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Visitare Pompei – Le attrazioni

Visitare Pompei è un'esperienza unica al mondo, che chiunque di noi dovrebbe fare almeno una volta nella vita. Aggirarsi per le strade della città, vedere le case, le botteghe, i maestosi edifici pubblici di questo luogo, conservato così come era circa 2000 anni fa, non ha veramente prezzo.

Gli scavi hanno una superficie molto vasta e le cose da vedere a Pompei sono davvero tantissime. Scegliete perciò cosa non perdere anche in base al tempo che avete a disposizione: se volete visitare Pompei in un giorno oppure se avete la fortuna di dedicare a questo meraviglioso luogo qualche momento più.

pompei: Get Your Guide

Qui di seguito vi proponiamo una breve carrellata di alcune delle attrazioni che potete ammirare durante il vostro itinerario negli scavi di Pompei, sicuri che attireranno la vostra curiosità e vi lasceranno a bocca aperta.

La casa del fauno

E' una delle attrazioni principali del sito archeologico. Si tratta di una casa di epoca romana (risale al III-II sec. a.c.) ed è una delle abitazioni più grandi della città. Deve il suo nome alla statua in bronzo raffigurante un satiro che si trova nell'impluvium. Fu completamente sepolta durante l'eruzione del Vesuvio del 79 d.c..
Ospita il meraviglioso mosaico raffigurante  la vittoria di Alessandro Magno su Dario e i Persiani
Si trova non lontano da Porta Marina ed è una delle prime attrazioni che si incontrano. occupa gran parte della Regio VI della Insula 12.

Visitare Pompei in un giorno: la casa del Fauno. Biglietti

Foto di Mario Vigna

IL TEATRO DI POMPEI

Di epoca sannitica ma integralmente ricostruito nel II secolo a.c. e ristrutturato in epoca successiva, fu edificato sulle  pendici di una collina. Poteva contenere all'incirca 5000 spettatori
e al suo interno del teatro venivano rappresentate commedie, pantomimi e le famose atellane, oltreché il mimo, lo spettacolo preferito dai cittadini di Pompei.
Non dimenticate di inserirlo nel vostro itinerario per visitare Pompei.

Visitare Pompei- Il Teatro grande, un'attrazione da non perdere

Foto di Mario Vigna

LA VILLA DEI MISTERI

Si trova poco fuori le mura dell'antica città (circa 800 metri da Porta Ercolano) e si tratta di una villa suburbana databile all'epoca romana (venne edificata nel II secolo a.c.). E' sicuramente uno degli edifici più visitati del parco Archeologico degli scavi di Pompei.
Deve il suo nome al bellissimo ciclo di affreschi che si trovano al suo interno e che rappresenta il culto misterico di Dioniso.

THERMOPOLIUM

In tutta l'area archeologica se ne trovano ben 89.
Si trattava di locali dove era possibile acquistare cibi caldi e bevande. A pranzo era infatti molto usuale mangiare fuori casa. Erano costituiti da  un banco in muratura che si affacciava sulla strade e faceva da vetrina e in cui erano incassate delle giare contenenti i prodotti da vendere che si affacciava sulla strade e faceva da vetrina. In alcuni casi era presente anche una sala adiacente dove era possibile consumare il pasto.

Vedere Pompei in un giorno: i thermopolium.

Foto di Mario Vigna

CASA DEI VETTII

Nel vostro itinerario per visitare Pompei non potete perdervi la Casa dei Vettii, tra le più lussuose di Pompei e dove si trovano il numero più alto di affreschi molto ben conservati. Apparteneva a due ricchi fratelli facenti parte al ceto dei liberti. La villa rappresenta uno dei massimi esempi d'arte romana del I secolo.

La casa dei Vettii: l'affresco di Priapo. Biglietti Pompei

Foto di Mario Vigna

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I calchi di Pompei

Tra le attrazioni più note del Parco Archeologico partenopeo ci sono i Calchi di Pompei, realizzati in gesso con una particolare tecnica a partire da circa un secolo e mezzo fa.
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Dove visitare i Calchi di Pompei

