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Visitare Pompei in un giorno

La prima cosa da tenere a mente per visitare Pompei in una sola giornata è che devi partire da 3 requisiti fondamentali:

  1. iniziare presto la mattina, il Parco apre alle ore 9.00

  2. organizzare la visita con anticipo per saltare la fila all’ingresso

  3. portare acqua in abbondanza, crema solare, snacks e mettere scarpe comode

So che a questo punto ti stai chiedendo il perché sia fondamentale seguire certe regole. Te lo spiegiamo subito!

Per prima cosa, Pompei è un sito archeologico molto vasto e con moltissimi punti di interesse. Ecco perché partire presto di mattina ti concede più tempo per esplorare il prezioso patrimonio UNESCO degli scavi di Pompei.

Ugualmente, comprare online il biglietto di accesso al parco ti assicura di entrare poco dopo il tuo arrivo, evitando di stare in fila per anche più di un’ora!

I siti di Pompei hanno - oltre all’estensione e alla quantità di punti di interesse - anche poche zone d’ombra. Per questo ti consiglio di fare rifornimento di acqua e crema solare (o un ombrello se la stagione è meno bella). Portarsi degli snack è utile perché tra gli scavi trovi solo un piccolo bar. Infine, c’è davvero tanto ma tanto da esplorare, visitare, fotografare: meglio indossare le scarpe più comode che hai!

Adesso che conosci i requisiti fondamentali per una visita in giornata a Pompei, sei pronto a scoprire quali sono i siti più consigliati per la visita, e quelli che puoi anche omettere.

Anche perché sono sicuro che dopo questa tua prima visita a Pompei non vedrai l’ora di tornarci.

Cosa vedere a Pompei in un giorno

Ci sono moltissimi punti di interesse all’interno del Parco, così come tanti sono gli itinerari che puoi scegliere per visitarli. Tieni in considerazione il tempo che hai a disposizione e concentrati sui tuoi interessi maggiori.

Non hai tempo di organizzarti? Niente paura. Abbiamo preparato per te un perfetto itinerario di un giorno a Pompei. Partiamo con la visita.

Ingresso al Parco Archeologico di Pompei da Porta Marina

Questa non è l’unica via di accesso al parco, ma è la più comoda per iniziare il tuo itinerario di un giorno a Pompei.

Superata la soglia di Porta Marina, concediti un paio di minuti a bocca aperta per la grande sorpresa e ammirazione. Sei dentro il parco di Pompei! Adesso cammina per qualche minuto e poi guarda alla tua sinistra. Ora si che hai tutto il diritto di essere stupito. Eccoti nel Foro di Pompei.

Foro di Pompei

Il Foro di Pompei - come ogni foro romano - era il fulcro commerciale della città. Osserva le antiche botteghe artigiane, gli edifici politici e quelli amministrativi, i granai del Foro, il macellum e le terme. Immagina come poteva essere affollata la piazza del Foro al tempo: la città di Pompei ospitava più di 10 mila abitanti!

Si affacciano sulla Piazza anche tre Templi:

  • Tempio di Apollo
  • Tempio di Venere
  • Tempio di Giove

Puoi visitarli tutti e tre ma senza soffermarti troppo a lungo. Non vorresti mai perderti il resto del parco!

Casa del Fauno

Sul fondo della Piazza, attraversa l’Arco Onorario e prendi Via del Foro fino alla famosa Casa del Fauno - una delle più grandi case di Pompei. Datata intorno al II secolo a.C., la Casa del Fauno era l'abitazione di un esponente della classe sociale elevata. Seppur il nome del proprietario sia ancora oggi sconosciuto, è facile notarne la ricchezza grazie alle caratteristiche della casa stessa. Qui puoi ammirare una copia della statua del Fauno e del mosaico che raffigura la battaglia di Alessandro Magno contro i persiani. Entrambi gli originali sono conservati al Museo Archeologico di Napoli.

