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Visitare Pompei in un giorno

La prima cosa da tenere a mente per visitare gli scavi di Pompei in un giorno solo è che devi partire da 3 requisiti fondamentali:

  1. iniziare presto la mattina, il Parco apre alle ore 9.00
  2. organizzare la visita con anticipo per saltare la fila all’ingresso
  3. portare acqua in abbondanza, crema solare, snacks e mettere scarpe comode
pompei: Get Your Guide

Vi starete chiedendo il perché sia fondamentale seguire certe regole. Ve  lo spieghiamo subito!

Per prima cosa, Pompei è un sito archeologico molto vasto e con moltissimi punti di interesse. Ecco perché partire presto di mattina vi concederà più tempo per esplorare il prezioso patrimonio UNESCO degli scavi di Pompei.

Ugualmente, comprare  online il biglietto di accesso al parco vi darà la sicurezza di entrare poco dopo il vostro arrivo, evitando di stare in fila per anche più di un’ora!

I siti di Pompei hanno - oltre all’estensione e alla quantità di punti di interesse - anche poche zone d’ombra. Per questo vi consigliamo di fare rifornimento di acqua e crema solare (o un ombrello se la stagione è meno bella). Portarsi degli snack è utile perché tra gli scavi troverete solo un piccolo bar. Infine, c’è davvero tanto ma tanto da esplorare, visitare, fotografare: meglio indossare le scarpe più comode che avete!

Adesso che conoscete i requisiti fondamentali per una visita a Pompei in un giorno, siete pronti a scoprire quali sono i siti più consigliati per la visita, e quelli che potete anche omettere. 
Anche perché siamo sicuri che dopo questa vostra prima visita a Pompei non vederete l’ora di tornarci.

Cosa vedere a Pompei in un giorno: il teatro grande

Foto di Mario Vigna

Cosa vedere a Pompei in un giorno

Ci sono moltissimi punti di interesse all’interno del Parco, così come tanti sono gli itinerari che potete scegliere per visitarli. Tenete in considerazione il tempo che avete a disposizione e concentratevi sui vostri interessi maggiori. 
Non avete tempo di organizzarvi? Niente paura. Abbiamo preparato per voi un perfetto itinerario per visitare Pompei in un giorno. 

Ingresso al Parco Archeologico di Pompei da Porta Marina

Questa non è l’unica via di accesso al parco, ma è la più comoda per iniziare il vostro itinerario per visitare Pompei in un giorno.

Superata la soglia di Porta Marina, concedetevi un paio di minuti a bocca aperta per la grande sorpresa e ammirazione. Siete dentro il parco di Pompei! Adesso camminate per qualche minuto e poi guardate alla vostra sinistra: eccovi nel Foro di Pompei.

Foro di Pompei

Il Foro di Pompei - come ogni foro romano - era il fulcro commerciale della città. Osservate le antiche botteghe artigiane, gli edifici politici e quelli amministrativi, i granai del Foro, il macellum e le terme. Immaginate come poteva essere affollata la piazza del Foro al tempo: la città di Pompei ospitava più di 10 mila abitanti!

Si affacciano sulla Piazza anche tre Templi:

  • Tempio di Apollo
  • Tempio di Venere
  • Tempio di Giove

Potete visitarli tutti e tre ma senza soffermarvi troppo a lungo. Non perdetevi il resto del parco!

visitare gli scavi di Pompei: la Casa del FaunoCasa del Fauno

Sul fondo della Piazza, attraversate l’Arco Onorario e prendete Via del Foro fino alla famosa Casa del Fauno - una delle più grandi case di Pompei. Datata intorno al II secolo a.C., la Casa del Fauno era l'abitazione di un esponente della classe sociale elevata. Seppur il nome del proprietario sia ancora oggi sconosciuto, è facile notarne la ricchezza grazie alle sue caratteristiche. Qui potete ammirare una copia della statua del Fauno e del mosaico che raffigura la battaglia di Alessandro Magno contro i Persiani. Entrambi gli originali sono conservati al Museo Archeologico di Napoli.