I calchi di Pompei sono tra le attrazioni più interessanti da osservare durante una visita al Parco Archeologico più famoso del mondo. Sono molti i luoghi degli scavi dove è possibile fermarsi ed osservare da vicino i calchi degli abitanti di Pompei, la cui vita venne sorpresa  e sorpresa dall’eruzione del Vesuvio nel 79. Tra questi: L’Orto dei Fuggiaschi Forse il più noto sito per osservare i calchi, è qui che si possono visitare i calchi di 13 vittime colte da una coltre di lapilli. I Granai del Foro Il mercatino della città, non ancora completato oppure non utilizzato, dove si possono visitare alcune vittime dell’eruzione del Vesuvio. L’Anfiteatro Anche qui è possibile rivivere gli ultimi attimi della popolazione pompeiana, osservando oltre 20 calchi. Le Terme Alcuni calchi sono esposti nelle Terme Stabiane, tra i luoghi più frequentati dagli abitanti della cittadina. La Villa dei Misteri Oltre allo stupendo panorama sul golfo di Napoli, anche qui si trovano teche con alcuni dei calchi rinvenuti a Pompei. Non c’è un unico luogo per visitare i calchi, bisogna infatti esplorare il Parco Archeologico in lungo e in largo per poter vedere più di un esemplare. I calchi sono conservati in apposite teche per ripararli dalle intemperie e dalla contaminazione dei visitatori. Sia che vogliate visitare Pompei in un giorno, sia abbiate la fortuna di dedicare agli scavi più tempo, sono un'attrazione assolutamente da non perdere!
I calchi di Pompei - Visitare gli scavi archeologici

Storia del ritrovamento

Una città e una cultura sepolte per circa 1700 anni: quella di Pompei e delle cittadine limitrofe, che hanno subito il tragico destino della più nota eruzione del Vesuvio nel 79 d.c. La prima ad essere scoperta fu Ercolano: per questo motivo la famiglia Borbone propose di iniziare degli scavi anche nei luoghi dove erano stati rinvenuti monete e oggetti antichi. Gli storici iniziarono i lavori su quella che credevano fosse l’antica Stabia - ma che si rivelò essere Pompei. I primi scavi cominciarono già a partire dal 1748, si fermarono per qualche anno per scarsità dei reperti ritrovati. Ricominciarono più avanti per il volere del nuovo direttore Giuseppe Fiorelli, utilizzando nuove tecniche archeologiche.

Tecniche utilizzate durante i lavori

La tecnica che ci permette di conoscere numerosi dettagli sulla vita di Pompei e dei suoi abitanti, e quindi di visitare ancora oggi questi luoghi incantati, è definita “calco”. Per calco si intende il processo che consisteva nel versare del gesso, oppure una miscela di acqua e cemento, nelle cavità lasciate dai corpi e materiale decomposto. La cenere proveniente dal Vesuvio aveva infatti coperto la città di Pompei con una coltre, che in seguito si indurì. Con il decomporsi delle materie organiche, come legno o come i corpi dei cittadini, si formarono dei vuoti nella cenere indurita. Grazie a questa particolare tecnica archeologica ci è permesso di conoscere la storia della città prima dell’eruzione del Vesuvio dell’anno 79 d.c. Giuseppe Fiorelli, direttore del sito dove si svolgevano gli scavi, sperimentò la tecnica a partire dal 1863. Dopo la colata, era sufficiente attendere che il cemento o gesso si solidificasse, per poi procedere con gli scavi, svelando i segreti delle cavità.

Curiosità sui Calchi di Pompei

Dopo l’utilizzo della tecnica avanzata per il recupero, i calchi di Pompei vennero ampiamente osservati e studiati dagli storici. Furono molte le scoperte curiose che vennero alla luce nel corso degli anni. Fu la cenere, non la lava, a coprire Pompei. Quando si parla di una eruzione, è solito associare questo evento naturale con una coltre di lava. Ma non fu il caso del Vesuvio nel 79 d.c.: qui Pompei fu ricoperta da una ventata di materiale piroclastico infuocato che bruciò tutto quello che stava sul suo cammino, rendendo possibile il ritrovamento dopo 1700 anni. Tra i calchi di Pompei troviamo il calco chiamato "I due amanti", una coppia abbracciata sorpresa dall'eruzione del Vesuvio. Si è spesso parlato del sentimento e della commozione scaturita da questa coppia. Recentemente, altri rilevamenti ci hanno permesso di conoscere un dettaglio fondamentale: i due amanti sono entrambi uomini. L’eruzione del 79 d.c. non fu solo ciò che distrusse la città di Pompei, fu anche il motivo per il quale oggi conosciamo molti dettagli sulla cultura pompeiana antica. Grazie i calchi possiamo notare come gli abitanti avessero dei denti bianchissimi, questo poiché la loro dieta era quasi priva di zuccheri.

