospiti importanti.
Gli spettacoli di allora
Lo spettacolo nella Pompei antica è sempre stato associato alla religione. Lo dimostra la vicinanza di un tempio e il fatto che tutti gli spettacoli si svolgevano nei giorni festivi. All’interno del teatro venivano rappresentate commedie, pantomimi e le famose atellane - una commedia in tono scherzoso recitata in osco, il dialetto di Pompei. Inoltre, lo spettacolo preferito da tutti i cittadini di Pompei - il mimo. Partecipare ad uno spettacolo al Teatro Grande di Pompei era gratuito. Le messe in scena erano finanziate dai potenti dell’epoca, che le utilizzavano come una sorta di propaganda politica. Gli spettacoli del Teatro di Pompei erano aperti solo agli uomini liberi. In totale, questo poteva ospitare fino a 5.000 spettatori. La gradinate dove sedeva il pubblico erano organizzate secondo i ceti sociali.Gli uomini più importanti, come i politici e altri potenti, sedevano nelle prime file in basso, oppure sui tribunalia. Il pubblico partiva quindi dai più ricchi, con la vista migliore, salendo fino ai meno abbienti. Queste erano le posizioni dei cittadini maschi. La legge chiedeva infatti alla donne di sedere sulle ultime gradinate in alto. I racconti di epoca romana che ci permettono di conoscere questi dettagli della vita di allora ci svelano anche un piccolo segreto. Si dice che le donne di Pompei non fossero molto propense alle regole, e che spesso sedevano comunque in mezzo agli uomini.
Il teatro di Pompei oggi
E’ possibile visitare il Teatro di Pompei in due modi diversi. Il primo, che poi è anche il più classico, è quello di organizzare una gita al Parco Archeologico degli scavi di Pompei. Il biglietto per accedere a questa meraviglia della natura costa € 13.00 (ridotto a €7.50 fino ai 25 anni e gratis per i bambini). Dal momento che c'è sempre coda e, specialmente d'estate fa molto caldo, vi suggeriamo di acquistare il biglietto on line. Potrete saltare la fila risparmiando fatica e iniziando subito la visita! Ci sono due diversi ingressi al parco:
  • se scegli l’ingresso di Porta Marina dovrai proseguire lungo tutta Via dell’Abbondanza, fino all’incrocio con Via Stabiana dove devi svoltare a destra - qui si trova appunto il Teatro di Pompei.
  • se invece preferisci utilizzare l’ingresso che porta direttamente alla Piazza dell’Anfiteatro, da qui dovrai scendere verso l’altro ingresso attraverso Via dell’Abbondanza - questa volta il Teatro di Pompei lo puoi trovare alla tua sinistra.
Il secondo, e più inusuale, metodo per scoprire la meraviglia del Teatro di Pompei è quello di acquistare un biglietto per uno spettacolo serale. La stagione teatrale a Pompei ospita ogni anno commedie, tragedie e spettacoli musicali di compagnie famose in tutto il mondo.
Non è giusto dire ‘il teatro di Pompei’
Avete letto bene. È giusto dire i teatri di Pompei. Sì, perché a Pompei i teatri sono due. Quello di cui abbiamo parlato fino ad ora è il Teatro Grande di Pompei. L’altro, invece, è chiamato Teatro Piccolo ma il suo vero nome è Odeion. Il Teatro Piccolo di Pompei è molto simile al suo fratello maggiore sia per quanto riguarda il periodo di costruzione, quindi per lo stile architettonico e per la forma, che per il triste destino sotto una coltre di lava del Vesuvio. Alcuni particolari dettagli nella costruzione rendono un’acustica perfetta e lo hanno reso particolarmente adatto a spettacoli musicali. Al tempo della Pompei antica, ad ogni concerto potevano assistere circa 1300 persone. Puoi visitare questa attrazione solo con il biglietto di accesso al Parco Archeologico di Pompei. Purtroppo non viene più utilizzato per spettacoli dal vivo.

La Casa del Fauno

Una Villa di epoca romana nel bel mezzo della città antica di Pompei, la Casa del Fauno è stata sepolta dall’eruzione del Vesuvio nel 79 e riportata alla luce solo nel XIX secolo. 
Gli scavi archeologici su volere della dinastia Borbone ci hanno permesso di conoscere la vita di un tempo e di poterla rivivere durante un viaggio a Pompei.
Un esempio importante è proprio la Casa del Fauno, la residenza cittadina di un ricco magistrato romano. Il nome di questa villa deriva dalla statua che si trova al centro del suo impluvium, che rappresenta in realtà un satiro.

Dove si trova

Visitare la Casa del Fauno è una tappa d'obbligo durante il tour negli scavi di Pompei. È infatti una delle prime attrazioni che si incontrano non lontano dall’entrata a Porta Marina. 
Dopo i cancelli, prosegui fino all’entrata del Foro, sulla tua sinistra. Sul fondo dell’antico centro politico ed economico di Pompei, passa oltre i grandi e sotto l'arco onorario.

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Storia della casa del fauno

La Casa del Fauno viene edificata una prima volta nel III secolo a.c. Aveva un ampio orto e le sue dimensioni erano molto ridotte.

Nel II secolo a.c. la casa venne ristrutturata e ampliata fino a raggiungere la dimensione attuale di quasi 3000 metri quadrati. Il suo proprietario, uno degli uomini più ricchi di Pompei, decise di ostentare la sua ricchezza con la costruzione di molti peristili, delle corti colonnate.
Era circa il 120 a.c. e la Casa del Fauno aveva più peristili che ambienti abitativi. 
Il bagno e i servizi della casa furono invece ristrutturati in seguito, nel I secolo a.c.
L’anno 79 d.c. segnò poi l’intera città di Pompei. L'eruzione del Vesuvio devastò infatti tutte le civiltà alle pendici del vulcano. La Casa del Fauno venne interamente sepolta.

La scoperta della Casa del Fauno

A partire dal XVIII secolo, precisamente il 1° Aprile del 1748, gli scavi archeologici nella città di Pompei portarono alla luce molti preziosi reperti. I ritrovamenti hanno anche aiutato gli storici a scoprire la vita nel mondo antico.
Tra di questi, una villa romana decorata in stile ellenistico, con preziosi mosaici e oggetti in oro. Una casa particolare, in cui gli spazi aperti prevalgono sugli spazi vivibili. Un'abitazione ricca, progettata con cura e ampiamente decorata. 
Una statua in bronzo al centro dell’impluvium rappresenta una figura mitologica. Per questo la chiamarono Casa del Fauno.

