Silvia

Silvia è content creator dal 2010 ed esperta d'informazione turistica per città d'arte italiane. Laureata in Lettere Classiche, è appassionata della storia, della cultura e delle curiosità delle città del Bel Paese, nonché conoscitrice di tutti i trucchi per una perfetta vacanza in Italia.

Il metodo Fiorelli

"Finora si è scoverto templi, case ed altri oggetti che interessano la curiosità delle persone colte, degli artisti e degli archeologi; ma ora tu, o mio Fiorelli, hai scoverto il dolore umano, e chiunque è uomo lo sente", scrive Settembrini il 13 febbraio 1863.

Uno dei punti di interesse di più impatto emotivo per chi viene a visitare gli scavi di Pompei sono sicuramente i famosi calchi.
Come non rimanere impressionati davanti ai corpi di quelle vittime sorprese dalla furia del Vesuvio nel 79 d.c?
Le espressioni dei loro volti, le pieghe dei vestiti, le posizione contorte dei loro arti: tutto questo è oggi visibile grazie ai calchi in gesso realizzati dall'archeologo Giuseppe Fiorelli nella seconda metà dell'Ottocento. Come un'istantanea di quei terribili giorni.

Cos'è il metodo Fiorelli

E' un metodo che, pur perfezionatosi nel tempo, è utilizzato ancora oggi, ed è molto semplice.
Consiste nell'effettuare una colata di gesso e acqua nel vuoto creatosi a seguito dell'indurimento della cenere nelle cavità lasciate dai corpi che si sono decomposti all'interno del materiale vulcanico.
Una volta asciugato il gesso è possibile procedere allo scavo del terreno circostante e portare alla luce il calco.

Oggi la tecnica si è così avanzata che è possibile vedere in maniera ancora più dettagliata le tracce dei tessuti, dei vestiti, i lineamenti dei volti, le vene delle mani, in cui sembra ancora scorrere il sangue.

l'Eruzione

La prima fase dell'eruzione vide cadere dal cielo lapilli (una specie dei grandine di pomice) che ricoprirono  le strade, i cortili e tutti gli spazi aperti.
Questo materiale vulcanico si depositò per un altezza di circa 3 metri. Diversi tetti delle abitazioni crollarono per i peso. 
Di chi morì intrappolato negli ambienti e investito dai crolli rimangono solo gli scheletri.

Una seconda fase vide invece invadere la città da un susseguirsi di flussi piroclastici (le nubi ardenti, caratterizzate da una forte velocità e un'alta temperatura), la cui cenere riempì ogni spazio vuoto rimasto. 
Chi venne colpito morì per shock termico. I loro corpi vennero coperti di cenere che solidificandosi ha mantenuto la forma delle sostanze organiche che si sono decomposte. 
Perciò sono rimaste le impronte non solo dei corpi degli uomini,  ma anche di animali, radici di piante, porte di legno, armadi.

Negli scavi di Pompei di calchi ce ne sono poco più di un centinaio.

N.B: tieni a mente che questi calchi non sono solo gesso ma erano persone. Perciò quando ti troverai a visitarli, fallo con il massimo rispetto.

Casa dei Vettii

Tra le attrazioni di Pompei assolutamente da visitare, la Casa dei Vettii è una delle più lussuose ville ritrovate negli scavi archeologici (Insieme alla Casa del Fauno e alla Villa dei Misteri) e una della abitazioni pompeiane meglio conservate. 
Come testimoniano scritte elettorali e 2 anelli utilizzati anche come sigillo, la domus apparteneva a fratelli Vettius Restitutus e Vettius Conviva, ricchi liberti dediti al commercio.
Sia che tu decida di visitare Pompei in un giorno, sia che dedichi agli scavi più tempo, ti suggerisco di non perdertela.
Il consiglio che ti do, viste le lunghe file all'ingresso, spesso sotto il sole, è quello di procurarti il biglietto on line salta coda. Avrai diritto all'accesso prioritario e potrai iniziare subito la visita!


DOVE SI TROVA

La villa si trova nel vicolo dei Vettii, nella Regio VI, Insula 15.1 

storia

La Casa dei Vettii risale sicuramente a prima del I secolo a.c. (ne sono testimoni i capitelli a forma di dado e l'impluvium in tufo).
Venne acquistata dai fratelli liberti nel I secolo, restaurata completamente e arricchita di opere d'arte. 
A seguito del terremoto verificatosi nel 69 d.c. venne restaurata di nuovo. Venne però totalmente sommersa da una coltre di ceneri e lapilli durante l'eruzione del Vesuvio nel 79 d.c. 
Nel 1894 venne riportata alla luce. 
La domus è famosa per l'affresco che si trova nel vestibolo e che rappresenta Priapo che pesa il suo enorme fallo, apportatore di benessere e fecondità.