La villa dei misteri

La Villa dei Misteri è una villa suburbana che risale all’epoca romana. Conosciuta per la sua posizione ottimale - gode infatti di una vista stupenda sulla Pompei antica - e per gli affreschi conservati. La si può visitare a poche centinaia di metri dal Parco degli scavi di Pompei
Il nome di questa villa deriva appunto dai suoi affreschi che raffigurano alcuni riti misterici, molto ben conservati ma di difficile interpretazione. 
Il ritrovamento di questo edificio è particolarmente importante per aver rivelato moltissimi dettagli sulla vita degli uomini di Pompei, per l’arte e la cultura di quel tempo.

Visitare la Villa dei Misteri

La Villa dei Misteri, sicuramente da inserire nella lista di cosa visitare a Pompei, si trova all’interno della cinta muraria dell’antica città, ma in una posizione rialzata. Se il vostro programma prevede di visitare Pompei in un giorno, vi consigliamo di risparmiare abbastanza tempo da dedicare alla villa.
Per arrivarci, ti basta acquistare un biglietto di entrata al parco - patrimonio dell’UNESCO - indossare scarpe comode e preparare la macchina fotografica.

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Come raggiungere la Villa dei Misteri

Entrate nel parco archeologico degli scavi di Pompei attraverso l’ingresso di Porta Marina, attraversa il Foro e segui per la Porta Ercolano. Passa oltre la porta e prosegui per Via dei Sepolcri, ti porterà dritto dritto alla Villa dei Misteri.

Quando visitare la Villa

Potete decidere di visitare la Villa dei Misteri in qualsiasi momento della giornata.
Se la visitate non appena entrati nel parco, potete farvi un’idea generale di tutti i dettagli che potrete visitare durante la vostra giornata a Pompei. La sua vista dall’alto sul parco è stupenda e un perfetto modo per vedere il completo degli scavi di Pompei. 

Oppure potete concentrarvi sulle prime attrazioni che trovate all’ingresso del parco, e spostarvi poi verso la Villa dei Misteri all’ora di pranzo. Se non avete organizzato il pranzo al sacco, potete acquistare del cibo dal ristorante Anfiteatro e fermarvi nel parco della villa per un pic-nic con vista. 
Ancora, puoi decidere di lasciare la visita alla Villa dei Misteri come ultima attrazione della giornata. La visuale sul golfo di Napoli e il panorama del tramonto ne valgono veramente la pena.

Storia della Villa dei Misteri

La Villa dei Misteri fu costruita nel II secolo a.c. e fu ampliata e migliorata nel periodo augusteo. La sua posizione la rendeva una perfetta casa d’otium, una casa per lo svago, poiché vicino al mare e con un’ottima vista sulla città di Pompei. 
La casa presentava molte sale e giardini pensili curati.
Il terremoto che colpì l’intera città nell’anno 62  d.c. non risparmiò la Villa dei Misteri, che cadde in rovina. Ma non perse uno scopo: divenne un rudere agricolo, perfetto per gli attrezzi utilizzati per coltivare la terra, in particolare le viti, e per la produzione del vino.
Purtroppo non ci è dato sapere il nome del proprietario di questa villa, ma un sigillo indica chi era stato incaricato come custode.

Nel 79 d.c. il Vesuvio iniziò ad eruttare e gli abitanti di Pompei e di tutte le altre cittadine alla base del vulcano rimasero sepolte da una coltre di cenere e lapilli infuocati. E con loro, la Villa dei Misteri venne sotterrata. E rimase lì sotto per poco meno di due millenni.

Nel 1909, il proprietario del terreno agricolo su cui fu costruita la Villa dei Misteri decise di finanziare alcuni scavi archeologici. I ritrovamenti furono da subito interessanti. Il terreno venne profondamente ispezionato solo più avanti, tra il ‘29 e il ‘30.
Le prime a venire alla luce furono delle tavole che rappresentano gli affreschi della Villa. 
Tenete presente che, ad oggi, gli scavi non sono ancora stati ultimati: il vostro prossimo viaggio a Pompei potrebbe riservare delle sorprese!