L’architettura della Villa

L’ingresso della Casa del Fauno è un lungo viale colonnato che porta un mosaico sul pavimento con la scritta Have. Il saluto latino indica che il proprietario della casa non era originario di Pompei, dove si parlava in dialetto osco, bensì un romano. 
Si entra così nel vestibolo, la sala di ingresso con pavimento in marmo. Si pensa che questa stanza ospitasse un tempio con colonne corinzie.
Si prosegue ora nell’atrio della casa del Fauno. Al suo centro ammira l’impluvium, una vasca piatta dove confluiva l’acqua piovana, immagazzinata in una cisterna sottostante. 
Una piccola statua di bronzo fu ritrovata nel centro della vasca e, nonostante la figura sia un satiro, venne scambiata per un fauno. Da qui, il nome della casa stessa.

La differenza tra un satiro e un fauno è molto lieve. Il loro aspetto fisico è pressoché identico: entrambi hanno sembianze umane e la metà inferiore e le corna da capra.
Il fauno è una divinità romana delle campagne e dei boschi. Al contrario, i satiri sono figure mitologiche greche legate al dio Dioniso (per i romani, Bacco). 

La statua del satiro che puoi osservare gli scavi di Pompei è una riproduzione, mentre l’originale è conservata al Museo Archeologico di Napoli.

I tesori della casa del Fauno

Gli scavi che portarono alla luce la Casa del Fauno svelarono molti dettagli sul proprietario e sul progetto della villa nel momento dell’eruzione del Vesuvio. 
Le pareti della stanza dove si trova l’impluvium, ad esempio, erano pronte per essere affrescate. 
Attorno a questa sala si trovano altre stanze, cubicoli (le camere da letto) e un tablino. Questa ultima stanza della Domus era un salotto o uno studio. 

La Casa del Fauno era di proprietà di un magistrato che utilizzava il tablino per ricevere i suoi ospiti e collaboratori.
Non un locale, bensì un patrizio romano nella sua casa di villeggiatura. Da tutti i ritrovamenti si evince infatti che Pompei era una cittadina adatta alle vacanze dei patrizi romani.
Oltre alle stanze dei proprietari, la Casa del Fauno era composta anche da stanze per la servitù, più spoglie e meno decorate. Le stanze erano vicino a quelle di servizio, come la cucina e la stanza per la panificazione.
Non solo statue, colonne e affreschi: gli scavi presso la Casa del Fauno hanno riportato alla luce dei preziosi mosaici e oggetti in oro e argento. Tra questi, un particolare bracciale a forma di serpente.

Casa del Fauno a Pompei: mosaico di Alessandro MagnoAncora, uno stupendo mosaico che rappresenta la vittoria di Alessandro Magno su Dario e i Persiani, forse proprio la battaglia di Isso. 
Tutte queste meraviglie sono esposte al Museo di Archeologia Nazionale di Napoli.
Nella Casa del Fauno è stato anche rinvenuto il corpo di una donna mentre cercava di mettere in salvo i gioielli, sorpresa proprio dall’eruzione del Vesuvio. Questo dimostra come la popolazione di Pompei fu colta di sorpresa da questo fenomeno naturale.

Casa dei Vettii

Tra le attrazioni di Pompei assolutamente da visitare, la Casa dei Vettii è una delle più lussuose ville ritrovate negli scavi archeologici (Insieme alla Casa del Fauno e alla Villa dei Misteri) e una della abitazioni pompeiane meglio conservate.  Come testimoniano scritte elettorali e 2 anelli utilizzati anche come sigillo, la domus apparteneva a fratelli Vettius Restitutus e Vettius Conviva, ricchi liberti dediti al commercio. La villa si trova nel vicolo dei Vettii, nella Regio VI. Sia che decidiate di visitare Pompei in un giorno, sia che dedichiate agli scavi più tempo, vi suggeriamo di non perdervela. Il consiglio che vi diamo, viste le lunghe file all'ingresso, spesso sotto il sole, è quello di procurarvi il biglietto on line salta coda. Avrete diritto all'accesso prioritario e potrete iniziare subito la visita!
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La Casa dei Vettii risale sicuramente a prima del I secolo a.c. (ne sono testimoni i capitelli a forma di dado e l'impluvium in tufo). Venne acquistata dai fratelli liberti nel I secolo, restaurata completamente e arricchita di opere d'arte. A seguito del terremoto verificatosi nel 69 d.c. venne restaurata di nuovo. Venne però totalmente sommersa da una coltre di ceneri e lapilli durante l'eruzione del Vesuvio nel 79 d.c. Nel 1894 venne riportata alla luce. La domus è famosa per l'affresco che si trova nel vestibolo e che rappresenta Priapo che pesa il suo enorme fallo, apportatore di benessere e fecondità.
La casa dei Vettii a Pompei: l'affresco di Priapo

Foto di Mario Vigna

All'interno della casa potrete trovare altri affreschi stupefacenti. Intorno all'atrio si aprono alcune stanze: in un cubicolo potete ammirare l'affresco di Ero e Leandro,  quello della lotta tra Amore e Pan a cui assistono Arianna e Dioniso, e quello del mito di Ciparisso. A destra dell'atrio si aveva accesso alla parte riservata ai servi al piano superiore, anch'esso con un'atrio. In un'edicola di questo è rappresentato il Genio del proprietario mentre sta compiendo un sacrificio. dall'atrio si passava alle cucine caratterizzate da un bancone in muratura, caldaie e treppiedi. All'interno della cucina sono stati rinvenuti  pentole, vasi in terracotta e bacini. All'esterno è presente un peristilio di 18 colonne vasche e statue usate come fontane. Anche nel peristilio si possono ammirare bellissimi affreschi rappresentanti la vendetta di Anfione e Zeto a seguito della morte della madre Antiope, l’uccisione di Panteo, re di Tebe, per aver impedito il culto di Dioniso nella città, Ercole bambino che strozza i serpenti mandati dalla dea Era ed altri ancora.  

