attrazioni

La casa del Menandro

La Casa del Menandro (Regio I, Insula 10.4) prende il nome dall'affresco che ritrae il poeta omonimo seduto rinvenuto in fondo al peristilio.  Rappresenta un bell'esempio di domus appartenuta ad una famiglia benestante. 
Se state organizzando di visitare Pompei  non potete mancare di inserirla nell'elenco delle attrazioni da vedere. 
Vi consigliamo, dal momento che all'ingresso degli scavi di Pompei c'è sempre una lunga coda,  di procurarvi il biglietto on line . Avrete diritto all'accesso prioritario e comincerete subito la visita!

DOVE SI TROVA

La Casa del Menandro si trova su vicolo del Menandro, strada parallela a sud di via dell'Abbondanza. Attualmente sono iniziati dei lavori di messa in sicurezza dell'area, ma potete accedervi da Via dell'Abbondanza attraverso il Vicolo del Citarista o da Via di Castricio.

LA STRUTTURA

L'edificio, che  si estende su circa 2.000 metri quadri, venne edificata nel III secolo a.c. e ristrutturato poi tra il II e il I secolo d.c.
Al momento dell'eruzione del Vesuvio, la casa del Menandro era di proprietà del liberto Quintus Poppaeus, appartenente ad una famiglia legata a Poppea, moglie di Nerone. 
La struttura ripropone lo schema classico della casa romana con atrio e peristilio a cui aggiungono quartieri servili e termali.

Non perdetevi i meravigliosi affreschi che si trovano nell'ambiente di sinistra dell'atrio (di fronte all'impluvium) dove sono raffigurate tre scene ispirate alla guerra di Troia: a destra la morte di Laocoonte strangolato dai serpenti insieme ai figli, a sinistra Cassandra che si oppone al rapimento di Ulisse, al centro Cassandra che cerca di persuadere i troiani a non far entrare in città il cavallo di legno.
Ma splendidi sono anche tutti gli affreschi e i mosaici che ornano il peristilio e la zona termale. 

Punti di interesse nelle vicinanze: Orto dei fuggiaschi, Lupanare, Macellum, Thermopolium

A destra del peristilio c'è un corridoio che porta alle cucine, ad alcuni ambienti interrati e all'orto. In quest'area è venuta alla luce una cassa contenente 118  oggetti d'argento (conservati al Museo Archeologico Nazionale di Napoli). L'argenteria comprende coppe, tazze, bicchieri e brocche per bere, piatti e vassoi per mangiare,  cucchiai, mestoli,  ed altri oggetti, oltre ad uno scrigno con oggetti di oreficeria e 1432 sesterzi. 

Interessante infine il quartiere servile, dove erano presenti le celle per gli schiavi, le stalle e il depositi per il vino. Nella stalla trovate la ricostruzione di un carro agricolo con le parti in ferro e bronzo originali.

Se volete avere idea di un itinerario da seguire visitando gli scavi di Pompei prendere spunto da quello che vi proponiamo QUI.

La casa di Sallustio

La casa di Sallustio (Regio VI, Isola II) è situata sul lato destro della via Consolare, nel quartiere occidentale degli scavi di Pompei, subito prima del bivio che  conduce alla Porta Ercolano. 

Databile al II secolo a.c, rappresenta uno dei più importanti esempi di abitazione di età sannitica. Deve il suo nome ad un iscrizione elettorale che si trova sulla facciata, ma forse è da attribuire ad Aulus Cossius Libanus, come attesterebbe un anello- sigillo.

L'edificio ha conservato gran parte dell'impianto originario. Si possono visitare infatti l'atrio con il suo impluvio realizzato in tufo e il piccolo portico con  colonne, dello stesso materiale, che si trova dietro il tablino.

Vi consigliamo, per evitare la lunga coda che si forma all'ingresso, spesso sotto il sole, di procurarvi il biglietto on line . Avrete diritto all'accesso prioritario e comincerete subito a visitare gli scavi di Pompei!

pompei: Get Your Guide

Punti di interesse nelle vicinanze: Casa del Fauno, Terme del Foro, Casa dei Vettii, Macellum

struttura

A destra dell'atrio c'è un'ala parallela che si sviluppa attorno ad un piccolo peristilio con giardino e che è composta da una sala da pranzo, una cucina e due camere da letto.

