Silvia è content creator dal 2010 ed esperta d'informazione turistica per città d'arte italiane. Laureata in Lettere Classiche, è appassionata della storia, della cultura e delle curiosità delle città del Bel Paese, nonché conoscitrice di tutti i trucchi per una perfetta vacanza in Italia.
Se state visitando gli scavi di Pompei con bambini piccoli che hanno bisogno di essere allattati o dovete cambiargli il pannolino, la cosa più comoda è utilizzare i Baby Point. Essi offrono infatti un momento di tranquillità e privacy dove potervi dedicare alle necessità dei vostri bebè.
Li trovate in tre luoghi diversi del parco archeologico: in via dell’Abbondanza, in Via di Nola, e all'incrocio via Stabiana e via della Fortuna
Non dovrete fare altro che ritirare le chiavi agli ingressi, far mangiare o cambiare il vostri bambini e, una volta terminato di visitare, riconsegnare le chiavi.
Se volete avere tutte le altre informazioni pratiche consultate la nostra pagina dedicata alle risposte alle vostre domande per visitare Pompei
Tra le attrazioni più note del Parco Archeologico partenopeo ci sono i Calchi di Pompei, realizzati in gesso con una particolare tecnica, chiamata Metodo Fiorelli a partire da circa un secolo e mezzo fa.
Dove visitare i Calchi di Pompei
Come detto i calchi sono tra le curiosità su Pompei e le attrazioni più interessanti da osservare durante una visita al Parco Archeologico più famoso del mondo.
Sono molti i luoghi degli scavi dove è possibile fermarsi ed osservare da vicino i calchi degli dall’eruzione del Vesuvio nel 79. Tra questi:
L’Orto dei FuggiaschiForse il più noto sito per osservare i calchi.
È qui che si possono visitare quelli dei corpi di 13 persone coperte da una coltre di lapilli.
Le 13 vittime sono adulti e bambini colti dall'eruzione mentre stavano cercando scampo verso le mura della città.
L'Antiquarium
Sotto la terrazza del tempio di Venere con affaccio su Porta Marina.
Trovate ripercorsa la storia di Pompei dall’età sannitica (IV secolo a.C.) fino alla tragica eruzione del 79 d.C. Ci sono calchi delle vittime dalla villa di Civita Giuliana.
L’Anfiteatro di Pompei
Anche qui è possibile rivivere gli ultimi attimi della popolazione pompeiana, osservando oltre 20 calchi.
Le Terme
Alcuni calchi sono esposti nelle Terme Stabiane, tra i luoghi più frequentati dagli abitanti della cittadina.
La Villa dei Misteri
Oltre allo stupendo panorama sul golfo di Napoli, anche qui si trovano teche con alcuni dei calchi rinvenuti nella città partenopea.
Non c’è un unico luogo per visitare i calchi. Bisogna infatti esplorare il Parco Archeologico di Pompei in lungo e in largo per poter vedere più di un esemplare.
I calchi sono conservati in apposite teche per ripararli dalle intemperie e dalla contaminazione dei visitatori.
Sia che tu voglia visitare Pompei in un giorno, sia tu abbia la fortuna di dedicare agli scavi più tempo, sono un'attrazione assolutamente da non perdere!
Una città e una cultura sepolte per circa 1700 anni: é quella di Pompei e delle cittadine limitrofe, che hanno subito il tragico destino della più nota eruzione del Vesuvio nel 79 d.c.
La prima ad essere scoperta fu Ercolano: per questo la famiglia Borbone propose di iniziare degli scavi anche nei luoghi dove erano stati rinvenuti monete e oggetti antichi. Gli storici iniziarono i lavori su quella che credevano fosse l’antica Stabia - ma che si rivelò essere Pompei.
I primi scavi cominciarono già a partire dal 1748, si fermarono per qualche anno a causa della scarsità dei reperti ritrovati.