Storia di Pompei: apogeo e rovina della città romana

Fondata nel IX secolo a.c., la città di Pompei, deve la sua enorme fama alla sua tragica fine causata, nel 79 d.c.. dall’eruzione del suo vicino vulcano, il Vesuvio. Da quando nel 1748 si è dato il via agli scavi nell’area anticamente interessata dalla tragedia, la città è tornata alla ribalta offrendo ai propri visitatori la possibilità di riscoprire la città e poterne ammirare dei veri e propri scorci di vita vissuti dai propri abitanti. Aggirarsi tra le strade del sito archeologico, che dal 1997 è entrato di diritto a far parte dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO, è un’esperienza che attira, ancora oggi, numerosi turisti provenienti da tutte le parti del mondo, desiderosi di passeggiare in questa antica città fantasma per immaginare la vita, le usanze e la cultura precedente alla sua tragica fine. Vi mostreremo qui di seguito un quadro della doppia faccia di Pompei, da città prospera e vivace a cumulo di macerie e cenere.

Pompei prima dell’eruzione

La posizione strategica della città, alle pendici del Vesuvio, rivolta verso il golfo di Napoli ma attraversata dal fiume Sarno, facevano di Pompei un luogo assolutamente funzionale per scambi commerciali, motivi militari ma, soprattutto per poter vedere fiorire le proprie coltivazioni fatte principalmente di viti e ulivi. Pompei, infatti, era davvero molto nota per essere una città ampiamente affermata da un punto di vista commerciale e, i suoi mercati ne erano la dimostrazione vivente. Abili agricoltori ma anche dediti pescatori, i commercianti pompeiani offrivano alla propria vasta clientela prodotti provenienti dalle più disparate sfere commerciali. Altro fattore fondamentale è il grande interesse riservato alla conservazione dei prodotti per mantenerli al loro stato migliore più a lungo. Sono stati ritrovati, infatti, vasi di terracotta dedicati alla conservazione del vino, tenuto al fresco in cantine apposite, ma anche numerose attrezzature per affinare l’arte industriale come i frantoi per le farine e strumenti per la pesca. Immaginiamo quindi l’operosità della città ai suoi albori, con mercati che portavano vivacità e vitalità tra le strade cittadine e quante influenze diverse culturali si potevano apprezzare. La città di Pompei aveva subito numerose influenze dai popoli che si erano scontrati in battaglia così come si era costantemente evoluta per poter garantire una maggiore funzionalità alle necessità della città in continua evoluzione, soprattutto relative alle proprie attività mercantili.
Visitare Pompei: uno dei bellissimi affreschi, tra le cose da vedere

Foto di Mario Vigna

Per questo motivo, molte delle costruzioni urbanistiche che si possono ammirare tutt’oggi durante una visita agli scavi archeologici, risultano essere state aggiunte negli anni, costruite sulla base preesistente della città per poter potenziare il commercio e accogliere un maggior numero di visitatori che, in tanti, giungevano in città alla ricerca dei migliori affari. Non mancavano, però, oltre alle costruzioni delle fasce più operose e umili della città, le ville dei personaggi di rilievo e le loro bellissime domus pompeiane fatte di affreschi minuziosi e affascinanti e cortili con giardini curati nel segno dell’esotismo e arricchiti di pozzi e fontane. La cultura pompeiana era davvero ben variegata con influenze provenienti dai sanniti ma anche dai greci e dai romani che resero, quindi, la città poliedrica e multietnica con costumi ed usanze che si miscelavano tra loro ricreando nuovi approcci assolutamente unici e originali.

Pompei dopo l’eruzione

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Foto di Mario Vigna

Oggi la zona alle pendici del Vesuvio è costantemente monitorata da esperti vulcanologi per poter evitare tragedie come quella che si verificò all’antica città di Pompei nel 79 d.c.. I cittadini di Pompei, infatti, si ritrovarono a dover fronteggiare una tragedia assolutamente improvvisa e sconosciuta lasciandoli increduli e spaventati da un evento di tale portata e risonanza. In realtà, però, molte furono all’epoca le avvisaglie che qualcosa stava accadendo nel sottosuolo, che l’attività magmatica era una minaccia. Dal 62 d.c. , infatti, la zona era interessata da numerosi sismi che distrussero anche moltissime costruzioni. Ne sono la prova alcune costruzioni che, dagli scavi effettuati per riportare alla luce la città sommersa dalla lava, risultavano essere precedentemente ristrutturate più e più volte a seguito dei sismi. Per riportare danni così ingenti, probabilmente le scosse che si susseguivano numerose nella zona alle pendici del Vesuvio, erano di portata molto consistente. Ovviamente, però, il popolo pompeiano non poteva immaginare che, anni dopo, si sarebbe verificata una tragedia di quelle dimensioni. Sono tantissimi, infatti, i cittadini che sono rimasti lì, sepolti dalla lava e che, non avendo capito la reale portata della situazione, provavano a nascondersi dalla cenere rimanendo però intrappolati dai fiumi di lava che travolsero la città. Pochi di loro riuscirono a scappare e a mettersi in salvo.
Visitare Pompei - Gli scavi: calco di un uomo rannicchiato

Foto di Mario Vigna

Sebbene sia impossibile fare una stima dei morti a seguito della tragedia, molto probabilmente, si parla di più di 2000 morti e, dalle testimonianze rimaste, anche il popolo che era abituato a subire ingenti perdite in guerra, reputò il numero di vittime a causa delle tragedia del 79 d.c. come un evento di portata “straordinaria”. Oggi, sebbene molte delle vicende che accaddero nelle ultime ore di Pompei siano sicuramente solo immaginabili, è possibile ricostruire in parte gli ultimi giorni e soprattutto le ultime ore, grazie alla testimonianza di scrittori come ad esempio Plinio il Giovane che, dalla baia di Miseno, osservò e descrisse l’eruzione del Vesuvio. Dopo l’eruzione la città era totalmente distrutta, sommersa dalla lava. Scomparsa. La vegetazione circostante, punto di forza della zona, era stata rasa al suolo e tutto era sommerso sotto una coltre bianca e spessa. La situazione era disperata. Tanti furono gli aiuti inviati dai delegati dell’Impero per poter soccorrere la popolazione ed iniziare l’opera di ricostruzione dell’antica gloria pompeiana ma invano. La città è rimasta dormiente fino agli scavi archeologici che, dal 1748, hanno duramente lavorato per riportare alla luce quello che restava di una delle città più affascinanti della zona campana e che, tra storia antica, suggestioni e, probabilmente, proprio a causa della sua tragica fine, è ancora oggi materiale fertile per film, romanzi e per intriganti ricostruzioni. Oggi, con la possibilità di poter ripercorrere le vie della città e ammirare ciò che resta delle domus e della sua elaborata urbanistica, è possibile perdersi tra supposizioni e immaginare la vita dei suoi ultimi giorni, riscoprendo una città e la sua cultura che, dopo l’eruzione, sembrano essere state sommerse, non solo dalla lava, ma anche da un’aura di mistero che ha fatto, della città di Pompei, un vero e proprio mito tutto italiano.