Casa di Sallustio

Questa Villa romana è tra le più antiche di Pompei. La Casa di Sallustio è una costruzione in tufo che ha subito le disgrazie del tempo. Segnata dal terremoto e dall’eruzione, la casa è stata anche colpita durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Procedete poi fino a Porta di Ercolano e poi tenete la sinistra e prendete Via dei Sepolcri. Vi porterà dritto dritto fino alla vostra prossima meta.

Vedere Pompei in un giorno: la Villa dei MisteriVilla dei Misteri

Eccovi qui, alla Villa più famosa di tutta la città di Pompei. Una Villa romana poco fuori le mura a nord della città, la sua posizione è ottima per ammirare il panorama sugli scavi di Pompei e sul Golfo di Napoli. Nota per i suoi affreschi - in particolare quelli raffiguranti Dioniso - la Villa dei Misteri è tappa fissa di tutti gli itinerari a Pompei. La soluzione migliore è quella di andarci per l’ora di pranzo, per una pausa, così da evitare la folla.
Adesso che avete ricaricato le batterie, siete pronti per affrontare il pomeriggio e la visita ai siti più importanti del parco.
Tornate fino alla Porta di Ercolano poi tenete la sinistra verso Porta Vesuvio. Visitate le necropoli oppure, se scalpitate dalla voglia di vedere di più, prendete direttamente Via Stabiana. Superate le Terme centrali di Pompei e proseguite fino alla zona dei teatri.

Il teatro grande a Pompei, attrazione da visitare sicuramenteTeatro Grande e Teatro Piccolo

I due teatri pompeiani sono costruzioni datate tra il II e il I secolo a.C. Ospitavano rispettivamente circa 5000 e circa 1300 spettatori. Questo era il quartiere di intrattenimento della città, dove il popolo si riuniva per assistere a rappresentazioni teatrali, proclamazioni di poesie e concerti musicali. Il Teatro Grande è ancora oggi un palco attivo per spettacoli serali di teatro e musica. Da qui proseguite fino a Porta di Stabia, poi svoltate a sinistra fino a Porta Nocera.

Gli incredibili calchi di Pompei. Visita agli scaviOrto dei Fuggiaschi

Avete appena raggiunto il luogo più famoso del Parco Archeologico di Pompei. L’Orto dei Fuggiaschi è il sito dove potrete osservare i calchi di alcuni uomini e donne pompeiani che cercarono di mettersi in salvo dall’eruzione del Vesuvio nel 79 a.C. Continuate nella stessa direzione ancora un po’: tenete duro, siamo quasi alla fine della visita!

Tra le cose da vedere a Pompei in un giorno c'è il bellissimo anfiteatroAnfiteatro di Pompei

Il vostro itinerario per visitare Pompei in un giorno si conclude con l’Anfiteatro. Questa costruzione è il più antico Anfiteatro conservato fino ad oggi e risale all’anno 80 a.C
L’Anfiteatro di Pompei era teatro di lotte gladiatorie e poteva ospitare fino a 20 mila spettatori. Il palco e la platea dell’Anfiteatro sono così suggestivi che moltissimi artisti - internazionali e non - aspirano ad esibirsi lì. Un esempio? I Pink Floyd hanno registrato lì il loro album Live in Pompei nel 1973

Fine della visita

La vostra visita a Pompei in un giorno  si conclude qui. A questo punto, a voi la scelta:

  • c’è un’uscita poco lontana dall’Anfiteatro, sulla Piazza che prende il nome da questa maestosa costruzione in pietra;
  • oppure potete proseguire fino a Porta di Sarno, poco più avanti, e poi prendere la Via dell’Abbondanza (il decumano della città di Pompei) e continuare diritto fino a Porta Marina.