Casa di Sallustio

A poca distanza, questa Villa romana è tra le più antiche di Pompei. La Casa di Sallustio è una costruzione in tufo che ha subito le disgrazie del tempo. Segnata dal terremoto e dall’eruzione, la Casa è stata anche colpita durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Procedi poi fino a Porta di Ercolano e poi tieni la sinistra e prendi Via dei Sepolcri. Ti porterà dritto dritto fino alla tua prossima meta.

Villa dei Misteri

Eccoti qui, alla Villa più famosa di tutta la città di Pompei. Una Villa romana poco fuori le mura a nord della città, la sua posizione è ottima per ammirare il panorama sugli scavi di Pompei e sul Golfo di Napoli. Nota per i suoi affreschi - in particolare quelli raffiguranti Dioniso - la Villa dei Misteri è tappa fissa di tutti gli itinerari a Pompei. La soluzione migliore è quella di andarci per l’ora di pranzo, per una pausa, così da evitare la folla. Adesso che hai ricaricato le batterie, sei pronto per affrontare il pomeriggio e la visita ai siti più importanti del parco.
Torna fino alla Porta di Ercolano poi tieni la sinistra verso Porta Vesuvio. Visita la necropoli oppure, se scalpiti dalla voglia di vedere di più, prendi direttamente Via Stabiana. Supera le Terme centrali di Pompei e prosegui fino alla zona dei teatri.

Teatro Grande e Teatro Piccolo

I due teatri pompeiani sono costruzioni datate tra il II e il I secolo a.C. Ospitavano rispettivamente circa 5000 e circa 1300 spettatori. Questo era il quartiere di intrattenimento della città, dove il popolo si riuniva per assistere a rappresentazioni teatrali, proclamazioni di poesie e concerti musicali. Il Teatro Grande è ancora oggi un palco attivo per spettacoli serali di teatro e musica. Da qui prosegui fino a Porta di Stabia, poi svolta a sinistra fino a Porta Nocera.

Orto dei Fuggiaschi

Hai appena raggiunto il luogo più famoso del Parco Archeologico di Pompei. L’Orto dei Fuggiaschi è il sito dove puoi osservare le calci di alcuni uomini e donne pompeiani che cercarono di mettersi in salvo dall’eruzione del Vesuvio nel 79 a.C. Continua nella stessa direzione ancora un po’: tieni duro, siamo quasi alla fine della visita!

Anfiteatro di Pompei

La tua visita di un giorno a Pompei si conclude con l’Anfiteatro. Oltre ad essere il più antico Anfiteatro conservato fino ad oggi - risale all’anno 80 a.C. - è anche la più antica costruzione in pietra mai scoperta dall’uomo. Notevole, vero?
L’Anfiteatro di Pompei era teatro di lotte gladiatorie e poteva ospitare fino a 20 mila spettatori. Impressionante, non trovi? Ma c’è di più. Il palco e la platea dell’Anfiteatro sono così suggestivi che moltissimi artisti - internazionali e non - aspirano ad esibirsi lì. Un esempio? I Pink Floyd hanno registrato lì il loro album Live in Pompei nel 1973. Già, anche a me sarebbe piaciuto assistere, ma la scelta è stata quella di suonare senza pubblico!

Fine della visita

Il tuo itinerario di un giorno a Pompei si conclude qui. A questo punto, a te la scelta:

  • c’è un’uscita poco lontana dall’Anfiteatro, sulla Piazza che prende il nome da questa maestosa costruzione in pietra;
  • oppure puoi proseguire fino a Porta di Sarno, poco più avanti, e poi prendere la Via dell’Abbondanza (il decumano della città di Pompei) e continuare diritto fino a Porta Marina - dove tutto è cominciato questa mattina presto!