I dintorni di Pompei: cosa visitare in un giorno

Pompei può tenere  occupati per diversi giorni, ma se avete messo in conto di dedicare il vostro tempo anche ad una gita fuori porta, vi suggeriamo alcune alternative  per visitare i dintorni di Pompei. Scopri qui di seguito 6 idee per una gita in un giorno da Pompei.

Ercolano

La stessa sorte degli abitanti di Pompei, sepolti dalla lava del Vesuvio nel 79 d.c., è toccata a quelli di questa cittadina della provincia di Napoli. Anche gli scavi di Ercolano sono stati dichiarati patrimonio dell’UNESCO e sono visitati da più di 300 mila turisti ogni anno. Durante la vostra giornata a Ercolano, non perdetevi  la visita al Miglio d’Oro. Questo viale, tra i più lunghi della città, ha visto sorgere nel corso degli anni alcune tra le ville più belle della Campania. Se avanzate del tempo, visitate le architetture religiose per cui Ercolano è molto rinomata in Italia. Le più interessanti sono la Basilica di Santa Maria a Pugliano, la Chiesa di Santa Caterina e quella chiamata Sant’Agostino. Raggiungere Ercolano da Pompei è semplicissimo. Se non hai un’auto, potete comodamente utilizzare il treno. In entrambi i casi, arriverete ad Ercolano in soli 20 minuti.
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La Costiera Amalfitana

Una tra i luoghi più spettacolari in Italia - ma anche in tutto il mondo - l’inizio della Costiera Amalfitana si trova a circa 35 chilometri da Pompei. Una meravigliosa striscia frastagliata che ospita alcune tra le spiagge più belle del nostro Paese. Lungo la costiera, si possono visitare moltissimi centri come Positano, Amalfi stessa, fino a Vietri sul Mare, nelle vicinanze di Salerno. Oppure,potete cogliere l’occasione ed imbarcarvi su un traghetto per Capri, l’isola che da sempre è molto gettonata per la sua atmosfera rilassata e per le ottime strutture. Da non dimenticare che il mare è tra i più belli di tutta la nostra penisola. Prendetevi il tempo necessario per esplorare la Costiera Amalfitana, le sue meraviglie naturali, come spiagge, isole e grotte e i musei e le architetture, in particolare le stupende ville partenopee lungo la costa.
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Napoli

Il capoluogo della Campania è una tra le città più interessanti nei dintorni di Pompei. Questa storica città, fondata dai Cumeni nell'VIII secolo a.c. e fra le più importanti della  Magna Grecia,  fu fondamentale per la cultura, la religione e lo sviluppo del commercio delle popolazioni italiche. Non è possibile visitare  visitare Napoli in una sola giornata, ma potrete comunque farvi un'idea del suo rapporto tra storia e arte, assaggiare la cucina locale - magari una bella pizza - e scoprire la cultura napoletana in tutti i suoi lati. Prendete un treno per Napoli da Pompei e raggiungete la città partenopea: potete  iniziare la vostra visita con Piazza Garibaldi, stazione dei treni e terminal della metropolitana. Un biglietto giornaliero per la rete pubblica di Napoli costa  € 3,50. Da non perdere durante una visita a Napoli sono il Maschio Angioino, il Teatro San Carlo e la centralissima Piazza Plebiscito. E ancora, il Museo Archeologico Nazionale e il Museo della Napoli Sotterranea, alla scoperta delle meraviglie nascoste della città.
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Caserta e la Reggia

A poco meno di 60 chilometri da Pompei, Caserta è tra i centri più importanti della Campania. Famosa soprattutto per la sua imponente Reggia, conosciuta anche come la Versailles d’Italia, è un città molto gettonata tra i turisti da tutto il mondo. La Reggia di Caserta sarà senza dubbio il punto focale della vostra gita in giornata da Pompei. Questa imponente residenza Borbonica, dichiarata patrimonio dell’UNESCO nel 1997, è il Palazzo Reale più ampio di tutto il mondo, mentre i giardini della Reggia, che si estendono per ben 2,5 chilometri, sono stati dichiarati il Parco più bello d’Italia nel 2009. Altri luoghi da visitare a Caserta sono la Piazza Matteotti (piazza del Mercato), Piazza Dante e Piazza Carlo III, le più importanti della città.
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Paestum

Un’antica città costruita nei tempi della Magna Grecia, Paestum fu costruita in onore di Poseidone (Nettuno). A soli 80 chilometri a sud di Pompei, potete raggiungere questa cittadina in circa un’ora in auto, oppure poco meno di 2 ore con il treno. La cinta muraria che percorre il perimetro della città misura circa 4,75 chilometri ed è tra le meglio conservate in Italia. E' intervallata da 28 torri. Visitate le 4 porte della città e il Foro di età greca. Meravigliosi i templi di Paestum, tra i migliori esempi di architettura greca. Questi sono dedicati alle dee Era ed Atena. Il Parco Archeologico di Paestum mostra l’incontro tra la cultura greca e quella romana, ampiamente spiegata nell’adiacente Museo. Potete acquistare un biglietto cumulativo per visitare entrambe le attrazioni a € 11.
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Vesuvio