Sei locali sul davanti della casa ospitavano quattro negozi, una taverna e una panetteria con tre macine e un forno con camino a fianco.
Sul lato sinistro dell'ingresso si trova il thermopolium  con il suo bancone della mescita.
Probabilmente l'abitazione venne trasformata in albergo dopo il terremoto del 62 d.c.

La casa di Sallustio è sicuramente una delle attrazioni che non dovete mancare di vedere nel vostro itinerario per visitare Pompei.

SCAVI DI POMPEI ORARI

Dal 1 novembre al 31 marzo 
9.00 - 17.00 (ultimo ingresso alle 15.30).
Sabato e domenica apertura ore 8.30. 

Dal 1 aprile al 31 ottobre 
9.00 - 19.30 (ultimo ingresso alle 18.00).
Sabato e domenica apertura alle 8.30

Chiuso il 1 Gennaio, il 1 Maggio e il 25 Dicembre

Leggi anche
La villa dei misteri
La casa di Vettii
Visitare Pompei in un giorno
Otto cose da visitare a Pompei
Cosa visitare a Pompei
Come arrivare e muoversi a Pompei

Il Macellum

Se siete a visitare Pompei, uno dei punti di interesse degli scavi che non dovete perdere è il Macellum (Regio VII, Insula 9.7).
Si tratta del mercato coperto, luogo deputato al commercio dei generi alimentari.
Si ha notizia del macellum già nel II secolo a.c. in epoca giulio-claudia fu soggetto a lavori di riqualificazione, come pure anche dopo il disastroso terremoto del 62 d.c.

dove si trova

E' ubicato nell'angolo nord-est del Foro. Nelle vicinanze potrete visitare  le Terme del Foro, il Teatro Grande, la Casa del Fauno, il Lupanare, la Casa di Sallustio

Siccome gli scavi di Pompei sono il secondo sito più visitato di Italia, attrazioni più  visitate d'Italia (circa 3.4 milioni di visitatori ogni anno), sono lunghe le code che si formano all'ingresso. Se non volete togliere tempo alla visita facendo la fila, spesso sotto il sole, vi consigliamo di procurarvi i biglietti on line con accesso prioritario.

Biglietti Pompei

struttura del macellum

Dall'ingresso principale, diviso in due arcate da un'edicola votiva, si accede ad un cortile, un tempo porticato e circondato da botteghe sul lato a ovest (per i cambiavalute) e sul lato a nord  (per i generi alimentari.

Sul lato opposto all'ingresso si trovano tre ambienti rialzati e raggiungibili attraverso una scalinata di cinque gradini.
Il vano centrale serviva da sacello ed era dedicato alla casa imperiale. Quello di sinistra serviva per i banchetti sacrificali mentre quello di destra, con un bancone realizzato in muratura rivestito in marmo e con canali per lo scolo delle acque , era utilizzato per la vendita di carne e pesce.

struttura del macellum

Dall'ingresso principale, diviso in due arcate da un'edicola votiva, si accede ad un cortile, un tempo porticato e circondato da botteghe sul lato a ovest (per i cambiavalute) e sul lato a nord  (per i generi alimentari.

Sul lato opposto all'ingresso si trovano tre ambienti rialzati e raggiungibili attraverso una scalinata di cinque gradini.
Il vano centrale serviva da sacello ed era dedicato alla casa imperiale. Quello di sinistra serviva per i banchetti sacrificali mentre quello di destra, con un bancone realizzato in muratura rivestito in marmo e con canali per lo scolo delle acque , era utilizzato per la vendita di carne e pesce.

L’anfiteatro di Pompei

Nella lista di cosa vedere negli scavi non deve certo mancare l'Anfiteatro di Pompei, il luogo deputato agli spettacoli gladiatori tanto cari ai romani.
Si tratta di uno dei più antichi e meglio conservati anfiteatri al mondo.Vi consigliamo l'acquisto dei biglietti on line se volete evitare di fare la coda e iniziare subito a visitare il parco archeologico. Avrete infatti diritto all'ingresso prioritario!

dove si trova

L'Anfiteatro di Pompei, che poteva contenere ben 20.000 spettatori, venne costruito nella zona sud-orientale della città (Regio II, Insula 6) della città. Questo non solo perchè l'area era pressochè deserta (e quindi il via vai del gran numero di spettatori non recava intralcio alla vita quotidiana della città), ma anche per questioni economiche. Sfruttando il preesistente terrapieno su un lato e costruendone uno artificiale sull'altro, era stato possibile contenere le spese. 
La costruzione si trova a circa 6 metri di profondità, è largo 104 m e lungo 135 m.