8 cose da visitare a Pompei

Tra le cose da visitare a Pompei c'è sicuramente il bellissimo anfiteatro1. L’Anfiteatro di Pompei

Sicuramente da inserire nella lista delle cose da visitare a Pompei e situato nella zona sud-est degli scavi, l’Anfiteatro è tra i più antichi e meglio conservati nel suo genere. 
Teatro di atrocità - lotte gladiatorie con gli animali più feroci - l’Anfiteatro risale al 70 a.C. A seguito del terremoto del 62 d.C., l’edificio venne parzialmente distrutto e in seguito ristrutturato. Durante l’eruzione del 79 d.C., ceneri e lapilli ricoprirono interamente l’Anfiteatro e forse anche per questo motivo risulta così ben conservato.
La grandezza della struttura è tale da poter, allora come oggi, ospitare fino ad un massimo di 20 mila spettatori: un pubblico degno di grandi concerti rock. Non fa dunque sorprendere sapere che, nel 1973, i Pink Floyd abbiano deciso di esibirsi nell’Anfiteatro di Pompei live, ma a porte chiuse. Zero spettatori per un concerto rock epico. Nel gennaio 2018, alcune testate giornalistiche hanno messo in dubbio la possibilità di lotte tra gladiatori all’interno del teatro. Queste notizie non sono ad ogni modo riuscite a fermare le orde di turisti che - come ogni anno - affollano gli scavi di Pompei più di ogni altro sito archeologico al mondo.

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Visitare Pompei: il Teatro grande2. Grande e Piccolo Teatro

I due teatri di Pompei, segnati del terremoto e dell’eruzione del Vesuvio nel I secolo d.C., sono stati riportati alla luce durante l’età borbonica. Entrambi erano punti di incontro e luoghi di cultura e d’arte per il popolo pompeiano.  Il Grande Teatro, struttura dell'epoca sannitica, venne completamente ricostruito nel II
secolo a.C. e restaurato nel 80 a.c.
Prima dell’eruzione del Vesuvio, il Grande Teatro vedeva il popolo assistere a spettacoli di mimi, commedianti, pantomimi e le cosiddette “atellane” - commedie in tono farsesco. Ancora oggi il Grande Teatro di Pompei è un luogo di incontro per appassionati: in estate, il suo palco ospita rappresentazioni teatrali e concerti.
Il Piccolo Teatro è invece un edificio di epoca romana, costruito tra il 80 e il 75 a.C. Al tempo, spettacoli musicali e recitazioni di poesie intrattenevano i circa 1300 pompeiani nel pubblico. Questo stesso pubblico era accomodato in base alla classe politica e sociale, diviso in tre aree decorate e abbellite a seconda del benestare degli stessi.

I granai del foro di Pompei, sicuramente da visitare3. Il foro

Nel IV secolo a.C. Pompei aveva già il suo Foro. Un centro di commercio ben collegato alle principali potenze locali. Purtroppo, di questo antico Foro abbiamo poche notizie certe. A seguito della conquista romana della città, il Foro viene ampliato e modificato. Nel II secolo a.C. alle botteghe di commercianti si aggiungono edifici religiosi e politici. Una fila colonne in tufo, sostituite da alcune postume in marmo, viene costruita nello stesso periodo. Sulla piazza del Foro di Pompei si affacciano botteghe artigiane, edifici di pubblica amministrazione e luoghi di riunione per il popolo. Sommerso da ceneri e lapilli con l’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., il Foro di Pompei è stato riportato alla luce parecchi anni dopo la scoperta borbonica dei primi edifici. Era infatti il XIX secolo e gli scavi furono portati avanti per volere di Carolina Bonaparte. 
E' senz'altro tra le attrazioni da mettere nella lista di cosa vedere a Pompei.

Cosa vedere a Pompei: l'Orto dei fuggiaschi4. L’Orto dei Fuggiaschi

L’Orto dei Fuggiaschi è sicuramente tra i punti di interesse più conosciuti negli scavi di Pompei. Inizialmente un quartiere residenziale, questa parte della città funse in seguito da vigneto. Qui si trovava anche un triclinio estivo con letti in muratura. L’Orto dei Fuggiaschi viene riportato alla luce tra gli anni ‘60 e 70 grazie al metodo ideato dall'archeologo Giuseppe Fiorelli che consiste nel colare del gesso nei vuoti causati dalla decomposizione delle sostanze organiche (come mobili e infissi in legno, ma anche corpi di uomini o animali).
Fu così che gli archeologi scoprirono le 13 sagome umane coperte dalle ceneri dell’eruzione mentre tentavano di mettersi in salvo. I calchi dei 13 - uomini, donne e bambini - giacciono ancora oggi nella posizione esatta del momento in cui vennero sorpresi dalle ceneri e dai lapilli.