E’ il vulcano che svetta tra le città di Napoli, Pompei ed Ercolano ed è - ma soprattutto è stato - fondamentale nella conformazione storica, politica e naturale del territorio. Numerose le eruzioni che hanno segnato le pendici del Vesuvio nel corso della storia - tra cui la più importante fu proprio quella del 79 d.c. che coprì in buona parte le cittadine di Pompei ed Ercolano. Una cima che si erige sopra al Golfo di Napoli, il Vesuvio è un vulcano attivo costantemente monitorato dagli esperti del settore e tra i più pericolosi del Continente Europeo. La sua ultima eruzione è avvenuta nel 1944. Questo vulcano è particolarmente rinomato anche per i suoi spettacolari percorsi di trekking per un totale di 54 chilometri, che ti portano fino alla cima - accanto al cratere. Queste sono alcune delle nostre idee per un gita in giornata nei dintorni di Pompei verso alcuni tra i più importanti patrimoni non solo della Campania, ma della nostra nazione. A voi la scelta!
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10 curiosità su Pompei

E’ una storia lunga più di due millenni quella della stupenda cittadina campana di Pompei. Un’epoca che è stata scoperta da poco più di un secolo e che ha visto la luce un po’ per caso.
Molti sono gli storici che in questo ultimo secolo si sono dedicati allo studio delle meraviglie riportate alla luce grazie a scavi meticolosi, che continuano ancora oggi. 
Gli studi ci hanno portato alla conoscenza di meravigliosi dettagli sulla Pompei antica, ma anche di piccole curiosità solo per pochi appassionati. noi ve ne riportiamo alcune. 

Ecco le 10 curiosità su Pompei molti ignorano.

1. Il Vesuvio era una montagna non un Vulcano

Al tempo della Pompei antica, il popolo non conosceva la vera natura di quel monte che sovrasta la cittadina. Dipinti dell’epoca ritraggono infatti il Vesuvio con una forma meno appuntita di quella che vediamo oggi. 
La fitta vegetazione cresciuta lungo i versanti del vulcano, anche grazie alla mancanza di eruzioni per un lungo periodo storico, portarono i pompeiani a vedere il Vesuvio come una semplice montagna. 

Forse fu questo il motivo per cui i cittadini di Pompei vennero colti di sorpresa dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.c., mal interpretando anche le scosse di terremoto avvenute negli anni precedenti.

2. I pompeiani amavano i bordelli

Gli scavi di Pompei hanno riportato alla luce la famosissima Casa delle Lupanare. Questo bordello, ritrovato praticamente quasi intatto, si unisce a moltissimi altri presenti nella città.
Non esistono resti conservati come le Lupanare, ma i cartelli con la lista di servizi e tariffe per i clienti dei bordelli fanno pensare che a Pompei ne esistessero addirittura 25. 
Il numero è elevato, considerando gli abitanti stimati di Pompei fossero tra gli 8 e i 10 mila.

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3. I patrizi romani si fermavano spesso a Pompei

Alcuni studi condotti dagli storici fanno pensare che i patrizi romani, il ceto sociale tra i più abbienti di tutto l’Impero, erano soliti visitare la cittadina di Pompei
Considerata come una sorta di periferia della città di Roma, è molto probabile che anche l’Imperatore Nerone avesse una casa di proprietà a Pompei. 
Sua moglie Poppea, infatti, era originaria di qui!

4. I pompeiani amavano il vino e ancora oggi lo si coltiva

L’antica Pompei, sommersa da uno strato di detriti e lapilli provenienti dall’eruzione del Vesuvio, si è preservata ai giorni nostri proprio grazie all’avvenimento naturale che ne ha fermato il tempo. 
Conosciamo infatti gli usi e le tradizioni di Pompei proprio a seguito degli scavi archeologici, grazie ai quali scopriamo la costante produzione e consumo di vino da parte dei cittadini nei tempi antichi. 
Le coltivazioni di Pompei sono attive ancora oggi, nelle parti verdi del Parco Archeologico, le distese di vitigni producono ottimi vini.

5.Una sfumatura di rosso prende il nome da Pompei

Tra le diverse curiosità su Pompei si annovera quella che la famosa cittadina campana ha definito una particolare sfumatura del colore rosso. Il rosso pompeiano prende il nome dal colore ritrovato sulle pareti di molte dimore della città antica. Questa sfumatura era preparata utilizzando una particolare pasta di molluschi. 
Oltre al rosso, i colori che caratterizzano i ritrovamenti degli scavi di Pompei sono il blu e il nero, colori ad uso esclusivo dei più ricchi in quanto prodotti con materiali preziosi.

6.La quotidianità era diversa dalla nostra

Non solo templi, bordelli e residenze private. I più noti del parco Archeologico degli scavi di Pompei sono i calchi in gesso degli abitanti sorpresi dall’eruzione.
Questa tecnica di preservazione, che prevede la colatura del gesso a sostituire il vuoto lasciato dai corpi decomposti, ci ha permesso di conoscere anche dettagli della vita quotidiana nella Pompei antica. 
Tra tutti, le tradizioni culinarie e i passatempi preferiti dagli abitanti di Pompei. Ad esempio bere vino, assistere alle rappresentazioni a teatro, venerare le divinità.

I calchi in gesso hanno svelato anche un importante dettaglio sugli usi e costumi di questo popolo, con particolare riguardo ad un tema molto attuale. E’ molto probabile che a Pompei si celebrasse l’amore libero. 
Tra i vari fuggiaschi visitabili nel cosiddetto Orto di Pompei troviamo infatti due uomini, gli amanti abbracciati, fonte di ispirazione anche per un film.

7. Il fallo era un simbolo augurale

Visitare gli scavi di Pompei include la scoperta di moltissimi simboli fallici. Spesso i visitatori si domandano il perché della riproduzione di questo simbolo rappresentato più volte nella cittadina. 
La verità è che il fallo era considerato un simbolo portafortuna e veniva dipinto, scolpito e spesso anche indossato come ciondolo.

8. L’Anfiteatro è il più antico del mondo

L’Anfiteatro romano di Pompei è una costruzione che risale al 80 a.c. e non è solo l’anfiteatro più antico ai giorni nostri, è anche la costruzione in pietra più antica della storia. 
Utilizzato tuttora per spettacoli di musica e teatro, questo spazio era al tempo utilizzato per giochi circensi e gladiatori e può ospitare fino a 20 mila spettatori. 
E le locandine pubblicitarie dell’epoca? Erano dipinte direttamente sulle facciate esterne delle case.