la struttura

L'edificio è costituito dall'esterno da due ordini.
Quello inferiore prevede archi ciechi sotto cui è probabile che ci fossero dei mercanti

Quello superiore presenta archi a tutto sesto. Tra i due ordini c'è un ambulacro. Due grandi scalinate consentivano di raggiungere le gradinate superiori.
All'anfiteatro si accedeva tramite una galleria (cripta) dotata di quattro ingressi, due dei quali portavano direttamente all'arena.
Probabilmente i magistrati e le cariche più importanti avevano un passaggio privilegiato ai palchi d'onore, divisi dal resto della platea da uno scomparto in muratura.

Prima di arrivare all'arena si trovano due spoliarii usati uno per prestare i primi soccorsi ai gladiatori feriti, l'altro per l'ingresso all'arena, che era in terra battuta. L'arena era circondata da un parapetto affrescato (oggi gli affreschi sono andati perduti).

La cavea

Era divisa in tre zone:
Ima cavea: divisa in 6 settori, era destinata alle persone di spicco. Aveva la vista migliore.
Media cavea: divisa in 20 settori era per il popolo.
Summa cavea: divisa anch'essa in 20 settori. Qui trovavano posto le donne. 

Durante i mesi invernali e nel periodo di maggior caldo l'anfiteatro di Pompei non ospitava spettacoli. 
Durante l'estate si stendeva un velario scuro di lino, come confermano gli anelli di pietra, posti in cima alle gradinate, in cui venivano infilati dei pali.
Le belve utilizzate nei giochi gladiatori entravano da un piccolo varco al centro dell'arena.

Punti di interesse nelle vicinanze: Casa del Menandro, Orto dei fuggiaschi

POMPEI SCAVI ORARI

Dal 1 novembre al 31 marzo 
9.00 - 17.00 (ultimo ingresso alle 15.30).
Sabato e domenica apertura ore 8.30. 

Dal 1 aprile al 31 ottobre 
9.00 - 19.30 (ultimo ingresso alle 18.00).
Sabato e domenica apertura alle 8.30

Chiuso il 1 Gennaio, il 1 Maggio e il 25 Dicembre

Le Terme del Foro

Tra i diversi punti di interesse molto apprezzati da chi viene a visitare Pompei scavi ci sono senza dubbio le Terme del Foro. Sono le più grandi e maestose dei tre impianti pubblici presenti in città.

Non mancate di inserirlo nell'itinerario delle cosa visitare a Pompei!
Vi consigliamo, dal momento che all'ingresso c'è sempre una lunga coda, spesso sotto il sole, di procurarvi il biglietto on line . Avrete diritto all'accesso prioritario e comincerete subito la visita!

Costruite attorno all'80 s.c. circa, vennero riqualificate in età giulio-claudia e a seguito del terremoto del 62 d.c. Dopo quest'evento furono subito ripristinate. A riprova c'è il fatto che al momento della terribile eruzione del Vesuvio nel 79 d.c. le Terme del Foro erano in piena attività. 
Questo fa capire l'importanza che le terme avevano nella cultura romana. Erano, infatti, utilizzate quotidianamente e le persone vi si recavano per lavarsi e godere di un po' di relax. Ma non solo: avevano anche una funzione sociale, erano luoghi di ritrovo.
Qui le persone si incontravano, trattavano affari, si corteggiavano a vicenda.

DOVE SI TROVANO

Le Terme del Foro sono situate di fronte al Tempio dell Fortuna Augusta, nel pieno centro di Pompei.
La struttura dell'edificio prevedeva due sezioni, una maschile e l'altra femminile, a cui si accedeva tramite ingressi indipendenti. 
La parte che si può visitare meglio è la sezione maschile.

Punti di interesse nelle vicinanze: Foro di Pompei, Terme Stabiane, Thermopolium, Casa del Fauno

LA STRUTTURA

Si entra prima in uno spogliatoio, coperto da una volta a botte e arredato con delle panche in muratura poste lungo i lati del locale. L'ambiente era decorato con degli stucchi su base gialla, di cui poco è rimasto.
Dallo spogliatoio si passa al frigidarium  , un locale a pianta quadrata con una vasca circolare e gradini centrali. Era destinato ai bagni in acqua fredda.

Si entra poi in un secondo ambiente, sempre coperto da una volta a botte e decorato, così come le pareti. Si tratta del tepidarium, dove si facevano i bagni con una temperatura tiepida. Era riscaldato da un grande braciere, ancora visibile.
Si giunge infine al calidarium , una stanza anche questa coperta da una volta a botte e stuccata.