La casa dei Vettii a Pompei: l'affresco di Priapo

Foto di Mario Vigna

Punti di interesse nelle vicinanze: Casa del Fauno, Foro di Pompei, Macellum

LA STRUTTURA

All'interno della casa potrai trovare altri affreschi stupefacenti. Intorno all'atrio si aprono alcune stanze: in un cubicolo puoi ammirare l'affresco di Ero e Leandro,  quello della lotta tra Amore e Pan a cui assistono Arianna e Dioniso, e quello del mito di Ciparisso.
A destra dell'atrio si aveva accesso alla parte riservata ai servi al piano superiore, anch'esso con un'atrio.
In un'edicola di questo è rappresentato il Genio del proprietario mentre sta compiendo un sacrificio. Dall'atrio si passava alle cucine caratterizzate da un bancone in muratura, caldaie e treppiedi. All'interno della cucina sono stati rinvenuti  pentole, vasi in terracotta e bacini.

All'esterno è presente un peristilio di 18 colonne vasche e statue usate come fontane. Anche nel peristilio si possono ammirare bellissimi affreschi rappresentanti la vendetta di Anfione e Zeto a seguito della morte della madre Antiope, l’uccisione di Panteo, re di Tebe, per aver impedito il culto di Dioniso nella città, Ercole bambino che strozza i serpenti mandati dalla dea Era ed altri ancora.

POMPEI SCAVI ORARI
Dal 1  novembre al 31 marzo  
Tutti i giorni
dalle 9.00 alle 17,00. Ultimo ingresso alle 15.30.

Chiuso il 1 Gennaio, il 1 Maggio e il 25 Dicembre

 

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Cosa visitare a Pompei 

La Schola armaturarum

Tra le cose da vedere a Pompei , specie se sei a visitare gli scavi con i tuoi bambini, c'è la Schola Armaturarum Juventis Pompeiani.
Si trova affacciata su Via dell'Abbondanza, angolo vicolo Ifigenia ed  è visitabile ogni giovedì nell'orario di apertura del parco archeologico, per gruppi contingentati.
Era il luogo dove i giovani pompeiani si allenavano alla lotta e alle arti gladiatorie e rappresentava la sede di una importante associazione di carattere militare. 

Qui si svolgevano le riunioni dei giovani affiliati e qui si trovavano per organizzare e programmare le attività militari e i giochi che poi si sarebbero svolti nella Palestra grande o nell'Anfiteatro.

Un'altra funzione della schola armaturarum era quella di deposito di armi. Sono infatti state rinvenute numerose armature e trofei militari che erano appoggiati su scaffalature lignee poste lungo una parete.
in origine questo luogo era un'abitazione, come testimoniano i resti della parte nord.

Struttura

Gli allenamenti dei giovani pompeiani si svolgevano in una grande sala che si apre su via dell'abbondanza per tutta la sua apiezza. 
Probabilmente questo ambiente era chiuso da una transenna lignea.
Questa ipotesi è nata dal calco dell'impronta della transenna rimasta sulla  cenere che la ricoprì durante la terribile eruzione del 79 d.c.

La schola armaturarum  era anche caratterizzata da decorazioni militari raffiguranti rami di palma, vittorie alate e candelabri con palme. queste decorazioni sono purtroppo andate perdute nel crollo avvenuto nel 2010 .
A seguito di un dissesto idrogeologico dovuto a piogge abbondantissime, la copertura in cemento armato che era stata realizzata nel 1950 per porre riparo ai danni dei bombardamenti del 1943, è crollata facendo ingenti danni.
I restauri dell'ambiente sono stati inaugurati a gennaio 2019.

Sul retro dell'edificio sono presenti ambienti di servizio per la custodia di anfore per il vino, l'olio pregiato, salse di pesce.
Tutti prodotti che venivano serviti in occasioni di convivio o di rappresentanza.

orari pompei scavi 
Dal 1  novembre al 31 marzo  
Tutti i giorni
dalle 9.00 alle 17,00. Ultimo ingresso alle 15.30.

Dal 1 aprile al  31 ottobre
Tutti i giorni
dalle 9.00 alle 19.00. Ultimo ingresso alle 17.30.

Chiuso il 1 Gennaio, il 1 Maggio e il 25 Dicembre

Storia di Pompei: apogeo e rovina della città romana

Fondata nel IX secolo a.c., la città di Pompei, deve la sua enorme fama alla sua tragica fine causata, nel 79 d.c.. dall’eruzione del suo vicino vulcano, il Vesuvio. Da quando nel 1748 si è dato il via agli scavi nell’area anticamente interessata dalla tragedia, la città è tornata alla ribalta offrendo ai propri visitatori la possibilità di riscoprire la città e poterne ammirare dei veri e propri scorci di vita vissuti dai propri abitanti.

Aggirarsi tra le strade del sito archeologico, che dal 1997 è entrato di diritto a far parte dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO, è un’esperienza che attira, ancora oggi, numerosi turisti provenienti da tutte le parti del mondo, desiderosi di passeggiare in questa antica città fantasma per immaginare la vita, le usanze e la cultura precedente alla sua tragica fine.
Vi mostreremo qui di seguito un quadro della doppia faccia di Pompei, da città prospera e vivace a cumulo di macerie e cenere.