Architettura della Villa

La Villa dei Misteri è stata costruita a pianta quadrata e con una serie di stanze per diversi usi. Quello che, al tempo di costruzione, era l’ingresso alla casa è ancora sepolto. 
Subito dopo l’ingresso, le prime sale che si incontrano erano le stanze per la preparazione del cibo. Troviamo la cucina, il forno e una cantina per il vino. 
Proseguendo le stanze signorili, il portico con le sue colonne decorate (costruite tra il 90 e il 70 a.c.) e la veranda che da una stupenda visuale sull’attuale golfo di Napoli. 
Ai lati, altri ambienti come il triclinio (che era la sala dove veniva servito il cibo) di cui possiamo ammirare gli affreschi e le stanze termali - distrutte durante il terremoto del 62. Quelli che una volta erano i bagni termali diventarono le stanze della servitù.

Gli affreschi della Villa dei Misteri

La caratteristica per cui questa villa è nota in tutto il mondo coincide con i suoi affreschi, in stile diverso in base al periodo di realizzazione. Gli stili, in particolare, sono quattro
E’ abitudine riferirsi a questi stili con i termini da ‘primo’ a ‘quarto’, secondo il loro ordine cronologico. 
Gli affreschi della camera da letto sono tipici del primo e secondo stile. Il tablino (è una sorta di atrio) e le stanze termali presentano invece uno stile più simile a quello egizio - e sono tipiche del terzo e quarto stile. 
Gli affreschi del triclinio 
Quelli che meglio rappresentano gli ultimi stili dell’arte dell’antica Pompei sono gli affreschi del triclinio della Villa dei Misteri. 
Questi affreschi risalgono al I secolo a.c. e sono di un artista locale di cui non si conosce il nome. Tutte le pareti sono affrescate con dei soggetti a grandezza naturale, tecnica molto simile a quella utilizzata nell’antica grecia. 
La sequenza dei dipinti è composta da dieci scene diverse, a rappresentare un rito o un’iniziazione. La loro interpretazione non è sicura, ma molti credono che gli affreschi del triclinio raffigurino l’iniziazione di una sposa al dio Dioniso.

Il teatro di Pompei

Il teatro di Pompei è parte integrante del Parco Archeologico degli Scavi della città e senz'altro da tenere in considerazione tra le cose da visitare a Pompei. Inoltre, è uno dei luoghi - insieme all’Orto dei Fuggiaschi - più conosciuti e ammirati del Parco stesso. Sommerso da ceneri e lapilli durante l’eruzione del 79, il Teatro di Pompei ha rivisto la luce durante gli scavi archeologici. È proprio grazie alle operazioni avvenute in età Borbonica che ci è possibile scoprire molti dettagli sulla vita dei pompeiani in tempi antichi. Il teatro di Pompei è un chiarissimo esempio del ponte che esiste tra il mondo antico della città e quello moderno, visitato da milioni di turisti ogni anno. Vediamo perché!
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Storia del Teatro di Pompei

