Il Tempio di Apollo

Nella vostra visita agli scavi di Pompei in un giorno dovete assolutamente includere il Tempio di Apollo. 
Tra le più note attrazioni delle rovine di una incantevole cultura antica, era uno dei luoghi di culto più antichi e più frequentati.
Sepolto dall’eruzione del Vesuvio nell’anno 79d.c., è stato riportato alla luce grazie al meticoloso lavoro di molti storici e archeologi circa due secoli fa.

Raggiungere il Tempio di Apollo

Si può raggiungere Pompei comodamente da tutta la città metropolitana di Napoli, con un mezzo proprio oppure con il trasporto pubblico. Inoltre, è possibile arrivare a Pompei con treni interregionali e treni veloci da molte città. 
Una volta entrati al Parco Archeologico di Pompei, da Porta Marina, la maggior parte dei visitatori prosegue direttamente lungo Via Marina fino alla visita del Tempio di Apollo. 
A cinque minuti a piedi dall’entrata degli scavi (350 metri), il Tempio è la prima attrazione visitabile sul lato sinistro, appena prima del Foro di Pompei.

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COME VISITARE IL TEMPIO DI APOLLO

Il Tempio di Apollo è una delle costruzioni in stile romano più antiche mai rinvenute tra le rovine della città antica di Pompei. 
L’unico ingresso che si trova oggi, e che si utilizza per l’accesso al Tempio, si affaccia su Via Marina. Si pensa che  inizialmente gli ingressi fossero 10, in seguito trasformati in nicchie. I 9 accessi vennero chiusi da un muro per separare il tempio di Apollo dalle abitazioni circostanti. 
Si ritiene inoltre anche che in prossimità delle entrate ci fossero affreschi rappresentanti alcune battaglie della Guerra di Troia.

All’interno del Tempio troviamo invece 48 colonne in tufo a costituire un peristilio. Inizialmente in stile ionico, furono sostituite da altre di ordine corinzio in seguito al terremoto del 62. Le colonne sorreggono un architrave, sempre in stile ionico, decorato con figure mitologiche e composizioni floreali.

I piedistalli all’interno del tempio ospitavano statue di altri dei come Artemide, Venere, Ermes e Corinto. La più importante di tutte è una statua in bronzo di Apollo arciere commissionata dopo la distruzione di Corinto.

Gli originali di tutte queste statue sono conservate al Museo Archeologico di Napoli.

Ma è più avanti che si trova il vero e proprio tempio, salendo le scale fino al podio. Qui si trovano altre 28 colonne corinzie e, nella parte centrale, la cella. Al suo interno era probabilmente conservata una statua di Apollo, mai rinvenuta. Questa cella rappresentava simbolicamente la dimora del dio.

Il tempio di Apollo a Pompei, tra le attrazioni principaliLA STORIA 

Il tempio di Apollo, da inserire sicuramente nella lista delle cose da visitare a Pompei, è tra le più antiche costruzioni romane rinvenute dagli storici.

Una prima costruzione del tempio risale infatti tra l’VIII e il VII secolo a.c. Grazie ad alcuni reperti rinvenuti durante gli scavi si pensa che fu inizialmente progettato come uno spazio all’aperto con altari. Solo nel VI secolo a.c. troviamo il primo vero edificio con una tettoia decorata con la terracotta. 
Una scritta in lingua osca sul pavimento ci descrive inoltre la ricostruzione dell’edificio in epoca sannitica per volere del questore Oppio Campano.

In quel periodo Apollo era la divinità più adorata di Pompei e il Tempio di Apollo era il luogo di culto più frequentato della città. 
A seguito dell’inizio di un nuovo culto, quello di Giove, il Tempio di Apollo perse di importanza e di dimensione. Venne costruito un muro per evitare la vista sull'edificio dalle abitazioni circostanti e ne venne ridotta la pianta per ampliare invece quella del Foro.

Durante l’epoca augustea venne aggiunto un orologio solare e divenne luogo di giochi in onore di Apollo: i Ludi Apollinari
In buona parte distrutto dal terremoto del 62 d.c., era ancora in fase di ricostruzione - e quindi non in uso - quando sopraggiunse l’eruzione del 79 d.c.. E’ stato riportato alla luce all’inizio del XIX secolo insieme al Foro di Pompei.

APOLLO, LA DIVINITA' DI POMPEI

La religione degli abitanti di Pompei non era solo politeista, ma era molto aperta nel confronto di altre culture e all'assimilazione di altre divinità.

Apollo, dio del sole, è infatti una divinità venerata allo stesso tempo da Greci, Sanniti ed Etruschi. Si pensa che questo culto permise alle tre diverse civiltà di coesistere pacificamente per un lungo periodo di tempo: la cosiddetta pax romana. 
La mescolanza di diversi usi e tradizioni è stata rilevata soprattutto perché la città aveva una posizione strategica per il commercio con altre civiltà, da cui poteva attingere non solo il credo religioso. 
Il culto di Apollo, infatti, si diffuse a Pompei grazie ai greci di Cuma. Non avendo un “corrispettivo” romano, il nome e le caratteristiche del dio vennero tramandate da una cultura all’altra senza variazioni.

Pompei adottò il culto di Apollo dedicandogli un importante Tempio, costruendo altari adatti alla venerazione e organizzando giochi ludici in suo onore. 
Questo fino a quando non sopraggiunse il culto di Giove, e il Tempio di Apollo perse pian piano la sua importanza e parte della sua dimensione.

COSA VEDERE VICINO AL TEMPIO DI APOLLO

Tra le rovine di Pompei si possono visitare dei luoghi meravigliosi, il giusto mix tra arte, storia e mistero.

Non esisteva un solo tempio nella Pompei antica, al contrario, ce n'erano un buon numero dedicati a diverse divinità.

Nello stesso regio (il quartiere) del Tempio o Santuario di Apollo si trovano anche: il Tempio di Giove, il Tempio di Venere, il Tempio di Vespasiano, il Tempio della Fortuna Augusta.

Subito dopo l’entrata al Parco si possono osservare Porta Marina e la cinta muraria della città antica. 
Tra le attrazioni più importanti della Regio è sicuramente il Foro.

Visitare Pompei in un giorno -  Particolare dei granai del Foro Questo luogo si identifica con il centro commerciale, politico e religioso della Pompei antica. Non mancate di visitare i granai e le Terme del Foro. 
È consigliato spendere almeno un’ora alla visita del Tempio di Apollo e le altre rovine di questa parte del parco archeologico.

Ma la visita agli scavi di Pompei non termina qui: questo è solo l’inizio!

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