Pompei prima dell’eruzione 

La posizione strategica della città, alle pendici del Vesuvio, rivolta verso il golfo di Napoli ma attraversata dal fiume Sarno, facevano di Pompei un luogo assolutamente funzionale per scambi commerciali, motivi militari ma, soprattutto per poter vedere fiorire le proprie coltivazioni fatte principalmente di viti e ulivi.
Pompei, infatti, era davvero molto nota per essere una città ampiamente affermata da un punto di vista commerciale e, i suoi mercati ne erano la dimostrazione vivente.

Abili agricoltori ma anche dediti pescatori, i commercianti pompeiani offrivano alla propria vasta clientela prodotti provenienti dalle più disparate sfere commerciali. Altro fattore fondamentale è il grande interesse riservato alla conservazione dei prodotti per mantenerli al loro stato migliore più a lungo. Sono stati ritrovati, infatti, vasi di terracotta dedicati alla conservazione del vino, tenuto al fresco in cantine apposite, ma anche numerose attrezzature per affinare l’arte industriale come i frantoi per le farine e strumenti per la pesca.

Immaginiamo quindi l’operosità della città ai suoi albori, con mercati che portavano vivacità e vitalità tra le strade cittadine e quante influenze diverse culturali si potevano apprezzare.
La città di Pompei aveva subito numerose influenze dai popoli che si erano scontrati in battaglia così come si era costantemente evoluta per poter garantire una maggiore funzionalità alle necessità della città in continua evoluzione, soprattutto relative alle proprie attività mercantili. 

 

Visitare Pompei: uno dei bellissimi affreschi, tra le cose da vedere

Foto di Mario Vigna

Per questo motivo, molte delle costruzioni urbanistiche che si possono ammirare tutt’oggi durante una visita agli scavi archeologici, risultano essere state aggiunte negli anni, costruite sulla base preesistente della città per poter potenziare il commercio e accogliere un maggior numero di visitatori che, in tanti, giungevano in città alla ricerca dei migliori affari.
Non mancavano, però, oltre alle costruzioni delle fasce più operose e umili della città, le ville dei personaggi di rilievo e le loro bellissime domus pompeiane fatte di affreschi minuziosi e affascinanti e cortili con giardini curati nel segno dell’esotismo e arricchiti di pozzi e fontane.
La cultura pompeiana era davvero ben variegata con influenze provenienti dai sanniti ma anche dai greci e dai romani che resero, quindi, la città poliedrica e multietnica con costumi ed usanze che si miscelavano tra loro ricreando nuovi approcci assolutamente unici e originali.

Pompei dopo l’eruzione 

Visitare Pompei: scopri i biglietti salta la coda!

Foto di Mario Vigna

Oggi la zona alle pendici del Vesuvio è costantemente monitorata da esperti vulcanologi per poter evitare tragedie come quella che si verificò all’antica città di Pompei nel 79 d.c..
I cittadini di Pompei, infatti, si ritrovarono a dover fronteggiare una tragedia assolutamente improvvisa e sconosciuta lasciandoli increduli e spaventati da un evento di tale portata e risonanza.
In realtà, però, molte furono all’epoca le avvisaglie che qualcosa stava accadendo nel sottosuolo, che l’attività magmatica era una minaccia. Dal 62 d.c., infatti, la zona era interessata da numerosi sismi che distrussero anche moltissime costruzioni.
Ne sono la prova alcune costruzioni che, dagli scavi effettuati per riportare alla luce la città sommersa dalla lava, risultavano essere precedentemente ristrutturate più e più volte a seguito dei sismi.

Per riportare danni così ingenti, probabilmente le scosse che si susseguivano numerose nella zona alle pendici del Vesuvio, erano di portata molto consistente. Ovviamente, però, il popolo pompeiano non poteva immaginare che, anni dopo, si sarebbe verificata una tragedia di quelle dimensioni. Sono tantissimi, infatti, i cittadini che sono rimasti lì, sepolti dalla lava e che, non avendo capito la reale portata della situazione, provavano a nascondersi dalla cenere rimanendo però intrappolati dai fiumi di lava che travolsero la città. Pochi di loro riuscirono a scappare e a mettersi in salvo. 

Visitare Pompei - Gli scavi: calco di un uomo rannicchiato

Foto di Mario Vigna

Sebbene sia impossibile fare una stima dei morti a seguito della tragedia, molto probabilmente, si parla di più di 2000 morti e, dalle testimonianze rimaste, anche il popolo che era abituato a subire ingenti perdite in guerra, reputò il numero di vittime a causa delle tragedia del 79 d.c. come un evento di portata “straordinaria”.

Oggi, sebbene molte delle vicende che accaddero nelle ultime ore di Pompei siano sicuramente solo immaginabili, è possibile ricostruire in parte gli ultimi giorni e soprattutto le ultime ore, grazie alla testimonianza di scrittori come ad esempio Plinio il Giovane che, dalla baia di Miseno, osservò e descrisse l’eruzione del Vesuvio.
Dopo l’eruzione la città era totalmente distrutta, sommersa dalla lava. Scomparsa. La vegetazione circostante, punto di forza della zona, era stata rasa al suolo e tutto era sommerso sotto una coltre bianca e spessa. La situazione era disperata. Tanti furono gli aiuti inviati dai delegati dell’Impero per poter soccorrere la popolazione ed iniziare l’opera di ricostruzione dell’antica gloria pompeiana ma invano.