La vita di questo stupendo teatro inizia in epoca sannita, quando la popolazione di Pompei era divisa in tribù e si dedicava principalmente alla pastorizia. Interamente rifatto nel II secolo a.c., il Teatro di Pompei ha passato tempi difficili nel corso della sua storia.
La caduta e risalita del Teatro di Pompei
Questa magnifica opera pompeiana ha subito negli anni il triste destino di tutta la città. Nel 62 d.c. un terremoto distrusse parzialmente molti edifici di Pompei. Non da meno, il Teatro di Pompei fu colpito dall’evento sismico e venne in parte danneggiato, soprattutto l’area del palco - ricostruito subito dopo. Anche il 79 d.c. è stata una data importante per Pompei: l’eruzione del Vesuvio sotterrò la città con ceneri e lapilli insieme ad altre cittadine nelle vicinanze (Ercolano e Stabia ad esempio) e ne modificò completamente l’aspetto. Da quel momento si perde traccia della popolazione di Pompei, fino a quando alcuni ritrovamenti portano la famiglia Borbone ad investire sugli scavi archeologici. Tutto quello che possiamo visitare oggi nel Parco Archeologico degli scavi di Pompei è stato riportato alla luce grazie al lavoro di moltissimi professionisti, che periodicamente si mettono all’opera per scoprire tutti i segreti della vita nella Pompei antica.
Architettura del Teatro
Il Teatro di Pompei è stato costruito sotto una collina. La sua pendenza è stata sfruttata infatti per realizzare la gradinata per il pubblico. Nel corso degli anni, il Teatro ha subito varie modifiche. Una di queste, nell’anno 80 a.c., ampliò le gradinate per il pubblico. Un’altra, più recente, durante il periodo augusteo, vide invece una ristrutturazione totale del teatro. Al contrario della maggior parte dei teatri di stampo romano a forma emisferica, il Teatro di Pompei è stato disegnato come un ferro di cavallo. Tra le gradinate del pubblico troviamo alcuni balconcini chiamati tribunalia, dove sedevano gli ospiti importanti.
Gli spettacoli di allora
Lo spettacolo nella Pompei antica è sempre stato associato alla religione. Lo dimostra la vicinanza di un tempio e il fatto che tutti gli spettacoli si svolgevano nei giorni festivi. All’interno del teatro venivano rappresentate commedie, pantomimi e le famose atellane - una commedia in tono scherzoso recitata in osco, il dialetto di Pompei. Inoltre, lo spettacolo preferito da tutti i cittadini di Pompei - il mimo. Partecipare ad uno spettacolo al Teatro Grande di Pompei era gratuito. Le messe in scena erano finanziate dai potenti dell’epoca, che le utilizzavano come una sorta di propaganda politica. Gli spettacoli del Teatro di Pompei erano aperti solo agli uomini liberi. In totale, questo poteva ospitare fino a 5.000 spettatori. La gradinate dove sedeva il pubblico erano organizzate secondo i ceti sociali.Gli uomini più importanti, come i politici e altri potenti, sedevano nelle prime file in basso, oppure sui tribunalia. Il pubblico partiva quindi dai più ricchi, con la vista migliore, salendo fino ai meno abbienti. Queste erano le posizioni dei cittadini maschi. La legge chiedeva infatti alla donne di sedere sulle ultime gradinate in alto. I racconti di epoca romana che ci permettono di conoscere questi dettagli della vita di allora ci svelano anche un piccolo segreto. Si dice che le donne di Pompei non fossero molto propense alle regole, e che spesso sedevano comunque in mezzo agli uomini.
Il teatro di Pompei oggi
E’ possibile visitare il Teatro di Pompei in due modi diversi. Il primo, che poi è anche il più classico, è quello di organizzare una gita al Parco Archeologico degli scavi di Pompei. Il biglietto per accedere a questa meraviglia della natura costa € 13.00 (ridotto a €7.50 fino ai 25 anni e gratis per i bambini). Dal momento che c'è sempre coda e, specialmente d'estate fa molto caldo, vi suggeriamo di acquistare il biglietto on line. Potrete saltare la fila risparmiando fatica e iniziando subito la visita! Ci sono due diversi ingressi al parco:
  • se scegli l’ingresso di Porta Marina dovrai proseguire lungo tutta Via dell’Abbondanza, fino all’incrocio con Via Stabiana dove devi svoltare a destra - qui si trova appunto il Teatro di Pompei.
  • se invece preferisci utilizzare l’ingresso che porta direttamente alla Piazza dell’Anfiteatro, da qui dovrai scendere verso l’altro ingresso attraverso Via dell’Abbondanza - questa volta il Teatro di Pompei lo puoi trovare alla tua sinistra.
Il secondo, e più inusuale, metodo per scoprire la meraviglia del Teatro di Pompei è quello di acquistare un biglietto per uno spettacolo serale. La stagione teatrale a Pompei ospita ogni anno commedie, tragedie e spettacoli musicali di compagnie famose in tutto il mondo.
Non è giusto dire ‘il teatro di Pompei’
Avete letto bene. È giusto dire i teatri di Pompei. Sì, perché a Pompei i teatri sono due. Quello di cui abbiamo parlato fino ad ora è il Teatro Grande di Pompei. L’altro, invece, è chiamato Teatro Piccolo ma il suo vero nome è Odeion. Il Teatro Piccolo di Pompei è molto simile al suo fratello maggiore sia per quanto riguarda il periodo di costruzione, quindi per lo stile architettonico e per la forma, che per il triste destino sotto una coltre di lava del Vesuvio. Alcuni particolari dettagli nella costruzione rendono un’acustica perfetta e lo hanno reso particolarmente adatto a spettacoli musicali. Al tempo della Pompei antica, ad ogni concerto potevano assistere circa 1300 persone. Puoi visitare questa attrazione solo con il biglietto di accesso al Parco Archeologico di Pompei. Purtroppo non viene più utilizzato per spettacoli dal vivo.