Era il luogo deputato al bagno caldo. Si faceva in una grossa vasca che poteva ospitare fino a 10 persone.Veniva riscaldato con la circolazione di aria calda  che passava in intercapedini sotto il pavimento e alle pareti. Il vapore era prodotto da caldaie poste in un locale attiguo.

Scavi di Pompei orari

Dal 1 novembre al 31 marzo 
9.00 - 17.00 (ultimo ingresso alle 15.30).
Sabato e domenica apertura ore 8.30. 

Dal 1 aprile al 31 ottobre 
9.00 - 19.30 (ultimo ingresso alle 18.00).
Sabato e domenica apertura alle 8.30

Chiuso il 1 Gennaio, il 1 Maggio e il 25 Dicembre

Il Tempio di Giove

Tra le cose da inserire nel vostro itinerario per visitare gli Scavi di Pompei c'è sicuramente il Tempio di Giove
Si trova sul lato settentrionale della grande area del Foro civile ed è tra le prime cose che potrete vedere entrando dall'ingresso di Porta Marina (sono solo 5 minuti  circa di passeggiata).

Gli scavi di Pompei sono un'attrazione che attira milioni di visitatori da tutto il mondo. Le code all'ingresso quindi sono sempre molto lunghe. Se non avete voglia di rimanere in fila, spesso sotto il sole, vi consigliamo di procurarvi i biglietti on line. Avrete così modo di iniziare subito a visitare!

biglietti pompei

Il tempio di Giove era dedicato in origine alla maggiore divinità del pantheon romano, ma in età sillana venne trasformato in Capitolium e adibito quindi al culto della triade capitolina (Giove, Giunone, Minerva).
Al tempio, risalente al II sec. a.c. si accede tramite una scalinata d'accesso che porta ad un alto podio sul quale si trova la cella.
Questa è preceduta da u sei colonne ed è divisa in tre parti da un doppio ordine di colonne. All'interno della cella è stata rinvenuta la testa della statua di Giove  (risalente all'80 a.c.) qui ospitata. Il pavimento è realizzato con blocchetti di pietra policroma romboidale disposti ad imitare cubi prospettici. 

Punti di interesse nelle vicinanze:  Macellum, Terme del Foro, Teatro grande, Terme stabiane, Lupanare

La scalinata d'accesso alle cui estremità si trovano due basamenti per altrettante statue, è caratterizzata al fondo da un basamento tripartito dove erano collocate le statue di culto. Il tempio di Giove venne ampliato in epoca tiberiana e venne danneggiato durante l'incendio del 62 d.c.. Al tempo della terribile eruzione del 79 d.c. che distrusse la magnifica cittadina di Pompei l'edificio era ancora in fase di restauro.

SCAVI DI POMPEI ORARI

Dal 1 novembre al 31 marzo 
9.00 - 17.00 (ultimo ingresso alle 15.30).
Sabato e domenica apertura ore 8.30. 

Dal 1 aprile al 31 ottobre 
9.00 - 19.30 (ultimo ingresso alle 18.00).
Sabato e domenica apertura alle 8.30

Chiuso il 1 Gennaio, il 1 Maggio e il 25 Dicembre

Le Terme Stabiane

Se siete a visitare Pompei non potete mancare di vedere le Terme Stabiane. 
Si tratta dell'edificio termale più antico della città e si trovano su via dell'Abbondanza. Non molto distanti dal Foro, fanno angolo con via Stabiana, da cui prendono il nome.

Specialmente se decidete di visitare Pompei in un giorno vi consigliamo di risparmiare tempo acquistando i biglietti on line che permettono l'accesso prioritario al parco archeologico. 
Non vi stancherete stando in fila, spesso sotto il sole, e potrete cominciare subito la visita!

POMPEI BIGLIETTI

Le Terme Stabiane sono state edificate in diversi momenti. La fase iniziale della costruzione risale al IV a.c. (la palestra con la base a trapezio). Le terme che invece possiamo ammirare oggi sono state costruite nel II sec a.c., periodo in cui Pompei venne sottoposta ad un grande rinnovamento edilizio.
Nelle terme non solo si faceva il bagno, ma si discuteva anche di politica, di battaglie, di processi, di donne.....era il salotto cittadino dove venivano discussi i fatti del giorno.