5. Edificio di Eumachia

Tra le cose da visitare a Pompei c'è anche l'edificio di Eumachia. Sepolto da ceneri e lapilli nel 79 d.C., era un edificio pubblico di epoca romana. Molto incerta è la sua data di costruzione: alcuni la attribuiscono all’epoca tiberina, altri all’anno 7 a.C. Sappiamo però che questo edificio, costruito su ordine della sacerdotessa Eumachia - protettrice dei lavandai - è dedicato a Livia, madre di Tiberio. A che cosa servisse esattamente l’edificio non è ben definito: anche qui sono molti gli storici con pareri contrastanti. Ancora oggi non abbiamo risposte certe ma l’ipotesi più credibile è quella che ospitasse il mercato della lana della città di Pompei.
L’edificio di Eumachia venne danneggiato dal terremoto del 62 d.C. e, al sopraggiungere delle ceneri, era ancora in fase di ristrutturazione.
Portato alla luce in età borbonica, la caratteristica più particolare di questo edificio è la stanza adibita alla raccolta di urina, utilizzata al tempo come detersivo per i tessuti.

6. Le Lupanare e le Antiche Domus

Lupanare è il termine romano che si riferisce ai borghi di piacere e del sesso. In parole povere, i luoghi dove poter incontrare delle prostitute - cioè i bordelli. Uno dei più frequentati bordelli a Pompei è stato riportato alla luce con gli scavi borbonici. Era solo uno dei circa 25 bordelli presenti in città: da considerare il numero importante in rapporto agli abitanti di Pompei del tempo, stimati tra gli 8000 e i 10000. I lupanari sono quindi edifici a due piani adibiti alla prostituzione. Impossibile non trovarli: pur essendo situati agli angoli delle vie secondarie, bastava seguire i simboli fallici sulle facciate delle case. All’interno di questi edifici, alcuni dipinti in tema erotico accoglievano i clienti. Una piccola curiosità: al tempo, internet non esisteva ma i clienti dei lupanari potevano comunque lasciare una loro recensione sul servizio ottenuto. Ne sono state infatti ritrovate circa 120 sui muri degli edifici circostanti. 
Tra le cose da visitare a Pompei  Le sicuramente la più curiosa.

Altri edifici storici di Pompei erano le Domus, con uno stile a metà tra le domus italiche e le case greche. Ne troviamo moltissimi esempi: circa il 70% dell’area urbana della città era composta da case. Le dimensioni delle abitazioni variano in base alla classe sociale dei proprietari ma mantengo gli stessi canoni architettonici: una pianta rettangolare, nessuna finestra, arredamento essenziale e sviluppo su due livelli.
Tra le cose da visitare a Pompei  Le sicuramente la più curiosa.

7. Casa di Sallustio

Una tra le Domus più conosciute dell’antica Pompei si trova nella parte più antica della città e risale al IV secolo a.C. Questa Domus prende il nome da una iscrizione elettorale trovata sulla facciata dell’edificio stesso, in cui si invitava il popolo a votare per un certo Sallustio. Il ritrovamento della Casa di Sallustio avviene per la prima volta tra il 1805 e il 1809. La casa venne poi colpita e danneggiata da una bomba durante la Seconda Guerra Mondiale.
Solo nel 1970 avvengono opere di restauro della domus pompeiana. Le caratteristiche dell’edificio sono quelle note per ogni domus di Pompei. Quella di Sallustio, in particolare, aveva anche un collegamento diretto alla bottega alimentare della porta accanto.