9. L’eruzione non avvenne ad Agosto

Un'altra curiosità su Pompei riguarda il momento storico che segnò la fine della cultura antica della città: l’eruzione del Vesuvio dell’anno 79 d.c.. Si pensa generalmente che sia avvenuta il giorno 24 di agosto, in mattinata.

Al contrario, il famoso appassionato di storia e divulgatore della Tv Alberto Angela afferma che l’eruzione avvenne più tardi, verso ottobre. Angela è arrivato a questa tesi grazie al ritrovamento di stagione e di dettagli che fanno pensare ad una vendemmia ultimata.

10. La scoperta di Pompei non è ancora finita

Con certezza possiamo affermare che tutto ciò che conosciamo riguardo a Pompei e alla sua storia non è tutto. 
Gli scavi sono infatti ancora attivi in alcuni punti del Parco Archeologico. Inoltre, molti cantieri aiutano a preservare il sito rendendolo adatto ad accogliere quasi 3 milioni e mezzo di visitatori ogni anno. 
La ragione principale è che la Pompei sorpresa dall’eruzione era anche una città in ricostruzione dopo il violento terremoto del 62.

Tutti i fatti e le curiosità su Pompei che conosciamo oggi sono frutto dello studio e della ricerca di moltissimi professionisti. Grazie a loro possiamo comprendere in fondo la visita a questo meraviglioso sito parte del patrimonio dell’UNESCO: gli scavi di Pompei.

Visitare Ercolano

Comune italiano nella provincia di Napoli, Ercolano fino al 1969 era chiamata Resina.

Colpita dal terremoto del 62 d.c. e sepolta dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.c., come Pompei e Stabiae, anche è entrata di diritto a far parte del patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.

Cosa vedere 

Ercolano è una piccola cittadina partenopea, si può visitare in un giorno solo e comodamente passeggiando per le vie di paese. 
Il centro di tutto ciò che c’è da vedere a Ercolano si affaccia sul viale principale della città, Corso Resina. 
La ragione principale per cui è conosciuta nel mondo è il Parco Archeologico, gestito da quello ancora più noto a Pompei. 
L’eruzione del Vesuvio nell’anno 79 d.c. seppellì buona parte della zona ai suoi piedi, dove sorgevano in particolare Pompei, Ercolano e Stabiae
Ciò che segnò la fine di queste civiltà è anche il motivo grazie al quale al giorno d’oggi è possibile conoscerne gli usi e le tradizioni.

La cittadina fu scoperta per caso, grazie ad alcuni lavori per la costruzione di un pozzo nel 1709. Moltissimi reperti ritrovati sono custoditi al Museo Archeologico di Napoli. 
Quasi mezzo milione di accessi sono registrati ogni anno al Parco Archeologico e alla sua ottima riproduzione nel museo virtuale. 
Altro punto degno di nota è la strada che percorre la distanza tra Ercolano e Torre del Greco. Chiamata Miglio d’Oro, questo percorso è ricco di bellissime ville settecentesche e giardini curati.
Da non perdere una visita a Villa Campolieto. Questa villa progettata dall’architetto Luigi Vanvitelli gode di una posizione perfetta sul mare. Visita i suoi spazi esterni e le sale affrescate.

Non può mancare la visita al Sacello degli Augustali, un tempio romano adibito alla venerazione e ai riti di culto degli imperatori. Qui sono state rinvenute statue di divinità, come Apollo e Venere, è degli imperatori Vespasiano e Tito.

Ercolano è il punto di partenza per chi vuole esplorare il Parco nazionale del Vesuvio. Moltissimi sentieri di trekking giungono infatti fino al cratere del vulcano.

Tra le attrazioni da visitare a Ercolano e dintorni anche la Reggia di Portici. La dimora storica del re Carlo di Borbone è un edificio in stile barocco costruita tra il 1738 e il 1742 per essere la residenza di tutta la dinastia.

ercolano: Get Your Guide

COME RAGGIUNGERE ERCOLANO

Milioni di visitatori raggiungono ogni anno Ercolano e i suoi famosi scavi archeologici patrimonio dell’UNESCO. Lo possono fare grazie a ottimi collegamenti tra la cittadina partenopea e i più grandi centri del sud e centro italia.

Puoi, ad esempio, visitare Ercolano in una gita in giornata da Roma. Dalla stazione di Roma Termini prendi un treno per Napoli Centrale. Le Frecce di Trenitalia impiegano poco più di un’ora, mentre gli Intercity circa 2 ore.

Ercolano è vicinissima al capoluogo della sua regione - Napoli. 
Per raggiungere Ercolano da Napoli puoi quindi prendere un treno regionale fino alla stazione di Portici-Ercolano. 
Da qui, un autobus ti porta dritto alla stazione di Ercolano Scavi. Il tempo di percorrenza totale è di circa 40 minuti, negli orari di punta. 
Oppure puoi decidere di camminare per circa 20 minuti fino al Parco Archeologico . Inoltre, questa stupenda cittadina si può visitare tranquillamente e comodamente a piedi.

QUANDO andare

È possibile visitare Ercolano in ogni periodo dell’anno. I suoi scavi archeologici, ad esempio, sono sempre aperti tranne che il Primo Maggio, il 25 Dicembre e il Primo Gennaio. 
Le stagioni migliori per visitare Ercolano sono invece la tarda primavera o il primo autunno. Visitare Ercolano durante le mezze stagioni permette di evitare i climi più caldi e più freschi. 
Ma non solo: Ercolano offre anche mercatini natalizi durante l’inverno e sagre, concerti e feste all’aperto in estate.
Può essere la meta ideale se volete fare una gita nei dintorni di Pompei in un giorno.

Dove Mangiare

A Ercolano si trovano tutti i piatti tipici della regione partenopea, dagli antipasti ai famosi dolci. 
Prova le barchette di melanzane, uova e cacio, la minestra di zucchine. Oppure ordina un’insalata di spaghetti con le vongole o i classici medaglioni di vitello alla pizzaiola. 
Prodotti tipici della zona sono anche la mozzarella di bufala e il pomodorino del piennolo del Vesuvio. 
E per finire in bellezza, o per una merenda dolce, le sfogliatelle, le zeppole di San Giuseppe e la più classica pastiera.