 

8 cose da visitare a Pompei

L’Anfiteatro di Pompei

Situato nella zona sud-est degli scavi, l’Anfiteatro di Pompei è tra i più antichi e meglio conservati nel suo genere. Teatro di atrocità - lotte gladiatorie con gli animali più feroci - l’Anfiteatro risale al 70 a.C. A seguito del terremoto del 62 d.C., l’edificio viene parzialmente distrutto e in seguito ristrutturato. Durante l’eruzione del 79 d.C., ceneri e lapilli ricoprono interamente l’Anfiteatro - forse anche per questo motivo così ben conservato. La grandezza della struttura è tale da poter, allora come oggi, ospitare fino ad un massimo di 20 mila spettatori: un pubblico degno di grandi concerti rock. Fa dunque sorprendere sapere che, nel 1973, i Pink Floyd abbiano deciso di esibirsi nell’Anfiteatro di Pompei live, ma a porte chiuse. Zero spettatori per un concerto rock epico. Nel gennaio 2018, alcune testate giornalistiche hanno messo in dubbio la possibilità di lotte tra gladiatori all’interno del teatro. Queste notizie non sono ad ogni modo riuscite a fermare le orde di turisti che - come ogni anno - affollano gli scavi di Pompei più di ogni altro sito archeologico al mondo.

2. Grande e Piccolo Teatro

I due teatri di Pompei, segnati del terremoto e dell’eruzione del Vesuvio nel I secolo d.C., sono stati riportati alla luce durante l’età borbonica. Entrambi erano punti di incontro e luoghi di cultura e d’arte per il popolo pompeiano.  Il Grande Teatro, struttura di un’epoca precedente, è stato completamente ricostruito nel II secolo a.C. e restaurato nel 80 d.C. in seguito ai danni del terremoto. Prima dell’eruzione del Vesuvio, il Grande Teatro vedeva il popolo assistere a spettacoli di mimi, commedianti, pantomimi e le cosiddette “atellane” - commedie in tono farsesco. Ancora oggi il Grande Teatro di Pompei è un luogo di incontro per appassionati: in estate, il suo palco ospita rappresentazioni teatrali e concerti. Il Piccolo Teatro è invece un edificio di epoca romana, costruito tra il 80 e il 75 a.C. Al tempo, spettacoli musicali e recitazioni di poesie intrattenevano i circa 1300 pompeiani nel pubblico. Questo stesso pubblico era accomodato in base alla classe politica e sociale, diviso in tre aree decorate e abbellite a seconda del benestare degli stessi..

3. Il foro

Nel IV secolo a.C. Pompei aveva già il suo Foro. Un centro di commercio ben collegato alle principali potenze locali. Purtroppo di questo antico Foro abbiamo poche notizie certe. A seguito della conquista romana della città, il Foro viene ampliato e modificato. Nel II secolo a.C. alle botteghe di commercianti si aggiungono edifici religiosi e politici. Una fila colonne in tufo, sostituite da alcune postume in marmo, viene costruita nello stesso periodo. Sulla piazza del Foro di Pompei si affacciano botteghe artigiane, edifici di pubblica amministrazione e luoghi di riunione per il popolo. Sommerso da ceneri e lapilli con l’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., il Foro di Pompei è stato riportato alla luce parecchi anni dopo la scoperta borbonica dei primi edifici. Era infatti il XIX secolo e gli scavi furono portati avanti per volere di Carolina Bonaparte.

4. L’Orto dei Fuggiaschi

L’Orto dei Fuggiaschi è sicuramente tra i punti di interesse più conosciuti negli scavi di Pompei. Inizialmente un quartiere residenziale, questa parte della città funge in seguito da vigneto. Qui si trovava anche un triclinio estivo con letti in muratura. L’Orto dei Fuggiaschi viene riportato alla luce tra gli anni ‘60 e 70 grazie al “metodo Fiorelli”: grazie al gesso colato nelle cavità aperte dagli scavi. Fu così che gli archeologi scoprirono le 13 sagome umane coperte dalle ceneri dell’eruzione mentre tentavano di mettersi in salvo. I calchi dei 13 - uomini, donne e bambini - giacciono ancora oggi nella posizione esatta del