La Villa dei Misteri, tra le cose da visitare a Pompei assolutamente8. Villa dei Misteri

Questa Villa di epoca romana si trova a poche centinaia di metri all’esterno delle mura della città di Pompei, sul lato nord. Riportata alla luce per la buona parte nel 1909, la Villa dei Misteri è uno dei luoghi più visitati e affollati di tutti gli scavi di Pompei. Una parte della villa è in realtà ancora oggi sommersa dalle ceneri. Gli esperti affermano che non ci siano oggetti di interesse: così come poco interessanti sono i reperti trovati durante gli scavi dello scorso secolo. Ciò fa pensare a una probabile restaurazione in atto poco prima dell’eruzione del 79 d.C. Gli interni della villa presentano alcuni affreschi di ispirazione greca ed egizia. Tra di questi, il più importante è quello relativo al mito di Dioniso del I secolo d.C. Con la sua pianta quadrata e la posizione in cima ad una collinetta, la Villa dei Misteri gode di una spettacolare vista sul golfo di Napoli.
Da non dimenticare di inserire tra le cose da visitare a Pompei!

Cosa visitare a Pompei

Visitare Pompei è un’esperienza indimenticabile, da regalarsi almeno una volta nella vita. Scoprire i resti di una culla di civiltà e splendore, che fu intrappolata nel 79 d.C. dalla coltre di lava eruttata dal Vesuvio, significa poter respirare un’aria di solennità salmastra, di cultura e di storia. Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO dal 1997, Pompei ha origini antiche quasi quanto Roma: nasconde un mondo fatto di storia e architettura, rimasto così perfettamente intatto da risultare ancora oggi vivo e magico.

Per cogliere l’imperdibile opportunità di immergersi in un viaggio nel passato, è consigliabile procurarsi i biglietti in anticipo onde evitare lunghe attese: ogni giorno, l’antica città romana viene visitata da migliaia di turisti, pronti a volersi avventurare tra ville, templi, fontane e officine per la lavorazione della lana.

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Cosa visitare a Pompei: gli scavi

La prima cosa essenziale per visitare una città senza tempo, oltre ai biglietti Pompei, è essere comodi. È consigliabile attrezzarsi con un bel paio di scarpe da trekking e vestiti comodi, che siano facili da alleggerire qualora fosse particolarmente caldo. Visitare Pompei in una sola giornata è piuttosto complicato ma, qualora fosse l’unica opportunità per immergersi in un passato vivido, dove la cultura e la meraviglia sono tutt’ora avvertibili, allora è consigliabile accedere alla città verso le 8:00 del mattino.

Iniziare dalla famosa Villa dei Misteri, sicuramente  tra le cose da visitare a Pompei,con i suoi affascinanti affreschi raffiguranti i misteri dionisiaci, consente di ammirare sin da subito le magnifiche architetture pompeiane e l’importanza attribuita al misticismo.

Cosa visitare a Pompei: la meravigliosa Villa dei Misteri

In via della Fortuna si trova la Casa del Fauno, una tappa immancabile quando sideve scegliere cosa visitare a Pompei: vista l’immensità della struttura di questa villa, si pensa che appartenesse a un nobile romano piuttosto importante (si pensa appartenesse al nipote di Silla, il tiranno). Al centro dell’impluvio, nell’atrio, è presente la piccola statua del Fauno dal quale prende il nome la struttura, con i pavimenti mosaicati e una serie di entrate che conducevano ai vari ambienti della casa. Poco distante dalla Casa del Fauno, si trova il Teatro Grande, costruito nel II secolo a.C.: con una capienza di oltre 5000 spettatori, presenta una gradinata suddivisa in 7 livelli dai quali era possibile ammirare la messa in scena di commedie e tragedie. L’Anfiteatro, in via dell’Abbondanza, è una delle costruzioni in pietra più antiche mai scoperte che risale all’80 a.C.: con una capienza di ben 20.000 spettatori, ha la particolarità di non avere sotterranei.

Il tempio di Apollo a Pompei, nella lista di cosa vedere

Tuffatevi nel cuore della città, visitando il Foro. Il centro economico, sociale e politico di Pompei ospita al proprio centro il magnifico Tempio di Apollo,  luogo di culto e di venerazione di Apollo e Mercurio. E' senz'altro da inserire nella lista di cosa visitare a Pompei.

Visitare Pompei non può non includere anche una gita al Santuario della Beata Vergine del Rosario, consacrata nel 1891 e fulcro della Pompei Nuova: si racconta che una donna affetta da una forma di epilessia molto grave chiese alla Vergine Maria di essere guarita. Il miracolo avvenne, rendendo il Santuario una meta ideale per tutti i devoti in cerca di pace e spiritualità.