DOVE DORMIRE 

Hai deciso di vivere Ercolano da più vicino? 
Una visita in giornata a questa stupenda cittadina non basta e preferisci passarci una o più notti? 
Ercolano offre diverse tipologie di alloggi adatte a diversi gusti e per tutti i budget, dai semplici ostelli ai più lussuosi hotel. 
Vediamo dove conviene dormire a Ercolano.

I moltissimi b&b oppure le case vacanza sono adatti ad un budget intorno ai 50 € a notte. Ne trovi sia vicino agli scavi che sulla costa.

Il Miglio d’oro è invece la zona più adatta se cerchi dove dormire a Ercolano con circa 100 € a notte.

Ricca di storia e cultura, circondata da un paesaggio speciale, Ercolano è una cittadina unica ed è una destinazione da non perdere!

QUANDO andare

È possibile visitare Ercolano in ogni periodo dell’anno. I suoi scavi archeologici, ad esempio, sono sempre aperti tranne che il Primo Maggio, il 25 Dicembre e il Primo Gennaio. 
Le stagioni migliori per visitare Ercolano sono invece la tarda primavera o il primo autunno. Visitare Ercolano durante le mezze stagioni permette di evitare i climi più caldi e più freschi. 
Ma non solo: Ercolano offre anche mercatini natalizi durante l’inverno e sagre, concerti e feste all’aperto in estate.
Può essere la meta ideale se volete fare una gita nei dintorni di Pompei in un giorno.

Dove Mangiare

A Ercolano si trovano tutti i piatti tipici della regione partenopea, dagli antipasti ai famosi dolci. 
Prova le barchette di melanzane, uova e cacio, la minestra di zucchine. Oppure ordina un’insalata di spaghetti con le vongole o i classici medaglioni di vitello alla pizzaiola. 
Prodotti tipici della zona sono anche la mozzarella di bufala e il pomodorino del piennolo del Vesuvio. 
E per finire in bellezza, o per una merenda dolce, le sfogliatelle, le zeppole di San Giuseppe e la più classica pastiera.

DOVE DORMIRE 

Hai deciso di vivere Ercolano da più vicino? 
Una visita in giornata a questa stupenda cittadina non basta e preferisci passarci una o più notti? 
Ercolano offre diverse tipologie di alloggi adatte a diversi gusti e per tutti i budget, dai semplici ostelli ai più lussuosi hotel. 
Vediamo dove conviene dormire a Ercolano.

I moltissimi b&b oppure le case vacanza sono adatti ad un budget intorno ai 50 € a notte. Ne trovi sia vicino agli scavi che sulla costa.

Il Miglio d’oro è invece la zona più adatta se cerchi dove dormire a Ercolano con circa 100 € a notte.

Ricca di storia e cultura, circondata da un paesaggio speciale, Ercolano è una cittadina unica ed è una destinazione da non perdere!

LA STORIA 

Secondo la leggenda, la cittadina di Ercolano fu fondata da Ercole nel 1243 a.c. Storicamente, si prevede invece la fondazione da parte del popolo Osco intorno al XII secolo a.c. oppure dagli Etruschi tra il X e l’VIII secolo a.c.

Ercolano fu in seguito conquistata dai Greci, dai Sanniti e infine dai Romani.

Sono due gli eventi che nel corso della storia hanno segnato la cittadina: Il terremoto di Pompei nel 62 d.c. distrusse buona parte degli edifici ; l’eruzione del Vesuvio nel 79 d.c. coprì Ercolano con uno strato di detriti alto tra i 10 e i 25 metri.

Questi due avvenimenti hanno fermato il tempo sulla cittadina di Ercolano e hanno reso possibile la scoperta di moltissimi dettagli sulla storia dell’area intorno al golfo di Napoli.

L’Orto dei fuggiaschi

Visitare gli scavi di Pompei è un esperienza  unica. 
Aggirarsi per le strade di questa città rimasta ferma nel tempo, con le sue strade, le sue case, le sue botteghe vi farà provare sensazioni che difficilmente dimenticherete.
Una delle aree più visitate e più di impatto emotivo di tutto il parco archeologico è sicuramente l'Orto dei Fuggiaschi, che si trova nell'area sud-orientale di Pompei (Regio I, insula 21), vicino a Porta Nocera.

pompei: Get Your Guide

Si tratta di un'area di circa 1500 metri quadrati, un tempo coltivato a vigneto che conserva un patrimonio straordinario ed è rappresenta quindi una delle attrazioni di Pompei più incredibili. Qui infatti, durante gli scavi condotti nel 1961, vennero rinvenuti i corpi di 13 persone, adulti e bambini, che stavano cercando scampo dalla violenza del Vesuvio in piena eruzione nel 79 d.c. correndo verso le mura della.

Grazie ai calchi ottenuti con il Metodo Fiorelli, (che consiste nel nel versare gesso liquido nella cavità lasciata dal corpo nello strato di cenere solidificata che ne ha conservato intatta la forma), possiamo ancora oggi vedere le fattezze dei corpi e dei volti che conservano la drammaticità del dolore provato nell’ultimo momento della loro vita. E' impossibile rimanere impassibili davanti a questi calchi  che trasmettono ancora la terribile tragedia che hanno vissuto.

L'Orto dei Fuggiaschi è stato oggetto di un restauro nel 2011 che ha previsto la sistemazione della struttura che ospita lo scavo, e la sistemazione dei calchi su un sottile strato di cenere per ricordare l'eruzione che provocò la morte di queste persone. E'stata prevista inoltre una disposizione che fosse  fruibile dai visitatori in modo più rispettoso.

Questa zona degli scavi di Pompei è veramente da non perdere! Nelle vicinanze potrete visitare l'Anfiteatro (6 minuti di cammino) e il Teatro grande (10 minuti di passeggiata)
Dal momento che le file all'ingresso del parco archeologico sono sempre lunghe e spesso bisogna aspettare sotto il sole, vi suggeriamo di procurarvi il biglietto on line.  
Avrete diritto all'accesso prioritario e potrete iniziare subito la vostra visita!