Visitare Ercolano

Un comune italiano nella provincia di Napoli, Ercolano fino al 1969 era chiamata Resina.

Colpita dal terremoto del 62 d.c. e sepolta dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.c., come Pompei e Stabiae, anche la stupenda Ercolano è entrata di diritto a far parte del patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.

Cosa vedere 

Ercolano è una piccola cittadina partenopea, si può visitare in un giorno solo e comodamente passeggiando per le vie di paese. 
Il centro di tutto ciò che c’è da vedere a Ercolano si affaccia sul viale principale della città, Corso Resina. 
La ragione principale per cui è conosciuta nel mondo è il Parco Archeologico di Ercolano, gestito da quello ancora più noto a Pompei. 
L’eruzione del Vesuvio nell’anno 79 d.c. seppellì buona parte della zona ai suoi piedi, dove sorgevano in particolare Pompei, Ercolano e Stabiae
Ciò che segnò la fine di queste civiltà è anche il motivo grazie al quale al giorno d’oggi è possibile conoscerne gli usi e le tradizioni.

La cittadina fu scoperta per caso, grazie ad alcuni lavori per la costruzione di un pozzo nel 1709. Moltissimi reperti ritrovati sono custoditi al Museo Archeologico di Napoli. 
Quasi mezzo milione di accessi sono registrati ogni anno al Parco Archeologico di Ercolano e alla sua ottima riproduzione nel museo virtuale. 
Altro punto degno di nota è la strada che percorre la distanza tra Ercolano e Torre del Greco. Chiamata Miglio d’Oro, questo percorso è ricco di bellissime ville settecentesche e giardini curati.
Da non perdere una visita a Villa Campolieto. Questa villa progettata dall’architetto Luigi Vanvitelli gode di una posizione perfetta sul mare. Visita i suoi spazi esterni e le sale affrescate.

Non può mancare la visita al Sacello degli Augustali, un tempio romano adibito alla venerazione e ai riti di culto degli imperatori. Qui sono state rinvenute statue di divinità, come Apollo e Venere, è degli imperatori Vespasiano e Tito.

Ercolano è il punto di partenza per chi vuole esplorare il Parco nazionale del Vesuvio. Moltissimi sentieri di trekking giungono infatti fino al cratere del vulcano.

Tra le attrazioni da visitare a Ercolano e dintorni anche la Reggia di Portici. La dimora storica del re Carlo di Borbone è un edificio in stile barocco costruita tra il 1738 e il 1742 per essere la residenza di tutta la dinastia.

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COME RAGGIUNGERE ERCOLANO

Milioni di visitatori raggiungono oggi anno Ercolano e i suoi famosi scavi archeologici patrimonio dell’UNESCO. Lo possono fare grazie a ottimi collegamenti tra la cittadina partenopea e i più grandi centri del sud e centro italia.

Puoi, ad esempio, visitare Ercolano in una gita in giornata da Roma. Dalla stazione di Roma Termini prendi un treno per Napoli Centrale. Le Frecce di Trenitalia impiegano poco più di un’ora, mentre gli Intercity circa 2 ore.

Ercolano è vicinissima al capoluogo della sua regione - Napoli. 
Per raggiungere Ercolano da Napoli puoi quindi prendere un treno regionale fino alla stazione di Portici-Ercolano. 
Da qui, un autobus ti porta dritto alla stazione di Ercolano Scavi. Il tempo di percorrenza totale è di circa 40 minuti, negli orari di punta. 
Oppure puoi decidere di camminare per circa 20 minuti fino al Parco Archeologico degli scavi di Ercolano. Inoltre, questa stupenda cittadina si può visitare tranquillamente e comodamente a piedi.

QUANDO VISITARE ERCOLANO

È possibile visitare Ercolano in ogni periodo dell’anno. I suoi scavi archeologici, ad esempio, sono sempre aperti tranne che il Primo Maggio, il 25 Dicembre e il Primo Gennaio. 
Le stagioni migliori per visitare Ercolano sono invece la tarda primavera o il primo autunno. Visitare Ercolano durante le mezze stagioni permette di evitare i climi più caldi e più freschi. 
Ma non solo: Ercolano offre anche mercatini natalizi durante l’inverno e sagre, concerti e feste all’aperto in estate.
Può essere la meta ideale se volete fare una gita nei dintorni di Pompei in un giorno.