Punti di interesse nelle vicinanze:  Foro di Pompei, Teatro grande, Casa del Menandro,  Macellum

STRUTTURA DELLE TERME STABIANE

L'edificio termale si sviluppa su più di 3500 metri quadri e ed è così organizzato: al centro si trova una palestra porticata su tre lati e decorata con colonne ricoperte di stucco. A est sono realizzati gli ambienti per il bagno (il frigidarium, qui solo nella parte maschile, il tepidarium e il calidarium), rigorosamente di visi in una sezione maschile e una femminile. Ogni sezione presenta uno spogliatoio

Ci sono anche delle fornaci che servivano a provvedere al riscaldamento degli ambienti. 
A nord della palestra troviamo una latrina mentre ad ovest una piscina, circondata da due vasche più piccole dove gli atleti erano soliti lavarsi e detergersi. 
La piscina è decorata con stucchi policromi tra cui alcuni pannelli che raffigurano personaggi del mito e atleti.

Il Thermopolium di Placidus

Nell'antica Roma, il Thermopolium era un luogo dove era possibile bere e mangiare qualcosa di caldo. Può essere considerato considerato come un odierno fast food o tavola calda. Gli antichi romani che lavorano lontano da casa vi si recavano per un pranzo veloce.

Il thermopolium meglio conservato a Pompei (ne sono stati trovati ben 89) è quello di  Lucius Vetitius Placidus (Regio I, Insula 8.8) 
Si trova affacciato su Via dell'abbondanza e vi consigliamo di non farlo mancare nell'elenco di cosa visitare a Pompei in un giorno.

Si tratta di un tipico esempio di locale con annessa casa privata del proprietario, a cui si accedeva tramite un ingresso indipendente. Presenta anche un giardino interno, dove si coltivavano le erbe aromatiche utili alla cucina.

La struttura del Thermopolium era costituita da un ampio ingresso e un bancone per la mescita  disposto ad angolo retto in muratura e affacciato sulla strada.
Incassati nel bancone c'erano 6 dolia (contenitore di terracotta di forma sferica alti circa 1.50-1.60 cm, quasi certamente chiusi con coperchi), utilizzati per conservare il cibo, come ceci, fagioli, frutta secca.
In uno dei dolia sono state trovate delle monete (1385 monete in bronzo del valore complessivo pari a circa 585 sesterzi) ora conservati al Museo Archeologico Nazionale di Napoli). Erano probabilmente l’incasso di più giorni di attività.  Forse i proprietari del locale hanno pensato di nasconderli lì per poter poi tornare a prenderli.

Recentemente è stato ritrovato l'impluvio, realizzato con una pavimentazione in scaglie di marmo.

Punti di interesse nelle vicinanze: Orto di fuggiaschi, Casa di Menandro, Terme Stabiane

A volte, come in questo caso, il thermopolium avevano anche una o più stanze sul retro, i triclini, adibiti a luogo dove mangiare. il triclino è decorato con bellissimi affreschi del Terzo Stile. Notevole è raffigurazione del ratto di Europa da parte di Giove trasformatosi in toro.

Non perdetevi neanche l'affresco dell'edicola del Larario, che raffigura al centro i Lari ed il Genio che sacrifica su un altare, ai lati Mercurio e Dioniso, rispettivamente gli dei del commercio e del vino. Sotto ci sono due serpenti agatodemoni, portatori di prosperità e abbondanza.

ORARI  SCAVI DI POMPEI 

Dal 1 novembre al 31 marzo 
9.00 - 17.00 (ultimo ingresso alle 15.30).
Sabato e domenica apertura ore 8.30. 

Dal 1 aprile al 31 ottobre 
9.00 - 19.30 (ultimo ingresso alle 18.00).
Sabato e domenica apertura alle 8.30

Chiuso il 1 Gennaio, il 1 Maggio e il 25 Dicembre

I calchi di Pompei

Tra le attrazioni più note del Parco Archeologico partenopeo ci sono i Calchi di Pompei, realizzati in gesso con una particolare tecnica a partire da circa un secolo e mezzo fa. 