5. Edificio di Eumachia

Sepolto da ceneri e lapilli nel 79 d.C., quello di Eumachia era un edificio pubblico di epoca romana. Molto incerta è la sua data di costruzione: alcuni la attribuiscono all’epoca tiberina, altri all’anno 7 a.C. Sappiamo però che questo edificio, costruito su ordine della sacerdotessa Eumachia - protettrice dei lavandai - è dedicato a Livia, madre di Tiberio. A che cosa servisse esattamente l’edificio non è ben definito: anche qui sono molti gli storici con pareri contrastanti. Ancora oggi non abbiamo risposte certe ma l’ipotesi più credibile è quella di ospitare il mercato della Lana della città di Pompei. L’edificio di Eumachia viene danneggiato dal terremoto del 62 d.C. e, al sopraggiungere delle ceneri, era ancora in fase di ristrutturazione. Portato alla luce in età borbonica, la caratteristica più particolare di questo edificio è la stanza adibita alla raccolta di urina, utilizzata al tempo come detersivo per i tessuti.

6. Le Lupanare e le Antiche Domus

Lupanare è il termine romano che si riferisce ai borghi di piacere e del sesso. In parole povere, i luoghi dove poter incontrare delle prostitute - cioè i bordelli. Uno dei più frequentati bordelli a Pompei è stato riportato alla luce con gli scavi borbonici. Era solo uno dei circa 25 bordelli presenti in città: da considerare il numero importante in rapporto agli abitanti di Pompei del tempo, stimati tra gli 8000 e i 10000. I lupanari sono quindi edifici a due piani adibiti alla prostituzione. Impossibile non trovarli: pur essendo situati agli angoli delle vie secondarie, bastava seguire i simboli fallici sulle facciate delle case. All’interno di questi edifici, alcuni dipinti in tema erotico accoglievano i clienti. Una piccola curiosità: al tempo, internet non esisteva ma i clienti dei lupanari potevano comunque lasciare una loro recensione sul servizio ottenuto. Ne sono state infatti ritrovate circa 120 sui muri degli edifici circostanti. Altri edifici storici di Pompei erano le Domus, con uno stile a metà tra le domus italiche e le case greche. Ne troviamo moltissimi esempi: circa il 70% dell’area urbana della città era composta da case. Le dimensioni delle abitazioni variano in base alla classe sociale dei proprietari ma mantengo gli stessi canoni architettonici: una pianta rettangolare, nessuna finestra, arredamento essenziale e si sviluppano su due livelli.

7. Casa di Sallustio

Una tra le Domus più conosciute dell’antica Pompei si trova nella parte più antica della città e risale al IV secolo a.C. Questa Domus prende il nome da una iscrizione elettorale trovata sulla facciata dell’edificio stesso, in cui si invitava il popolo a votare per un certo Sallustio. Il ritrovamento della Casa di Sallustio avviene per la prima volta tra il 1805 e il 1809. La Casa viene poi colpita e danneggiata da una bomba durante la Seconda Guerra Mondiale. Solo nel 1970 avvengono opere di restauro della domus pompeiana. Le caratteristiche dell’edificio sono quelle note per ogni domus di Pompei. Quella di Sallustio, in particolare, aveva anche un collegamento diretto alla bottega alimentare della porta accanto.

8. Villa dei Misteri

Questa Villa di epoca romana si trova a poche centinaia di metri all’esterno delle mura della città di Pompei, sul lato nord. Riportata alla luce per la buona parte nel 1909, la Villa dei Misteri è uno dei luoghi più visitati e affollati di tutti gli scavi di Pompei. Una parte della villa è in realtà ancora oggi sommersa dalle ceneri. Gli esperti affermano che non ci siano oggetti di interesse: così come poco interessanti sono i reperti trovati durante gli scavi dello scorso secolo. Ciò fa pensare a una probabile restaurazione in atto poco prima dell’eruzione del 79 d.C. Gli interni della villa presentano alcuni affreschi di ispirazione greca ed egizia. Tra di questi, il più importante è quello relativo al mito di Dioniso del I secolo d.C. Con la sua pianta quadrata e la posizione in cima ad una collinetta, la Villa dei Misteri gode di una spettacolare vista sul golfo di Napoli.