Il Vesuvio – Tutti i modi per visitarlo

Il Vesuvio non è solo il simbolo della città metropolitana di Napoli, è anche il suo fedele protettore - nonostante, nel corso della storia, non sia stato proprio un ottimo compagno. Visitare il Vesuvio è possibile grazie a diversi percorsi di trekking, si può fare da sé oppure accompagnati da una guida turistica. Qualsiasi modo si scelga, la salita lungo il cammino e la vista dal cratere ne valgono davvero la pena! Visitare il Vesuvio è un'ottima idea per una gita nei dintorni di Pompei in un giono.

COME RAGGIUNGERLO

Raggiungere il Vesuvio è molto semplice, ci sono diverse modalità in base al tempo a disposizione per la visita e il budget di cui disponi. Perdere di vista il Vesuvio è praticamente impossibile, in quanto sovrasta tutta la città metropolitana di Napoli. Per questo, la maniera più elementare e immediata per visitare il vulcano partenopeo è andarci a piedi. Per gli esperti scalatori, visitare il vulcano a piedi sarà un gioco da ragazzi. Non hai esperienza? Nessun problema.Ci sono ben 11 sentieri diversi, per un totale di 54 chilometri per esplorare il vulcano in lungo e in largo.
vesuvio: Get Your Guide

CON UN BUS ORGANIZZATO

Potete comodamente raggiungere l’ingresso per il parco del Vesuvio con un autobus privato, organizzato prima o durante la tua visita. Puoi infatti prenotare questo servizio ai punti di informazione turistica oppure presso moltissime strutture ricettive nella città metropolitana di Napoli. Un autobus privato da Napoli all’ingresso del Parco del Vesuvio costa circa 15 € e non include l’accesso al parco nè una visita guidata. Diverse compagnie effettuano questo servizio: portandoti all’entrata del parco in mattinata ed aspettandoti all’uscita nel pomeriggio.

CON UNA GUIDA

Tour guidati per il Vesuvio ne esistono a centinaia:
  • Alcuni durano la mezza giornata mentre altri una giornata intera.
  • A volte comprendono il pranzo, o uno spuntino, altre volte no.
  • Comprendono il trasporto da Napoli oppure la guida ti aspetta all’entrata del palco.
E’ chiaro che il prezzo varia a seconda della durata della visita e in base alla tipologia di tour guidato per il Vesuvio che prenoti.

CON I MEZZI PUBBLICI

Una pratica più economica rispetto ad un trasporto privato, utilizzare i mezzi pubblici per visitare il Vesuvio è allo stesso tempo conveniente e comodo. Dalla stazione di Napoli Centrale prendi un treno regionale e scendi alla fermata di Ercolano Scavi. Da qui, un autobus locale per l’entrata del Parco del Vesuvio. La durata totale del tragitto è di circa 40 minuti. Risparmi ancora di più se hai acquistato un Napoli Pass, il pacchetto con attrazioni e trasporti adatto ad un viaggio nel capoluogo campano. Oltre ad includere il trasporto cittadino, il pass offre sconti sugli abbonamenti per i trasporti regionali

QUANDO VISITARE IL VESUVIO

Il Parco del Vesuvio è aperto alla visita durante tutto l’anno, a patto di condizioni meteorologiche favorevoli. Visitarlo è quindi sconsigliato nei mesi invernali per l’incertezza del meteo e più indicato in primavera o in autunno. Puoi visitare il parco a partire dal mattino fino al calare del sole:
  • A marzo ed ottobre, dalle ore 9 alle ore 16.
  • Ad aprile, maggio, giugno e settembre il parco è aperto dalle 9 alle 17.
  • A luglio e agosto si accede al Vesuvio dalle 9 fino alle 18.

I SENTIERI DEL VESUVIO

I sentieri che permettono di esplorare la riserva del Vesuvio variano in lunghezza, dai 30 minuti alle 6-7 ore di cammino, e in difficoltà, bassa media o alta in base anche e soprattutto alla pendenza del tracciato. Tra i percorsi più interessanti:
  • Il Trenino a Cremagliera - una passeggiata di 2 ore lungo un tragitto di difficoltà media alla scoperta del percorso storico di ascesa al vulcano partendo dalla cittadina di San Sebastiano.
  • L’Olivella - una camminata di difficoltà bassa per circa 2 ore e mezza attraverso le stupende campagne di Sant’Anastasia.
  • Il Fiume di Lava - percorso di circa un’ora, accessibile grazie ad un livello basso di difficoltà, attraverso un paesaggio quasi lunare formato dalla colata lavica.
Due sono invece i tracciati accessibili a chiunque:
  • Il Monte Somma - con partenza da Ercolano attraversando Via San Vito.
  • Lo Stradello della Via Traversa - con partenza lungo la provinciale Ercolano-Vesuvio. Esiste anche un altro tracciato chiamato Monte Somma, di livello difficile, che permette di esplorare la vetta più alta del monte, chiamata Punta Nasone. Salire fino al cratere del vulcano, il cosiddetto sentiero Gran Cono del Vesuvio, è un’esperienza adatta a molti. Consiste in una passeggiata di circa 2 ore e 30 lungo un percorso piano e accessibile.

CONSIGLI

Visitare il Vesuvio è un’esperienza fantastica che consigliamo agli appassionati di turismo, agli avventurieri e agli amanti della natura. Per vivere l’esperienza al meglio, ci sono alcuni consigli che vogliamo darvi prima della partenza. Per prima cosa, ritagliate un giusto lasso di tempo alla visita. Prenditi almeno 1 ora e mezza per esplorare parte dei sentieri tracciati nel Parco nazionale del Vesuvio. Se puoi, percorrine più di uno per vivere al meglio la biodiversità di questo luogo. Controllate sempre il meteo prima della partenza. Visitare il Vesuvio comporta fare delle lunghe passeggiate, a volte in salita e su un terreno non sempre spianato. Ottima occasione per indossare le scarpe più comode che hai messo in valigia. L’accesso al Parco del Vesuvio ha un costo di 10 €. Questa tariffa va pagata direttamente all’ingresso e non è mai inclusa nella quota di un trasporto privato da Napoli. C’è un ultimo assaggio del Vesuvio che consiglio prima del rientro all’alloggio. Fermati ad assaggiare i prodotti del luogo. Un esempio, il vino Lacryma Christi prodotto con le uve coltivate sul suolo vulcanico.

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