Dove visitare i Calchi di Pompei

I calchi di Pompei sono tra le attrazioni più interessanti da osservare durante una visita al Parco Archeologico più famoso del mondo. 
Sono molti i luoghi degli scavi dove è possibile fermarsi ed osservare da vicino i calchi degli abitanti di Pompei, la cui vita venne sorpresa  dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.c.. Tra questi:
L’Orto dei Fuggiaschi
Forse il più noto sito per osservare i calchi, è qui che si possono visitare i calchi di 13 vittime colte da una coltre di lapilli.
I Granai del Foro
Il mercatino della città, non ancora completato oppure non utilizzato, dove si possono visitare alcune vittime dell’eruzione del Vesuvio.
L’Anfiteatro
Anche qui è possibile rivivere gli ultimi attimi della popolazione pompeiana, osservando oltre 20 calchi.
Le Terme
Alcuni calchi sono esposti nelle Terme Stabiane, tra i luoghi più frequentati dagli abitanti della cittadina.
La Villa dei Misteri
Oltre allo stupendo panorama sul golfo di Napoli, anche qui si trovano teche con alcuni dei calchi rinvenuti a Pompei.

Non c’è un unico luogo per visitare i calchi, bisogna infatti esplorare il Parco Archeologico in lungo e in largo per poter vedere più di un esemplare. I calchi sono conservati in apposite teche per ripararli dalle intemperie e dalla contaminazione dei visitatori.
Sia che vogliate visitare Pompei in un giorno, sia abbiate la fortuna di dedicare agli scavi più tempo, sono un'attrazione assolutamente da non perdere!

Dove visitare i Calchi di Pompei

I calchi di Pompei sono tra le attrazioni più interessanti da osservare durante una visita al Parco Archeologico più famoso del mondo. 
Sono molti i luoghi degli scavi dove è possibile fermarsi ed osservare da vicino i calchi degli abitanti di Pompei, la cui vita venne sorpresa  dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.c.. Tra questi:
L’Orto dei Fuggiaschi
Forse il più noto sito per osservare i calchi, è qui che si possono visitare i calchi di 13 vittime colte da una coltre di lapilli.
I Granai del Foro
Il mercatino della città, non ancora completato oppure non utilizzato, dove si possono visitare alcune vittime dell’eruzione del Vesuvio.
L’Anfiteatro
Anche qui è possibile rivivere gli ultimi attimi della popolazione pompeiana, osservando oltre 20 calchi.
Le Terme
Alcuni calchi sono esposti nelle Terme Stabiane, tra i luoghi più frequentati dagli abitanti della cittadina.
La Villa dei Misteri
Oltre allo stupendo panorama sul golfo di Napoli, anche qui si trovano teche con alcuni dei calchi rinvenuti a Pompei.

Non c’è un unico luogo per visitare i calchi, bisogna infatti esplorare il Parco Archeologico in lungo e in largo per poter vedere più di un esemplare. I calchi sono conservati in apposite teche per ripararli dalle intemperie e dalla contaminazione dei visitatori.
Sia che vogliate visitare Pompei in un giorno, sia abbiate la fortuna di dedicare agli scavi più tempo, sono un'attrazione assolutamente da non perdere!

I calchi di Pompei - Visitare gli scavi archeologici

Storia del ritrovamento

Una città e una cultura sepolte per circa 1700 anni: quella di Pompei e delle cittadine limitrofe, che hanno subito il tragico destino della più nota eruzione del Vesuvio nel 79 d.c. 
La prima ad essere scoperta fu Ercolano: per questo motivo la famiglia Borbone propose di iniziare degli scavi anche nei luoghi dove erano stati rinvenuti monete e oggetti antichi. Gli storici iniziarono i lavori su quella che credevano fosse l’antica Stabia - ma che si rivelò essere Pompei.

I primi scavi cominciarono già a partire dal 1748, si fermarono per qualche anno per scarsità dei reperti ritrovati. Ricominciarono più avanti per il volere del nuovo direttore Giuseppe Fiorelli, utilizzando nuove tecniche archeologiche.

Tecniche utilizzate durante i lavori

La tecnica che ci permette di conoscere numerosi dettagli sulla vita di Pompei e dei suoi abitanti, e quindi di visitare ancora oggi questi luoghi incantati, è definita “calco”. Per calco si intende il processo che consisteva nel versare del gesso, oppure una miscela di acqua e cemento, nelle cavità lasciate dai corpi e materiale decomposto. 
La cenere proveniente dal Vesuvio aveva infatti coperto la città di Pompei con una coltre, che in seguito si indurì. Con il decomporsi delle materie organiche, come legno o come i corpi dei cittadini, si formarono dei vuoti nella cenere indurita.