Cosa visitare a Pompei

O figli della terra, amate! ché l'Amore è la dolce saggezza di questa vostra terra.”

(Edward Bulwer-Lytton, Gli Ultimi Giorni di Pompei)

Visitare Pompei è un’esperienza indimenticabile, da regalarsi almeno una volta nella vita. Scoprire i resti di una culla di civiltà e splendore, che fu intrappolata nel 79 d.C. dalla coltre di lava eruttata dal Vesuvio, significa poter respirare un’aria di solennità salmastra, di cultura e di storia. Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO dal 1997, Pompei ha origini antiche quasi quanto Roma: nasconde un mondo fatto di storia e architettura, rimasto così perfettamente intatto da risultare ancora oggi vivo e magico. Per cogliere l’imperdibile opportunità di immergersi in un viaggio nel passato, è consigliabile procurarsi i biglietti in anticipo onde evitare lunghe attese: ogni giorno, l’antica città romana viene visitata da migliaia di turisti, pronti a volersi avventurare tra ville, templi, fontane e officine per la lavorazione della lana.

Cosa visitare a Pompei: gli scavi

La prima cosa essenziale per visitare una città senza tempo, oltre ai biglietti Pompei, è essere comodi. È consigliabile attrezzarsi con un bel paio di scarpe da trekking e vestiti comodi, che siano facili da alleggerire qualora fosse particolarmente caldo. Visitare Pompei in una sola giornata è piuttosto complicato ma, qualora fosse l’unica opportunità per immergersi in un passato vivido, dove la cultura e la meraviglia sono tutt’ora avvertibili, allora è consigliabile accedere alla città verso le 8:00 del mattino. Iniziare dalla famosa Villa dei Misteri, con i suoi affascinanti affreschi raffiguranti i misteri dionisiaci, consente di ammirare sin da subito le magnifiche architetture pompeiane e l’importanza attribuita al misticismo. In via della Fortuna si trova la Casa del Fauno, una tappa immancabile quando si ha la possibilità di visitare Pompei: vista l’immensità della struttura di questa villa, si pensa che appartenesse a un nobile romano piuttosto importante (si pensa appartenesse al nipote di Silla, il tiranno). Al centro dell’impluvio, nell’atrio, è presente la piccola statua del Fauno dal quale prende il nome la struttura, con i pavimenti mosaicati e una serie di entrate che conducevano ai vari ambienti della casa. Poco distante dalla Casa del Fauno, si trova il Teatro Grande, costruito nel II secolo a.C.: con una capienza di oltre 5000 spettatori, presenta una gradinata suddivisa in 7 livelli dai quali era possibile ammirare la messa in scena di commedie e tragedie. L’Anfiteatro, in via dell’Abbodanza, è una delle costruzioni in pietra più antiche mai scoperte che risale all’80 a.C.: con una capienza di ben 20.000 spettatori, ha la particolarità di non avere sotterranei. Tuffatevi nel cuore della città, visitando il Foro. Il centro economico, sociale e politico di Pompei ospita al proprio centro il magnifico Tempio di Apollo, luogo di culto e di venerazione di Apollo e Mercurio. Visitare Pompei non può non includere anche una gita al Santuario della Beata Vergine del Rosario, consacrata nel 1891 e fulcro della Pompei Nuova: si racconta che una donna affetta da una forma di epilessia molto grave chiese alla Vergine Maria di essere guarita. Il miracolo avvenne, rendendo il Santuario una meta ideale per tutti i devoti in cerca di pace e spiritualità.