La città è rimasta dormiente fino agli scavi archeologici che, dal 1748, hanno duramente lavorato per riportare alla luce quello che restava di una delle città più affascinanti della zona campana e che, tra storia antica, suggestioni e, probabilmente, proprio a causa della sua tragica fine, è ancora oggi materiale fertile per film, romanzi e per intriganti ricostruzioni. Oggi, con la possibilità di poter ripercorrere le vie della città e ammirare ciò che resta delle domus e della sua elaborata urbanistica, è possibile perdersi tra supposizioni e immaginare la vita dei suoi ultimi giorni, riscoprendo una città e la sua cultura che, dopo l’eruzione, sembrano essere state sommerse, non solo dalla lava, ma anche da un’aura di mistero che ha fatto, della città di Pompei, un vero e proprio mito tutto italiano.

Le Terme Stabiane

Se siete a visitare Pompei non potete mancare di vedere le Terme Stabiane. 
Si tratta dell'edificio termale più antico della città e si trovano su via dell'Abbondanza. Non molto distanti dal Foro, fanno angolo con via Stabiana, da cui prendono il nome.

Specialmente se decidete di visitare Pompei in un giorno vi consigliamo di risparmiare tempo acquistando i biglietti on line che permettono l'accesso prioritario al parco archeologico. 
Non vi stancherete stando in fila, spesso sotto il sole, e potrete cominciare subito la visita!

POMPEI BIGLIETTI

Le Terme Stabiane sono state edificate in diversi momenti. La fase iniziale della costruzione risale al IV a.c. (la palestra con la base a trapezio). Le terme che invece possiamo ammirare oggi sono state costruite nel II sec a.c., periodo in cui Pompei venne sottoposta ad un grande rinnovamento edilizio.
Nelle terme non solo si faceva il bagno, ma si discuteva anche di politica, di battaglie, di processi, di donne.....era il salotto cittadino dove venivano discussi i fatti del giorno.

Punti di interesse nelle vicinanze:  Foro di Pompei, Teatro grande, Casa del Menandro,  Macellum

STRUTTURA DELLE TERME STABIANE

L'edificio termale si sviluppa su più di 3500 metri quadri e ed è così organizzato: al centro si trova una palestra porticata su tre lati e decorata con colonne ricoperte di stucco. A est sono realizzati gli ambienti per il bagno (il frigidarium, qui solo nella parte maschile, il tepidarium e il calidarium), rigorosamente di visi in una sezione maschile e una femminile. Ogni sezione presenta uno spogliatoio

Ci sono anche delle fornaci che servivano a provvedere al riscaldamento degli ambienti. 
A nord della palestra troviamo una latrina mentre ad ovest una piscina, circondata da due vasche più piccole dove gli atleti erano soliti lavarsi e detergersi. 
La piscina è decorata con stucchi policromi tra cui alcuni pannelli che raffigurano personaggi del mito e atleti.

Cosa non fare a Pompei

Se non vuoi incorrere in sanzioni e vuoi visitare gli scavi in tranquillità, è consigliabile arrivare al parco archeologico informati su cosa non fare a Pompei.
Sono ben 22 tra consigli e divieti, le norme di comportamento che dovrai tenere a mente una volta giunti a visitare gli scavi di Pompei.
Io ti elenco le principali i modo che possa regolarti e goderti la tua visita nel rispetto del decoro di questo incredibile patrimonio artistico.

1. Non passeggiare seminudi

Non è possibile quindi per le donne portare shorts, minigonne o top succinti e per gli uomini è vietato non indossare la maglietta. Il rischio è di essere allontanati dagli scavi.

2. NON GIRARE PER GLI SCAVI CON L'OMBRELLO

Questo divieto è dovuto al fatto che gli ombrelli sono potenzialmente pericolosi perchè potrebbero rovinare con la loro punta affreschi e monumenti.
Gli ombrelli vanno lasciati nei deposito bagagli.
Bisognerà quindi munirsi di impermeabile col cappuccio.

3. Non entrare con zaini, valigie e borse voluminose

Possono essere lasciate nei depositi bagagli (sono gratuiti) presenti a tutti i varchi d'accesso.

4. NON INTRODURRE MEZZI DI QUALSIASI TIPO

Sono vietati anche i mezzi elettrici, biciclette e monopattini.

5. Non mangiare sui banchi delle antiche locande

Non si possono consumare alimenti al di fuori dei luoghi appositamente predisposti (Per i pic-nic nel Parco Archeologico è attrezzata un’area in prossimità di Porta Nola)

6. Non salire o arrampicarsi sui muri, sulle fontane o sui banconi

Nella lista di cosa non fare a Pompei c'è anche il divieto di salire su qualunque struttura o arredo antico, abitudine diffusa soprattutto per scattare i selfie.

7. Non introdurre cani di grossa taglia

(oltre i 25 chilogrammi) anche se al guinzaglio e con museruola; gli animali ammessi dovranno essere dotati di guinzaglio e tenuti in braccio all’interno degli edifici.

SCAVI DI POMPEI ORARI
Dal 1  novembre al 31 marzo  
Tutti i giorni
dalle 9.00 alle 17,00. Ultimo ingresso alle 15.30.