Dove Mangiare

A Ercolano si trovano tutti i piatti tipici della regione partenopea, dagli antipasti ai famosi dolci. 
Prova le barchette di melanzane, uova e cacio, la minestra di zucchine. Oppure ordina un’insalata di spaghetti con le vongole o i classici medaglioni di vitello alla pizzaiola. 
Prodotti tipici della zona sono anche la mozzarella di bufala e il pomodorino del piennolo del Vesuvio. 
E per finire in bellezza, o per una merenda dolce, le sfogliatelle, le zeppole di San Giuseppe e la più classica pastiera.

DOVE DORMIRE 

Hai deciso di vivere Ercolano da più vicino? 
Una visita in giornata a questa stupenda cittadina non basta e preferisci passarci una o più notti? 
Ercolano offre diverse tipologie di alloggi adatte a diversi gusti e per tutti i budget, dai semplici ostelli ai più lussuosi hotel. 
Vediamo dove conviene dormire a Ercolano.

I moltissimi b&b oppure le case vacanza sono adatti ad un budget intorno ai 50 € a notte. Ne trovi sia vicino agli scavi che sulla costa.

Il Miglio d’oro è invece la zona più adatta se cerchi dove dormire a Ercolano con circa 100 € a notte.

Ricca di storia e cultura, circondata da un paesaggio speciale, Ercolano è una cittadina unica ed è una destinazione da non perdere!

LA STORIA DI ERCOLANO

Secondo la leggenda, la cittadina di Ercolano fu fondata da Ercole nel 1243 a.c. Storicamente, si prevede invece la fondazione da parte del popolo Osco intorno al XII secolo a.c. oppure dagli Etruschi tra il X e l’VIII secolo a.c.

Ercolano fu in seguito conquistata dai Greci, dai Sanniti e infine dai Romani.

Sono due gli eventi che nel corso della storia hanno segnato la cittadina: Il terremoto di Pompei nel 62 d.c. distrusse buona parte degli edifici ; l’eruzione del Vesuvio nel 79 d.c. coprì Ercolano con uno strato di detriti alto tra i 10 e i 25 metri.

Questi due avvenimenti hanno fermato il tempo sulla cittadina di Ercolano e hanno reso possibile la scoperta di moltissimi dettagli sulla storia dell’area intorno al golfo di Napoli.

Il santuario di Pompei

La cittadina campana offre ai sui visitatori non solo rovine e scavi archeologici, ma anche altre attrazioni turstiche, tra cui il famoso Santuario della Beata Vergine del Santo Rosario di Pompei. Oltre ad essere il principale luogo di culto cristiano della cittadina, è anche uno dei santuari mariani più visitati in Italia.

Raggiungere il Santuario di Pompei

Il Santuario è una delle attrazioni più gettonata da fedeli e non di tutto il mondo in visita a Pompei. Questo sito riceve infatti più di 4 milioni di visitatori ogni anno. Il Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei si trova a circa 10 minuti in autobus o auto dagli scavi archeologici della città. Oppure, una bella passeggiata di 20 minuti conduce direttamente a Piazza Bartolo Longo, dove è situata la Basilica. Per chi invece decide di visitare Pompei in un giorno, magari da Napoli, ci sono belle notizie: dalla stazione principale di Pompei si cammina per circa 5 minuti (sono solo 450 metri) fino al Santuario.

QUANDO VISITARE IL SANTUARIO DI POMPEI

Affollato durante tutto l’anno, il Santuario è una meta particolarmente gettonata il giorno 8 Maggio - anniversario della sua inaugurazione. Inoltre, è popolato la prima domenica di Ottobre dove moltissimi fedeli da tutto il mondo giungono a Pompei per assistere alla priatica chiamata Supplica alla Madonna di Pompei. Questa pratica religiosa celebra la Madonna con una tradizione iniziata proprio grazie a beato Bartolo Longo. La tradizione è tenuta viva non solo qui, ma anche in altre chiese del mondo dedicate alla Madonna di Pompei: a New York, Providence, Chicago e Lancaster negli Stati Uniti d’America; a Vancouver e Montréal in Canada; In Argentina, Venezuela, Brasile ed Uruguay nell’America Latina.