Storia di Pompei: apogeo e rovina della città romana

Fondata nel IX secolo D.C., la città di Pompei, deve la sua enorme fama alla sua tragica fine causata, nel 79. dall’eruzione del suo vicino Vulcano, il Vesuvio. Da quando nel 1748 si è dato il via agli scavi nell’area anticamente interessata dalla tragedia, la città è tornata alla ribalta offrendo ai propri visitatori la possibilità di riscoprire la città e poterne ammirare dei veri e propri scorci di vita vissuti dai propri abitanti. Aggirarsi tra le strade del sito archeologico, che dal 1997 è entrato di diritto a far parte dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO, è un’esperienza che attira, ancora oggi, numerosi turisti provenienti da tutte le parti del mondo, desiderosi di passeggiare in questa antica città fantasma per immaginare la vita, le usanze e la cultura precedente alla sua tragica fine. Oggi vi mostreremo proprio un quadro della doppia faccia di Pompei, da città prospera e vivace a cumulo di macerie e cenere.

Pompei prima dell’eruzione del Vesuvio

La posizione strategica della città, alle pendici del Vesuvio, rivolta verso il golfo di Napoli ma attraversata dal fiume Sarno, facevano di Pompei un luogo assolutamente funzionale per scambi commerciali, motivi militari ma, soprattutto per poter vedere fiorire le proprie coltivazioni fatte principalmente di viti e ulivi. Pompei, infatti, era davvero molto nota per essere una città ampiamente affermata da un punto di vista commerciale e, i suoi mercati ne erano la dimostrazione vivente. Abili agricoltori ma anche dediti pescatori, i commercianti pompeiani offrivano alla propria vasta clientela prodotti provenienti dalle più disparate sfere commerciali. Altro fattore fondamentale è il grande interesse riservato alla conservazione dei prodotti per mantenerli al loro stato migliore più a lungo. Sono stati ritrovati, infatti, vasi di terracotta dedicati alla conservazione del vino, tenuto al fresco in cantine apposite, ma anche numerose attrezzature per affinare l’arte industriale come i frantoi per le farine e strumenti per la pesca. Immaginiamo quindi l’operosità della città ai suoi albori, con mercati che portavano vivacità e vitalità tra le strade cittadine e quante influenze diverse culturali si potevano apprezzare. La città di Pompei aveva subito numerose influenze dai popoli che si erano scontrati in battaglia così come si era costantemente evoluta per poter garantire una maggiore funzionalità alle necessità della città in continua evoluzione, soprattutto relative alle proprie attività mercantili. Per questo motivo, molte delle costruzioni urbanistiche che si possono ammirare tutt’oggi durante una visita agli scavi archeologici, risultano essere state aggiunte negli anni, costruite sulla base preesistente della città per poter potenziare il commercio e accogliere un maggior numero di visitatori che, in tanti, giungevano in città alla ricerca dei migliori affari. Non mancavano, però, oltre alle costruzioni delle fasce più operose e umili della città, le ville dei personaggi di rilievo e le loro bellissime domus pompeiane fatte di affreschi minuziosi e affascinanti e cortili con giardini curati nel segno dell’esotismo e arricchiti di pozzi e fontane. La cultura pompeiana era davvero ben variegata con influenze provenienti dai sanniti ma anche dai greci e dai romani che resero, quindi, la città poliedrica e multietnica con costumi ed usanze che si miscelavano tra loro ricreando nuovi approcci assolutamente unici e originali.