Chiuso il 1 Gennaio, il 1 Maggio e il 25 Dicembre

Il Macellum

Se sei a visitare Pompei, uno dei punti di interesse degli scavi che non devi perdere è il Macellum (Regio VII, Insula 9.7).
Si tratta del mercato coperto, luogo deputato al commercio dei generi alimentari.
Si ha notizia del macellum già nel II secolo a.c. in epoca giulio-claudia fu soggetto a lavori di riqualificazione, come pure anche dopo il disastroso terremoto del 62 d.c.

dove si trova

E' ubicato nell'angolo nord-est del Foro. Nelle vicinanze potrete visitare  le Terme del Foro, il Teatro Grande, la Casa del Fauno, il Lupanare, la Casa di Sallustio

Siccome gli scavi di Pompei sono il secondo sito più visitato di Italia, (circa 3.4 milioni di visitatori ogni anno), sono lunghe le code che si formano all'ingresso. Se non vuoi togliere tempo alla visita facendo la fila, spesso sotto il sole,ti consiglio di procurarti i biglietti on line con accesso prioritario.

Biglietti Pompei

 

struttura del macellum

Dall'ingresso principale, diviso in due arcate da un'edicola votiva, si accede ad un cortile, un tempo porticato e circondato da botteghe sul lato a ovest (per i cambiavalute) e sul lato a nord  (per i generi alimentari.

Sul lato opposto all'ingresso si trovano tre ambienti rialzati e raggiungibili attraverso una scalinata di cinque gradini.
Il vano centrale serviva da sacello ed era dedicato alla casa imperiale. Quello di sinistra serviva per i banchetti sacrificali mentre quello di destra, con un bancone realizzato in muratura rivestito in marmo e con canali per lo scolo delle acque , era utilizzato per la vendita di carne e pesce.

ORARI  SCAVI DI POMPEI
Dal 1  novembre al 31 marzo  
Tutti i giorni
dalle 9.00 alle 17,00. Ultimo ingresso alle 15.30.

Chiuso il 1 Gennaio, il 1 Maggio e il 25 Dicembre

Scavi di Pompei – Le parole del passato

Visitare gli scavi di Pompei significa immergersi in un passato che l'eruzione del Vesuvio del 79 d.c ha cristallizzato nel tempo, conservando, ancora intatti dopo quasi duemila anni, case, utensili, cibi , monili...

E' possibile quindi capire bene quali fossero i costumi, i lavori, le mode che caratterizzavano l'antica Roma.  E scoprire, anche attraverso le parole di Pompei, che molte cose non erano poi così diverse da quelle del nostro tempo.

Qui di seguito ti fornisco un piccolo elenco di termini che ti permetteranno di entrare in quella che era la vita di Pompei prima della grande tragedia che l'ha colpita.

I mestieri a Pompei

GEMMARIUS: gioielliere
UNGUENTARIUS: profumiere
ARGENTARIUS: banchiere
SAGARIUS: fabbricante di mantelli
CUPEDINARIUS: pasticciere 
TOPIARIUS: giardiniere

MANGIARE A POMPEI

POPINA: bar
THERMOPOLIUM: bar
CAUPONA: trattoria/locanda
TABERNA: ristorante

LE DOMUS 

VESTIBULUM: breve corridoio
ATRIUM: atrio
COMPLUVIUM: ampia apertura quadrata del soffitto
IMPLUVIUM: vasca quadrata per raccogliere l'acqua piovana
TABLINUM: studio
PERISTILIUM: colonnato coperto che circonda un giardino interno
CUBICULUM: camera da letto

Quali sono le ultime scoperte a Pompei?

Gli scavi di Pompei, incredibile patrimonio UNESCO, si estendono per circa 66 ettari di cui 45 scavati. Rimane nascosta perciò ancora un’enorme mole di reperti, che aspetta di essere portata alla luce ed ammirata dai milioni di visitatori, che ogni anno e da tutto il mondo, raggiungono quest’antica città congelata nel tempo.

Iniziati nella seconda metà del XVIII secolo, gli scavi e le ricerche vanno avanti da allora, non solo per trovare nuovi reperti, ma anche per

  • mettere in sicurezza strutture che già esistono,
  • studiare il contesto archeologico
  • restaurare le aree di scavo e riqualificare le aree verdi.

A partire dal 2020, nuove campagne di scavo sono state messe in atto, in particolar modo nella zona a nord della città antica (area della villa di Civita Giuliana) e in quella centrale (regio IX). 
Ma quali sono dunque le ultime scoperte a Pompei?”.
Continua a leggere il mio articolo e lo scoprirai.
Qui di seguito infatti ti propongo una carrellata di alcuni dei principali ritrovamenti degli ultimi 5 anni, che hanno reso questo immenso parco archeologico ancora più ricco e pieno di fascino.

Cosa hanno ritrovato di nuovo a Pompei – Le ultime scoperte

1. La panchina d’attesa alla Villa di Misteri

Gli ultimi scavi nella parte finora inesplorata della conosciutissima Villa dei Misteri,  ha portato alla luce, sulla parte nord-occidentale, una panchina d’attesa in cocciopesto, posta sulla pubblica via di fronte al portone d’ingresso della villa.
Puoi vedere l’immagine originale qui.