La Casa del Fauno

Una Villa di epoca romana nel bel mezzo della città antica di Pompei, la Casa del Fauno è stata sepolta dall’eruzione del Vesuvio nel 79 e riportata alla luce solo nel XIX secolo. Gli scavi archeologici su volere della dinastia Borbone ci hanno permesso di conoscere la vita di un tempo e di poterla rivivere durante un viaggio a Pompei. Un esempio importante è proprio la Casa del Fauno, la residenza cittadina di un ricco magistrato romano. Il nome di questa villa deriva dalla statua che si trova al centro del suo impluvium, che rappresenta in realtà un satiro.

Dove si trova

Visitare la Casa del Fauno è una tappa d'obbligo durante il tour negli scavi di Pompei. È infatti una delle prime attrazioni che si incontrano non lontano dall’entrata a Porta Marina.  Dopo i cancelli, prosegui fino all’entrata del Foro, sulla tua sinistra. Sul fondo dell’antico centro politico ed economico di Pompei, passa oltre i grandi e sotto l'arco onorario.
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Storia della casa del fauno

La Casa del Fauno viene edificata una prima volta nel III secolo a.c. Aveva un ampio orto e le sue dimensioni erano molto ridotte. Nel II secolo a.c. la casa venne ristrutturata e ampliata fino a raggiungere la dimensione attuale di quasi 3000 metri quadrati. Il suo proprietario, uno degli uomini più ricchi di Pompei, decise di ostentare la sua ricchezza con la costruzione di molti peristili, delle corti colonnate. Era circa il 120 a.c. e la Casa del Fauno aveva più peristili che ambienti abitativi. Il bagno e i servizi della casa furono invece ristrutturati in seguito, nel I secolo a.c. L’anno 79 d.c. segnò poi l’intera città di Pompei. L'eruzione del Vesuvio devastò infatti tutte le civiltà alle pendici del vulcano. La Casa del Fauno venne interamente sepolta.

La scoperta della Casa del Fauno

A partire dal XVIII secolo, precisamente il 1° Aprile del 1748, gli scavi archeologici nella città di Pompei portarono alla luce molti preziosi reperti. I ritrovamenti hanno anche aiutato gli storici a scoprire la vita nel mondo antico. Tra di questi, una villa romana decorata in stile ellenistico, con preziosi mosaici e oggetti in oro. Una casa particolare, in cui gli spazi aperti prevalgono sugli spazi vivibili. Un'abitazione ricca, progettata con cura e ampiamente decorata. Una statua in bronzo al centro dell’impluvium rappresenta una figura mitologica. Per questo la chiamarono Casa del Fauno.

L’architettura della Villa

L’ingresso della Casa del Fauno è un lungo viale colonnato che porta un mosaico sul pavimento con la scritta Have. Il saluto latino indica che il proprietario della casa non era originario di Pompei, dove si parlava in dialetto osco, bensì un romano. Si entra così nel vestibolo, la sala di ingresso con pavimento in marmo. Si pensa che questa stanza ospitasse un tempio con colonne corinzie. Si prosegue ora nell’atrio della casa del Fauno. Al suo centro ammira l’impluvium, una vasca piatta dove confluiva l’acqua piovana, immagazzinata in una cisterna sottostante. Una piccola statua di bronzo fu ritrovata nel centro della vasca e, nonostante la figura sia un satiro, venne scambiata per un fauno. Da qui, il nome della casa stessa. La differenza tra un satiro e un fauno è molto lieve. Il loro aspetto fisico è pressoché identico: entrambi hanno sembianze umane e la metà inferiore e le corna da capra. Il fauno è una divinità romana delle campagne e dei boschi. Al contrario, i satiri sono figure mitologiche greche legate al dio Dioniso (per i romani, Bacco). La statua del satiro che puoi osservare gli scavi di Pompei è una riproduzione, mentre l’originale è conservata al Museo Archeologico di Napoli.