Pompei dopo l’eruzione del Vesuvio

Oggi la zona alle pendici del Vesuvio è costantemente monitorata da esperti vulcanologi per poter evitare tragedie come quella che si verificò all’antica città di Pompei nel ’79. I cittadini di Pompei, infatti, si ritrovarono a dover fronteggiare una tragedia assolutamente improvvisa e sconosciuta lasciandoli increduli e spaventati da un evento di tale portata e risonanza. In realtà, però, molte furono all’epoca le avvisaglie che qualcosa stava accadendo nel sottosuolo, che l’attività magmatica era una minaccia. Dal 62, infatti, la zona era interessata da numerosi sismi che distrussero anche moltissime costruzioni. Ne sono la prova alcune costruzioni che, dagli scavi effettuati per riportare alla luce la città sommersa dalla lava, risultavano essere precedentemente ristrutturate più e più volte a seguito dei sismi. Per riportare danni così ingenti, probabilmente le scosse che si susseguivano numerose nella zona alle pendici del Vesuvio, erano di portata molto consistente. Ovviamente, però, il popolo pompeiano non poteva immaginare che, anni dopo, si sarebbe verificata una tragedia di quelle dimensioni. Sono tantissimi, infatti, i cittadini che sono rimasti lì, sepolti dalla lava e che, non avendo capito la reale portata della situazione, provavano a nascondersi dalla cenere rimanendo però intrappolati dai fiumi di lava che travolsero la città. Pochi di loro riuscirono a scappare e a mettersi in salvo. Sebbene sia impossibile fare una stima dei morti a seguito della tragedia, molto probabilmente, si parla di più di 2000 morti e, dalle testimonianze rimaste, anche il popolo che era abituato a subire ingenti perdite in guerra, reputò il numero di vittime a causa delle tragedia del ’79 come un evento di portata “straordinaria”. Oggi, sebbene molte delle vicende che accaddero nelle ultime ore di Pompei siano sicuramente solo immaginabili, è possibile ricostruire in parte gli ultimi giorni e soprattutto le ultime ore, grazie alla testimonianza di scrittori come ad esempio Plinio il Giovane che, dalla baia di Miseno, osservò e descrisse l’eruzione del Vesuvio. Dopo l’eruzione la città era totalmente distrutta, sommersa dalla lava. Scomparsa. La vegetazione circostante, punto di forza della zona, era stata rasa al suolo e tutto era sommerso sotto una coltre bianca e spessa. La situazione era disperata. Tanti furono gli aiuti inviati dai delegati dell’Impero per poter soccorrere la popolazione ed iniziare l’opera di ricostruzione dell’antica gloria pompeiana ma invano. La città è rimasta dormiente fino agli scavi archeologici che, dal 1748, hanno duramente lavorato per riportare alla luce quello che restava di una delle città più affascinanti della zona campana e che, tra storia antica, suggestioni e, probabilmente, proprio a causa della sua tragica fine, è ancora oggi materiale fertile per film, romanzi e per intriganti ricostruzioni. Oggi, con la possibilità di poter ripercorrere le vie della città e ammirare ciò che resta delle domus e della sua elaborata urbanistica, è possibile perdersi tra supposizioni e immaginare la vita dei suoi ultimi giorni, riscoprendo una città e la sua cultura che, dopo l’eruzione, sembrano essere state sommerse, non solo dalla lava, ma anche da un’aura di mistero che ha fatto, della città di Pompei, un vero e proprio mito tutto italiano.

Come arrivare e muoversi a Pompei

Pompei, la città magica che custodisce una preziosa storia passata, è una tra le mete turistiche più ambite e apprezzate di tutta Italia. La coltre di lava che il Vesuvio eruttò nel 79 d.C., descritta da Plinio il Giovane, ha ricoperto, per secoli e secoli, ogni casa, ogni struttura e la storia di ogni persona di cenere e lapilli: i suoi scavi, patrimonio dell’UNESCO dal 1997, rappresentano una delle testimonianze più incredibili di un passato tutt’oggi vivo e in grado di rapire l’anima di chi si trova a scoprirlo. Una fotografia perfettamente conservata di un passato remoto. Per poterla vivere a pieno, è importante sapere come arrivare a Pompei e come muoversi nella città per poter programmare il più bel viaggio alla scoperta della storia antica del nostro Paese.

Come arrivare a Pompei?

Fortunatamente la città è ben collegata ai principali snodi aeroportuali e stradali.

Bus e treno

Per chi arriva all’aeroporto di Napoli Capodichino, sarà possibile approfittare dell’Alibus, il servizio bus che lo collega al cuore della città. Scendendo alla stazione dei treni in Piazza Garibaldi sarà possibile trovare la linea Circumvesuviana e raggiungere gli scavi di Pompei con un treno della tratta Napoli Sorrento, scendendo alla fermata Pompei Scavi.