E’ probabile che qui si sedessero non solo clienti venuti per chiedere un favore al padrone di casa, ma anche braccianti e mendicanti che percorrevano la strada che metteva in comunicazione Pompei con la moderna Boscoreale.
Era uso infatti che i  padroni romani ricevessero (era la cosiddetta salutatio), spesso durante la mattinata, i clientes, ovvero persone di un livello sociale più basso legate a un personaggio importante della società locale.

In cambio di favori, aiuto in questioni giudiziarie e piccoli o grandi prestiti, questi assicuravano loro sostegno politico  in occasione delle tornate elettorali dell’amministrazione cittadina.
Qualcuno di quelli che aspettava qui, per fare passare il tempo scriveva sul muro con un oggetto appuntito o con un pezzo di carbone. Si riesce infatti a leggere una data, però senza anno, e un possibile nome.
Panchine di questo genere si trovano anche davanti ad alcune domus di Pompei. 

Si può visitare?
Per il momento ancora no

2. Gli affreschi con il culto dionisiaco – 2025

Dagli scavi di una tra le più sontuose e ricche ville dell’antica città e dagli scavi, la Casa del Tiaso (Dioniso), è emersa una grande sala per banchetti affrescata da un ciclo di pitture che raffigurano l’iniziazione ai misteri del dio che muore e rinasce, promettendo altrettanto ai suoi seguaci.
Si tratta di una rara megalografia (nell’area vesuviana ne sono state scoperte solo quattro), ovvero dipinti di grande qualità e con figure a grandezza quasi reale. 
Vai a questo link se vuoi vedere l’immagine originale.

Rappresenta le baccanti come danzatrici ma anche come cacciatrici, con i loro splendidi carnieri, chi con un capretto sgozzato sulle spalle o con una spada e le interiora di un animale nelle mani.
Ci sono anche alcuni giovani satini che suonano il doppio flauto, mentre un altro compie una libagione (un sacrificio di vino) in modo acrobatico.
Al centro c’è una donna con un vecchio sileno che impugna una torcia: é di una inizianda, una donna mortale che, tramite un rituale notturno, sta per essere iniziata nei misteri di Dioniso.

Per sapere di cosa si tratta in maniera più aprofondita puoi guardare a questo link la puntata di Ulisse- Il piacere della scoperta dedicata proprio a questo incredibile ritrovamento.

Si può visitare?
Se vuoi ammirare questo dipinto dal vivo lo puoi fare visitando il “cantiere aperto” dei nuovi scavi, 
solo su prenotazione con un tour guidato di gruppo (15 persone circa) della durata di 45 minuti
La visita si effettua nei giorni feriali al mattino (solitamente alle 11.00)
Per prenotare puoi telefonare al numero 327 2716666.
E’ obbligatorio avere il biglietto d’ingresso al parco archeologico di Pompei. 

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3.  Il sacrario dalle pareti blu – 2024

Nella zona centrale dell’antica Pompei, in un ambiente di circa 8 mq situato nella porzione meridionale dell’isolato pertinente ad un quartiere secondario di una grande domus, è venuto alla luce un probabile sacrario dipinto, dedicato ad attività rituali e alla conservazione di oggetti sacri (qui per vedere l’immagine originale).

Sullo sfondo blu delle pareti sono rappresentate alcune figure femminili che affiancano le nicchie presenti al centro, e che raffigurano, in quelle laterali le quattro stagioni, le Horae, mentre in quelle sulla parete centrale allegorie dell’agricoltura e della pastorizia, come indicano gli attributi dell’aratro e del pedum, un corto bastone usato da pastori e cacciatori.
Dagli scavi sono emersi oggetti che arredavano la casa, momentaneamente sistemati lì in quanto erano in corso dei lavori di ristrutturazione.

Si può visitare?
Anche questo dipinto è compreso nelle visite al “cantiere aperto” dei nuovi scavi visitabile con visita guidata nei giorni feriali su prenotazione e con biglietto di ingresso agli scavi.

4. Gli attrezzi di un carpentiere – 2024

Sono stati scoperti in un ambiente nel quartiere servile della villa di Civita Giuliana. Oltre agli attrezzi da lavoro (una lunga corda, pezzi di legno e una sega con lama) sono presenti un letto e quello che sembra un telaio, forse  che apparteneva ad un altro letto. Il vano è conservato perfettamente e la tecnica dei calchi ha permesso di “riportare in vita” questi reperti con minuzie di particolari.
A questo link  l’immagine originale.

Si può visitare?
Al momento questo incredibile luogo non è visibile al pubblico.