Grazie a questa particolare tecnica archeologica ci è permesso di conoscere la storia della città prima dell’eruzione del Vesuvio dell’anno 79 d.c.
Giuseppe Fiorelli, direttore del sito dove si svolgevano gli scavi, sperimentò la tecnica a partire dal 1863. Dopo la colata, era sufficiente attendere che il cemento o gesso si solidificasse, per poi procedere con gli scavi, svelando i segreti delle cavità.

Curiosità sui Calchi di Pompei

Dopo l’utilizzo della tecnica avanzata per il recupero, i calchi di Pompei vennero ampiamente osservati e studiati dagli storici. Furono molte le scoperte curiose che vennero alla luce nel corso degli anni. 
Fu la cenere, non la lava, a coprire Pompei. Quando si parla di una eruzione, è solito associare questo evento naturale con una coltre di lava. Ma non fu il caso del Vesuvio nel 79 d.c.: qui Pompei fu ricoperta da una ventata di materiale piroclastico infuocato che bruciò tutto quello che stava sul suo cammino, rendendo possibile il ritrovamento dopo 1700 anni.

Tra i calchi di Pompei troviamo il calco chiamato "I due amanti", una coppia abbracciata sorpresa dall'eruzione del Vesuvio. Si è spesso parlato del sentimento e della commozione scaturita da questa coppia. Recentemente, altri rilevamenti ci hanno permesso di conoscere un dettaglio fondamentale: i due amanti sono entrambi uomini. 
L’eruzione del 79 d.c. non fu solo ciò che distrusse la città di Pompei, fu anche il motivo per il quale oggi conosciamo molti dettagli sulla cultura pompeiana antica. Grazie i calchi possiamo notare come gli abitanti avessero dei denti bianchissimi, questo poiché la loro dieta era quasi priva di zuccheri.

BIGLIETTI POMPEI
POMPEI SCAVI ORARI

Dal 1 novembre al 31 marzo 
9.00 - 17.00 (ultimo ingresso alle 15.30).
Sabato e domenica apertura ore 8.30. 

Dal 1 aprile al 31 ottobre 
9.00 - 19.30 (ultimo ingresso alle 18.00).
Sabato e domenica apertura alle 8.30

Chiuso il 1 Gennaio, il 1 Maggio e il 25 Dicembre

Leggi anche

Visitare Pompei in un giorno 
Cosa visitare a Pompei
Come arrivare e muoversi a Pompei

Il santuario di Pompei

La cittadina campana offre ai sui visitatori non solo rovine e scavi archeologici, ma anche altre attrazioni turstiche, tra cui il famoso Santuario della Beata Vergine del Santo Rosario di Pompei
Oltre ad essere il principale luogo di culto cristiano della cittadina, è anche uno dei santuari mariani più visitati in Italia.

Raggiungere il Santuario di Pompei

Il Santuario è una delle attrazioni più gettonata da fedeli e non di tutto il mondo in visita a Pompei. Questo sito riceve infatti più di 4 milioni di visitatori ogni anno. 
Il Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei si trova a circa 10 minuti in autobus o auto dagli scavi archeologici della città. Oppure, una bella passeggiata di 20 minuti conduce direttamente a Piazza Bartolo Longo, dove è situata la Basilica.

Per chi invece decide di visitare Pompei in un giorno, magari da Napoli, ci sono belle notizie: dalla stazione principale di Pompei si cammina per circa 5 minuti (sono solo 450 metri) fino al Santuario.

QUANDO VISITARE IL SANTUARIO DI POMPEI

Affollato durante tutto l’anno, il Santuario è una meta particolarmente gettonata il giorno 8 Maggio - anniversario della sua inaugurazione. 
Inoltre, è popolato la prima domenica di Ottobre dove moltissimi fedeli da tutto il mondo giungono a Pompei per assistere alla priatica chiamata Supplica alla Madonna di Pompei.

Questa pratica religiosa celebra la Madonna con una tradizione iniziata proprio grazie a beato Bartolo Longo. La tradizione è tenuta viva non solo qui, ma anche in altre chiese del mondo dedicate alla Madonna di Pompei: a New York, Providence, Chicago e Lancaster negli Stati Uniti d’America; a Vancouver e Montréal in Canada; In Argentina, Venezuela, Brasile ed Uruguay nell’America Latina.