In alternativa, sempre dalla stazione centrale di Napoli, è possibile prendere un autobus della linea SITA (costo del biglietto 3,00 €), della compagnia EAVBUS o delle autolinee CSTP (numeri 004 e 075 della fermata Ferraris-INPS). Queste ultime due opzioni, tuttavia, risultano essere le più lunghe a causa dell’elevato numero di fermate.

Per maggiori informazioni:

CSTP: www.cstp.it SITA: www.sitasudtrasporti.it EAVBUS: www.eavbus.it

Auto

Per chi decide di raggiungere Pompei in auto sarà sufficiente imboccare l’autostrada Napoli-Salerno (A3) e uscire al casello di Pompei Ovest, per un pedaggio di appena 2,50 €. L’autostrada A3 è indicata anche per chi arriva da fuori Campania, uscendo a Pompei Ovest per chi proviene da Nord o a Pompei Est per chi proviene da sud. Quando si arriva a Pompei in auto è possibile parcheggiare la vettura appena fuori dalle mura storiche, nei numerosi parcheggi a pagamento e gratuiti dai quali potrà cominciare la propria avventura.

Chi ha la possibilità di viaggiare in auto avrà anche la possibilità scoprire con più facilità anche i meravigliosi dintorni della zona. Pompei, infatti, risulta essere un punto di riferimento centrale per raggiungere anche Ercolano, Paestum e Oplonti, ai piedi del Vesuvio e a poco più di 30 Km da Napoli e Sorrento. Sarà possibile pianificare ogni tappa della propria gita, spostarsi verso Capri, Amalfi e Positano, visitare Vietri, Maiori, Minori e Salerno città.

Come muoversi a Pompei?

Pompei è una piccola cittadina pianeggiante da vivere e scoprire a piedi o in bici. Tuttavia, dopo una giornata di escursioni tra il Teatro di Pompei, il Foro e la Casa del Fauno Danzante, avere l’opportunità di poter contare su una valida alternativa, sapendo come muoversi a Pompei con altri mezzi, è sicuramente un vantaggio da non sottovalutare.

Pompei è perfettamente servita dalle compagnie di autobus SITA, CSTP e EVABUS. Per acquistare biglietti, abbonamenti, per avere informazioni su linee e tariffe, il sito di riferimento da poter consultare anche in loco è: www.unicocampania.it

Taxi

La città è ben servita da un servizio taxi efficiente e attivo a ogni ora del giorno. I taxi possono essere presi in:

Piazza Esedra (Tel: +39 081 5367852) Piazza Santuario (Tel: +39 081 8632686) Piazza XXVIII Marzo (Tel: +39 081 8503199)

Qual è la soluzione migliore?

Sono molte le opzioni a disposizioni tra le quali poter scegliere per rendere unica la propria vacanza. Quale sia la soluzione migliore dipende essenzialmente dal proprio viaggio e dalle proprie esigenze: se si viaggia in compagnia della famiglia, con bambini al seguito, la scelta dell’auto è sicuramente la più indicata. Allevierà lo stress del viaggio e consentirà anche ai più piccoli di godersi, in tutta tranquillità, la magia di un panorama che scorre tutto da scoprire.

Per chi viaggia con lo zaino in spalla, la Circumvesuviana e il treno in generale sono una scelta versatile e perfetta: durante i 30-40 minuti di viaggio da Napoli a Pompei si avrà l’opportunità di pianificare, dare un’occhiata all’itinerario e riposarsi un po’ le gambe prima di mettersi in cammino tra le antichità perfettamente conservate dell’affascinante città.

L’autobus è una soluzione ottima per chi alloggia a Napoli e desidera avventurarsi tra i misteri di Pompei portando con sé l’essenziale: sono, infatti, sufficienti una bottiglia d’acqua e una macchina fotografica per godersi le meraviglie di Pompei e immergersi in un’autentica cartolina inviata oltre duemila anni fa.