5. Il dipinto di un vassoio con calice e focaccia – 2023

L’affresco è venuto alla luce durante gli scavi nell’insula 10 della Regio IX, e rappresenta un vassoio d’argento con sopra posato un calice di vino e a fianco ad esso una focaccia di forma piatta che serve da supporto per frutti vari (si possono vedere un melograno e forse un dattero), condita con spezie o piuttosto con un tipo di pesto (moretum in latino), indicato da puntini color giallastro e ocra.
Sono poggiati sul vassoio anche frutta secca e una ghirlanda di corbezzoli gialli, accanto a datteri e melograni.
La rappresentazione che si trova su questo dipinto può far pensare ad un’antenato della pizza!
Se vuoi sapere com’è l’immagine originale del dipinto clicca qui

Si può visitare?
Anche questa meraviglia fa parte del percorso  “cantiere aperto” ai nuovi scavi. Puoi visitarlo solo quindi con una visita guidate nei giorni feriali, su prenotazione (tel. 327 2716666). Obbligatorio avere il biglietto di ingresso agli scavi. 

6. I due scheletri trovati nell’Insula dei Casti amanti – 2023

I corpi, due maschi di almeno 55 anni, sono stati rinvenuti riversi su un lato in un ambiente di servizio in cui si erano rifugiati in cerca di protezione (qui per vedere l’immagine originale).
In quel periodo la stanza non era utilizzato perchè probabilmente stavano facendo riparazioni o restrutturazioni alla casa.
Insieme agli scheletri sono venuti fuori anche oggetti, come un’anfora verticale appoggiata alla parete nell’angolo vicino a uno dei corpi e una collezione di vasi, ciotole e brocche accatastata contro la parete di fondo.

Il ritrovamento ha messo in luce che non fu solo l’eruzione a causare la morte degli abitanti dell’area ma anche un terremoto avvenuto in concomitanza.
Parte della parete sud della stanza è crollata colpendo uno degli uomini. La posizione del suo braccio alzato richiama l’immagine di un vano tentativo di proteggersi dalla caduta della muratura.
L’intera sezione superiore della a parete si è staccata ed è caduta nella stanza, travolgendo e seppellendo l’altro individuo.

Si può visiatre?
Puoi visitare questa incredibile scoperta percorrendo il percorso sopraelevato (passerelle sospese) che ti permetterà di osservare dall’alto l’intera Insula dei Casti Amanti, incluse le strutture recentemente scavate e restaurate.

L’ingresso è da via dell’Abbondanza, l’uscita su Casina dell’Aquila.

7. La tartaruga con il suo uovo – 2022

E’ una delle importanti ultime scoperte a Pompei.
Gli archeologi l’hanno trovata in ottimo stato di conservazione sotto il pavimento di una bottega ( ad 1,50 metri di profondità) di Via dell’Abbondanza, una via centalissima dell’antica città di Pompei.
Il suo carapace é quasi intatto, la testa intonsa, così come la coda e una delle zampe.
Il suo ritrovamento fa luce sugli ultimi anni di vita della città, che dopo quelli successivi al terremoto si era trasformata in un cantiere edilizio.  
La testuggine si era evidentemente introdotta nella taberna per scavare la tana e deporre il suo uovo.
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Nella stessa zona sono emersi dagli scavi anche bellissimi mosaici dai disegni raffinati e rari.

Si può visitare?
Per il momento no. La testuggine è conservata presso Laboratorio di Ricerche Applicate del Parco Archeologico di Pompei 

8. La stanza degli schiavi – 2021

Si tratta di un ambiente rimasto integro fino all’arrivo dei flussi piroclastici, con il portico che ha retto perchè i lapilli si sono fermati sulla soglia. Si trova presso la grande villa suburbana di Civita Giuliana ed è uno stanzino occupato da schiavi stallieri, forse una piccola famiglia, ancora incredibilmente intatto con tutto il suo corredo di povere cose.
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Nella stanza ci sono mobili molto semplici, dall’aspetto essenziale: tre brandine disposte a ferro di cavallo e con misure diverse, la più piccola destinata a un bambino.
Niente materassi solo una rete di corde con sopra solo una pezza di tessuto che il calco in gesso ha fatto ritornare alla luce con incredibile realtà. I muri sono spogli, con piccola finestra.
Sotto un letto si trova una pecie di di cestino e una piccola brocca. Accanto ai letti sono accatastate anfore e vasi.

Si può visitare?
Per il momento questo luogo non è aperto al pubblico.

9. Il carro da Parata – 2021

Trovato nel sito della villa suburbana di Civita Giuliana, si tratta di un carro spettacolare per i suoi complessi e raffinati decori realizzati in stagno e per la sua eleganza e leggerezza.
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E, cosa ancor più incredibile, per il fatto che si sono mantenute le tracce dei cuscini, delle funi per reggere le corone di fiori, e addirittura le impronte di due spighe di grano lasciate su un sedile.
Dipinto di rosso e rivestito da decorazioni a tema erotico, il carro veniva forse usato per il culto di Cerere e Venere, o, con più probabilità, per un’aristocratica cerimonia di nozze.
Questo genere di carri non era mai stato trovato in Italia.