I tesori della casa del Fauno

Gli scavi che portarono alla luce la Casa del Fauno svelarono molti dettagli sul proprietario e sul progetto della villa nel momento dell’eruzione del Vesuvio. Le pareti della stanza dove si trova l’impluvium, ad esempio, erano pronte per essere affrescate.  Attorno a questa sala si trovano altre stanze, cubicoli (le camere da letto) e un tablino. Questa ultima stanza della Domus era un salotto o uno studio. La Casa del Fauno era di proprietà di un magistrato che utilizzava il tablino per ricevere i suoi ospiti e collaboratori. Non un locale, bensì un patrizio romano nella sua casa di villeggiatura. Da tutti i ritrovamenti si evince infatti che Pompei era una cittadina adatta alle vacanze dei patrizi romani. Oltre alle stanze dei proprietari, la Casa del Fauno era composta anche da stanze per la servitù, più spoglie e meno decorate. Le stanze erano vicino a quelle di servizio, come la cucina e la stanza per la panificazione. Non solo statue, colonne e affreschi: gli scavi presso la Casa del Fauno hanno riportato alla luce dei preziosi mosaici e oggetti in oro e argento. Tra questi, un particolare bracciale a forma di serpente. Casa del Fauno a Pompei: mosaico di Alessandro MagnoAncora, uno stupendo mosaico che rappresenta la vittoria di Alessandro Magno su Dario e i Persiani, forse proprio la battaglia di Isso. Tutte queste meraviglie sono esposte al Museo di Archeologia Nazionale di Napoli. Nella Casa del Fauno è stato anche rinvenuto il corpo di una donna mentre cercava di mettere in salvo i gioielli, sorpresa proprio dall’eruzione del Vesuvio. Questo dimostra come la popolazione di Pompei fu colta di sorpresa da questo fenomeno naturale.

Il Tempio di Apollo

Nella vostra visita agli scavi di Pompei in un giorno dovete assolutamente includere il Tempio di Apollo. 
Tra le più note attrazioni delle rovine di una incantevole cultura antica, era uno dei luoghi di culto più antichi e più frequentati.
Sepolto dall’eruzione del Vesuvio nell’anno 79d.c., è stato riportato alla luce grazie al meticoloso lavoro di molti storici e archeologi circa due secoli fa.

Raggiungere il Tempio di Apollo

Si può raggiungere Pompei comodamente da tutta la città metropolitana di Napoli, con un mezzo proprio oppure con il trasporto pubblico. Inoltre, è possibile arrivare a Pompei con treni interregionali e treni veloci da molte città. 
Una volta entrati al Parco Archeologico di Pompei, da Porta Marina, la maggior parte dei visitatori prosegue direttamente lungo Via Marina fino alla visita del Tempio di Apollo. 
A cinque minuti a piedi dall’entrata degli scavi (350 metri), il Tempio è la prima attrazione visitabile sul lato sinistro, appena prima del Foro di Pompei.

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COME VISITARE IL TEMPIO DI APOLLO

Il Tempio di Apollo è una delle costruzioni in stile romano più antiche mai rinvenute tra le rovine della città antica di Pompei. 
L’unico ingresso che si trova oggi, e che si utilizza per l’accesso al Tempio, si affaccia su Via Marina. Si pensa che  inizialmente gli ingressi fossero 10, in seguito trasformati in nicchie. I 9 accessi vennero chiusi da un muro per separare il tempio di Apollo dalle abitazioni circostanti. 
Si ritiene inoltre anche che in prossimità delle entrate ci fossero affreschi rappresentanti alcune battaglie della Guerra di Troia.

All’interno del Tempio troviamo invece 48 colonne in tufo a costituire un peristilio. Inizialmente in stile ionico, furono sostituite da altre di ordine corinzio in seguito al terremoto del 62. Le colonne sorreggono un architrave, sempre in stile ionico, decorato con figure mitologiche e composizioni floreali.

I piedistalli all’interno del tempio ospitavano statue di altri dei come Artemide, Venere, Ermes e Corinto. La più importante di tutte è una statua in bronzo di Apollo arciere commissionata dopo la distruzione di Corinto.

Gli originali di tutte queste statue sono conservate al Museo Archeologico di Napoli.