COSA VISITARE

La prima visuale che si ha sul meraviglioso Santuario della Beata Vergine del Rosario è sulla sua stupenda facciata decorata, caratterizzata da due ordini distinti. 
La parte inferiore è stata infatti realizzata in stile ionico con tre arcate che immettono nel portico e nelle rispettive tre navate. Quattro colonne monolitiche in granito rosa di circa 6,8 metri con capitelli di ordine dorico sorreggono l’arcata centrale. 
La parte superiore della facciata è invece stata realizzata in stile corinzio, identificabile grazie ai capitelli delle colonne e dei pilastri disposti similmente a quelli della parte inferiore. E’ in questa parte che troviamo collocato il timpano con lo stemma in marmo bianco di Papa Leone XIII che dichiarò il Santuario una Basilica papale.

Sulla sommità un attico con balaustra sorregge Un grosso orologio sulla sinistra, Una meridiana sulla destra e la statua della Vergine del Rosario al centro. 
La statua della Vergine, simbolo e protettrice del Santuario di Pompei è opera dello scultore Gaetano Chiramonte. Realizzata con un solo pezzo di marmo di Carrara di circa 180 quintali, la statua è alta ben 3,25 metri! 
Appena giunti al Santuario, i turisti non possono fare a meno di notare l’imponente campanile che la sovrasta. Alto ben 80 metri e con una croce in bronzo sulla somma di altri 7 metri, il campanile è una costruzione postuma rispetto alla prima costruzione della Basilica ed è visibile da quasi ogni angolo di Pompei.

La prima pietra del campanile fu posata nel Maggio del 1912, l’inaugurazione invece nel Maggio 1925 con una cerimonia importante a cui partecipò anche Bartolo Longo in persona. 
Al suo interno una scala in ferro e un comodo ascensore conducono alla somità quasi tutti i visitatori che giungono in questi luoghi ogni giorno. Il panorama dall’alto include non solo la città di Pompei e i suoi eterni scavi archeologici, ma anche le isole del Golfo di Napoli e il Vesuvio. 
La superficie sacra di questa Basilica copre oggi circa 5000 metri quadrati. La navata principale che si può visitare oggi è rimasta intatta e presenta un grande cornicione in stile corinzio che ne delimita il perimetro.

L’abside che si può osservare al giorno d’oggi è invece 5 volte più ampia rispetto a quella costruita inizialmente. E’ sorretta da 2 grandi colonne in marmo grigio e da altre 8 più piccole in marmo colorato. 
Da non perdere il meraviglioso affresco della volta centrale rappresentante l’Assunzione della Vergine. Inoltre, lo stupendo altare decorato con statue di angeli in bronzo. 
Tra le meraviglie pompeiane, il Santuario di Pompei è una delle attrazioni da inserire nella lista di cose da vedere assolutamente.

LA STORIA 

La storia di questo edificio religioso si fonde con quella del beato Bartolo Longo e della contessa Mariana de Fusco. Entrambi erano particolarmente dediti al servizio dei più bisognosi e commissionarono la costruzione del Santuario iniziata l’8 Maggio del 1876 grazie alle numerose offerte ricevute da moltissimi fedeli in tutto il mondo. 
A seguire i lavori fu prima il docente universitario Antonio Cua e in segutto l’artista Giovanni Rispoli, che si occupò delle decorazioni e della facciata - inaugurata nel 1901.

In seguito, il giorno 4 Maggio del 1901, papa Leone XIII elevò il Santuario a basilica pontificia. 
Il Santuario della prima costruzione era una chiesa a pianta latina, con una sola navata, una cupola, quattro cappelle laterali e altre due nella crociera. 
Ad ogni lato del Santuario erano presenti due cappelle con ingressi separati e intercomunicanti con la navata principale della chiesa: la Cappella di Santa Caterina da Siena e la Cappella del Santissimo Salvatore. 
Il campanile del Santuario della Beata Vergine, alto ben 88 metri, venne invece completato nel 1925.

Presto la quantità di fedeli che ogni annO si recavano qui in pellegrinaggio aumentò sensibilmente: ciò rese necessario un intervento di ampliamento. Eseguita tra il 1934 e 1938 grazie ad un progetto dell’architetto Chiappetta, la modifica ottenne tre navate e ampliò l’abside e la cupola. 
Il Santuario di Pompei sopravvisse alla più recente eruzione del Vesuvio nel 1944 e anche alle truppe naziste che ne minacciarono la demolizione. 
Questo luogo di culto è anche stato pellegrinaggio di 3 papi: Giovanni Paolo II nel 1979; Benedetto XVI nel 2008, Francesco nel 2015.

By continuing to use the site, you agree to the use of cookies. more

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close