Si può visitare?
Se vuoi ammirarlo devi andare all’Antiquarium di Boscoreale (Viale Villa Regina 1), situato nelle immediate vicinanze dellarea archeologica di Villa Regina.
Nel caso tu arrivi in auto puoi raggiungerlo uscendo dall’Autostrada A3 Napoli-Salerno a Torre Annunziata sud oppure Boscoreale e poi seguendo le indicazioni per Viale Villa Regina.
Se invece sei già agli scavi c’è una navetta, chiamata Pompeii Artebus, che collega Pompei (Piazza Esedra) con l’Antiquarium di Boscoreale / Villa Regina

10. I corpi quasi integri di un quarantenne con un mantello e il suoi schiavo – 2020

Rappresenta un ritrovamento eccezionale. Dopo più di 150 anni dal primo utilizzo del metodo Fiorelli infatti, non solo si è potuto ottenere calchi perfetti delle vittime, ma anche, grazie a tecnologie innovative, a sondare e documentare ciò che portavano con se i due uomini nel preciso momento in cui vennero sorpresi dai vapori bollenti dell’eruzione: un manufatto in lana, forse una coperta o un altro mantello ( clicca qui per vedere l’immagine originale).
Non è ben chiaro quale fosse il loro ruolo all’interno della residenza dove sono stati rinvenuti, ovvero villa suburbana di Civita Giuliana.
Il calchi, che hanno riportato, come se fosse successo ieri, la posizione delle mani appoggiate sul petto, il cotone della tunica arricciata sul ventre dell’uomo.

Si può visitare?
Al momento no.

11. Il thermopolio

Lo scavo si trova nella Regio V, all’angolo tra il vicolo dei Balconi e la via della Casa delle Nozze d’Argento.
Si tratta di un’antica tavola calda di Pompei, dove si servivano bevande e cibi caldi, come indica il nome di origine greca, conservati in grandi dolia (giare) incassati nel bancone in muratura.
Erano luoghi erano molto diffusi nel mondo romano, frequentati dal ceto medio e basso che erano soliti consumare il pasto fuori casa.
Il Thermopolio della Regio V è diverso da tutti gli altri per l’incredibile decorazione del bancone dipinto, con le immagini della Nereide a cavallo di un ippocampo e di animali probabilmente preparati e venduti proprio nel locale.
Dall’ scavo è emerso anche del materiale da dispensa e da trasporto, (delle anfore, una patera di bronzo,  un’olla di ceramica comune da mensa ed altro). Sono stati inoltre ritrovati resti ossei di animali e due corpi umani delle vittime dell’eruzione.
Se vuoi vedere l’immagine originale clicca qui 

Si può visitare?
Solo dall’esterno secondo gli orari normali di apertura

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Visitare gli scavi di Pompei di sera

Il brusio dei turisti si placa, le ombre diventano lunghe e le luci calde disegnano profili che sembra che si muovano. Scende una quiete quasi sacra, interrotta solo dalla voce del vento, dai passi dei visitatori sul basalto, dal canto dei grilli.
Visitare gli scavi di Pompei la sera è così: ti conduce in un’altra dimensione, dove la città non è più un sito archeologico ma un luogo che prende vita e a cui si può immaginare di appartenere per un istante.

Piacerebbe anche a te vivere l’esperienza di aggirarti tra le antiche strade rese magiche dalle luci soffuse?
Sappi che questo sogno può diventare realtà: il parco archeologico, in occasioni speciali, che variano di anno in anno, ti permette, soprattutto d’estate, di godere delle sue aree più suggestive (come la Villa dei Misteri, l’Anfiteatro, il Foro o le Terme) anche la sera, solitamente dalle 20.00 alle 23.00, con l’ultimo ingresso alle 22.00
Per rendere ancora più magici questi momenti inoltre organizza concerti, spettacoli, visita a mostre, passeggiate ed itinereri speciali che ti faranno vivere emozioni che difficilmente potrai dimenticare.

Alcuni consigli utili:

  • Per la tua passeggiata serale indossa scarpe comode per affrontare con facilità la pavimentazione tutt’alto che regolare. I basalto fa brutti scherzi anche di giorno, a maggior ragione quando la luce è bassa.
  • Se sei appassionato di fotografia porta con te un treppiede leggero: la luce calda delle pietre laviche, delle colonne, degli affreschi e dei mosaici ti faranno fare scatti da sogno. Inoltre il contrasto tra il buio del vesuvio e il dorato delle domus crea un contrasto mozzafiato.
    Evita però flash o luci artificiali: rovinano gli affreschi e disturbano l’atmosfera
  • Terminata la visita fermati a bere un bicchiere di Lacryma Christi in uno dei locali che si trovano vicino all’ingresso: concluderai in modo perfetto questa magnifica esperienza.
  • Se non raggiungi gli scavi autonomamente, valuta bene i mezzi di trasporto pubblici disponibili, in modo da rientrare alla tua sistemazione comodamente.
    Se invece arrivi con la tua auto controlla bene che il parcheggio che hai scelto (ce ne sono diversi nei pressi degli ingressi principali), controlla che questo resti aperto fino alla chiusura del sito (alle 23.00 circa)

Nel caso in cui non potete essere a Pompei nelle date delle aperture serali, potete godervi comunque il parco alle luci del tramonto, immersi in una magica atmosfera, senza la confusione della fola, accompagnati da una guida esperta.

Qui sotto alcuni pacchetti per richiedere la guida. Non è compreso il biglietto di ingresso, che puoi acquistare QUI.

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