Ma è più avanti che si trova il vero e proprio tempio, salendo le scale fino al podio. Qui si trovano altre 28 colonne corinzie e, nella parte centrale, la cella. Al suo interno era probabilmente conservata una statua di Apollo, mai rinvenuta. Questa cella rappresentava simbolicamente la dimora del dio.

Il tempio di Apollo a Pompei, tra le attrazioni principaliLA STORIA 

Il tempio di Apollo, da inserire sicuramente nella lista delle cose da visitare a Pompei, è tra le più antiche costruzioni romane rinvenute dagli storici.

Una prima costruzione del tempio risale infatti tra l’VIII e il VII secolo a.c. Grazie ad alcuni reperti rinvenuti durante gli scavi si pensa che fu inizialmente progettato come uno spazio all’aperto con altari. Solo nel VI secolo a.c. troviamo il primo vero edificio con una tettoia decorata con la terracotta. 
Una scritta in lingua osca sul pavimento ci descrive inoltre la ricostruzione dell’edificio in epoca sannitica per volere del questore Oppio Campano.

In quel periodo Apollo era la divinità più adorata di Pompei e il Tempio di Apollo era il luogo di culto più frequentato della città. 
A seguito dell’inizio di un nuovo culto, quello di Giove, il Tempio di Apollo perse di importanza e di dimensione. Venne costruito un muro per evitare la vista sull'edificio dalle abitazioni circostanti e ne venne ridotta la pianta per ampliare invece quella del Foro.

Durante l’epoca augustea venne aggiunto un orologio solare e divenne luogo di giochi in onore di Apollo: i Ludi Apollinari
In buona parte distrutto dal terremoto del 62 d.c., era ancora in fase di ricostruzione - e quindi non in uso - quando sopraggiunse l’eruzione del 79 d.c.. E’ stato riportato alla luce all’inizio del XIX secolo insieme al Foro di Pompei.

APOLLO, LA DIVINITA' DI POMPEI

La religione degli abitanti di Pompei non era solo politeista, ma era molto aperta nel confronto di altre culture e all'assimilazione di altre divinità.

Apollo, dio del sole, è infatti una divinità venerata allo stesso tempo da Greci, Sanniti ed Etruschi. Si pensa che questo culto permise alle tre diverse civiltà di coesistere pacificamente per un lungo periodo di tempo: la cosiddetta pax romana. 
La mescolanza di diversi usi e tradizioni è stata rilevata soprattutto perché la città aveva una posizione strategica per il commercio con altre civiltà, da cui poteva attingere non solo il credo religioso. 
Il culto di Apollo, infatti, si diffuse a Pompei grazie ai greci di Cuma. Non avendo un “corrispettivo” romano, il nome e le caratteristiche del dio vennero tramandate da una cultura all’altra senza variazioni.

Pompei adottò il culto di Apollo dedicandogli un importante Tempio, costruendo altari adatti alla venerazione e organizzando giochi ludici in suo onore. 
Questo fino a quando non sopraggiunse il culto di Giove, e il Tempio di Apollo perse pian piano la sua importanza e parte della sua dimensione.

COSA VEDERE VICINO AL TEMPIO DI APOLLO

Tra le rovine di Pompei si possono visitare dei luoghi meravigliosi, il giusto mix tra arte, storia e mistero.

Non esisteva un solo tempio nella Pompei antica, al contrario, ce n'erano un buon numero dedicati a diverse divinità.

Nello stesso regio (il quartiere) del Tempio o Santuario di Apollo si trovano anche: il Tempio di Giove, il Tempio di Venere, il Tempio di Vespasiano, il Tempio della Fortuna Augusta.

Subito dopo l’entrata al Parco si possono osservare Porta Marina e la cinta muraria della città antica. 
Tra le attrazioni più importanti della Regio è sicuramente il Foro.

Visitare Pompei in un giorno -  Particolare dei granai del Foro Questo luogo si identifica con il centro commerciale, politico e religioso della Pompei antica. Non mancate di visitare i granai e le Terme del Foro. 
È consigliato spendere almeno un’ora alla visita del Tempio di Apollo e le altre rovine di questa parte del parco archeologico.

Ma la visita agli scavi di Pompei non termina qui: questo è solo l’inizio!

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