COSA VISITARE

La prima visuale che si ha sul meraviglioso Santuario della Beata Vergine del Rosario è sulla sua stupenda facciata decorata, caratterizzata da due ordini distinti. La parte inferiore è stata infatti realizzata in stile ionico con tre arcate che immettono nel portico e nelle rispettive tre navate. Quattro colonne monolitiche in granito rosa di circa 6,8 metri con capitelli di ordine dorico sorreggono l’arcata centrale. La parte superiore della facciata è invece stata realizzata in stile corinzio, identificabile grazie ai capitelli delle colonne e dei pilastri disposti similmente a quelli della parte inferiore. E’ in questa parte che troviamo collocato il timpano con lo stemma in marmo bianco di Papa Leone XIII che dichiarò il Santuario una Basilica papale. Sulla sommità un attico con balaustra sorregge Un grosso orologio sulla sinistra, Una meridiana sulla destra e la statua della Vergine del Rosario al centro. La statua della Vergine, simbolo e protettrice del Santuario di Pompei è opera dello scultore Gaetano Chiramonte. Realizzata con un solo pezzo di marmo di Carrara di circa 180 quintali, la statua è alta ben 3,25 metri! Appena giunti al Santuario, i turisti non possono fare a meno di notare l’imponente campanile che la sovrasta. Alto ben 80 metri e con una croce in bronzo sulla somma di altri 7 metri, il campanile è una costruzione postuma rispetto alla prima costruzione della Basilica ed è visibile da quasi ogni angolo di Pompei. La prima pietra del campanile fu posata nel Maggio del 1912, l’inaugurazione invece nel Maggio 1925 con una cerimonia importante a cui partecipò anche Bartolo Longo in persona. Al suo interno una scala in ferro e un comodo ascensore conducono alla somità quasi tutti i visitatori che giungono in questi luoghi ogni giorno. Il panorama dall’alto include non solo la città di Pompei e i suoi eterni scavi archeologici, ma anche le isole del Golfo di Napoli e il Vesuvio. La superficie sacra di questa Basilica copre oggi circa 5000 metri quadrati. La navata principale che si può visitare oggi è rimasta intatta e presenta un grande cornicione in stile corinzio che ne delimita il perimetro. L’abside che si può osservare al giorno d’oggi è invece 5 volte più ampia rispetto a quella costruita inizialmente. E’ sorretta da 2 grandi colonne in marmo grigio e da altre 8 più piccole in marmo colorato. Da non perdere il meraviglioso affresco della volta centrale rappresentante l’Assunzione della Vergine. Inoltre, lo stupendo altare decorato con statue di angeli in bronzo. Tra le meraviglie pompeiane, il Santuario di Pompei è una delle attrazioni da inserire nella lista di cose da vedere assolutamente.

LA STORIA

La storia di questo edificio religioso si fonde con quella del beato Bartolo Longo e della contessa Mariana de Fusco. Entrambi erano particolarmente dediti al servizio dei più bisognosi e commissionarono la costruzione del Santuario iniziata l’8 Maggio del 1876 grazie alle numerose offerte ricevute da moltissimi fedeli in tutto il mondo. A seguire i lavori fu prima il docente universitario Antonio Cua e in segutto l’artista Giovanni Rispoli, che si occupò delle decorazioni e della facciata - inaugurata nel 1901. In seguito, il giorno 4 Maggio del 1901, papa Leone XIII elevò il Santuario a basilica pontificia. Il Santuario della prima costruzione era una chiesa a pianta latina, con una sola navata, una cupola, quattro cappelle laterali e altre due nella crociera. Ad ogni lato del Santuario erano presenti due cappelle con ingressi separati e intercomunicanti con la navata principale della chiesa: la Cappella di Santa Caterina da Siena e la Cappella del Santissimo Salvatore. Il campanile del Santuario della Beata Vergine, alto ben 88 metri, venne invece completato nel 1925. Presto la quantità di fedeli che ogni annO si recavano qui in pellegrinaggio aumentò sensibilmente: ciò rese necessario un intervento di ampliamento. Eseguita tra il 1934 e 1938 grazie ad un progetto dell’architetto Chiappetta, la modifica ottenne tre navate e ampliò l’abside e la cupola. Il Santuario di Pompei sopravvisse alla più recente eruzione del Vesuvio nel 1944 e anche alle truppe naziste che ne minacciarono la demolizione. Questo luogo di culto è anche stato pellegrinaggio di 3 papi: Giovanni Paolo II nel 1979; Benedetto XVI nel 2008, Francesco nel 2015.

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