Ricominciarono più avanti per il volere del nuovo direttore Giuseppe Fiorelli, utilizzando nuove tecniche archeologiche.
Tecniche utilizzate durante i lavori
La tecnica che ci permette di conoscere numerosi dettagli sulla vita di Pompei e dei suoi abitanti, e quindi di visitare ancora oggi questi luoghi incantati, è definita “calco”. Per calco si intende il processo che consisteva nel versare del gesso, oppure una miscela di acqua e cemento, nelle cavità lasciate dai corpi e materiale decomposto.
La cenere proveniente dal Vesuvio aveva infatti coperto la città di Pompei con una coltre, che in seguito si indurì. Con il decomporsi delle materie organiche, come legno o come i corpi dei cittadini, si formarono dei vuoti nella cenere indurita.
Grazie a questa particolare tecnica archeologica ci è permesso di conoscere la storia della città prima dell’eruzione del Vesuvio dell’anno 79 d.c.
Giuseppe Fiorelli, direttore del sito dove si svolgevano gli scavi, sperimentò la tecnica a partire dal 1863. Dopo la colata, era sufficiente attendere che il cemento o gesso si solidificasse, per poi procedere con gli scavi, svelando i segreti delle cavità.
Curiosità sui Calchi di Pompei
Dopo l’utilizzo della tecnica avanzata per il recupero, i calchi di Pompei vennero ampiamente osservati e studiati dagli storici. Furono molte le scoperte curiose che vennero alla luce nel corso degli anni:
Fu la cenere, non la lava, a coprire Pompei.
Quando si parla di una eruzione, si é soliti associare questo evento naturale con una coltre di lava.
Ma non fu il caso del Vesuvio nel 79 d.c. Pompei fu ricoperta da una ventata di materiale piroclastico infuocato che bruciò tutto quello che stava sul suo cammino, rendendo possibile il ritrovamento dopo 1700 anni.
Tra i calchi di Pompei troviamo il calco chiamato "I due amanti", una coppia abbracciata sorpresa dall'eruzione del Vesuvio.
Si è spesso parlato del sentimento e della commozione scaturita da questa coppia. Recentemente, altri rilevamenti ci hanno permesso di conoscere un dettaglio fondamentale: i due amanti sono entrambi uomini.
L’eruzione del 79 d.c. non fu solo ciò che distrusse la città di Pompei.
Fu anche il motivo per il quale oggi conosciamo molti dettagli sulla cultura pompeiana antica.
Grazie i calchi possiamo notare come gli abitanti avessero dei denti bianchissimi, questo poiché la loro dieta era quasi priva di zuccheri.
BIGLIETTI POMPEI
POMPEI SCAVI ORARI
Dal 1 novembre al 31 marzo
Martedì - Domenica dalle 9.00 alle 17.00. Ultimo ingresso alle 15.30.
Visitare Pompei è un'esperienza unica al mondo, che chiunque di noi dovrebbe fare almeno una volta nella vita.
Aggirarsi per le strade della città, vedere le case, le botteghe, i maestosi edifici pubblici di questo luogo, conservato così come era circa 2000 anni fa, non ha veramente prezzo.
Gli scavi hanno una superficie molto vasta e le cose da vedere a Pompei sono davvero tantissime.
Scegli perciò cosa non perdere anche in base al tempo che hai a disposizione: se puoi visitare Pompei in un giorno oppure se hai la fortuna di poter dedicare a questo meraviglioso luogo qualche momento più.
Qui di seguito ti propongo una breve carrellata di alcune delle attrazioni che puoi ammirare durante il tuo itinerario negli scavi di Pompei, sicura che attireranno la vostra curiosità e ti lasceranno a bocca aperta.
E' una delle attrazioni principali del sito archeologico. Si tratta di una casa di epoca romana (risale al III-II sec. a.c.) ed è una delle abitazioni più grandi della città.
Deve il suo nome alla statua in bronzo raffigurante un satiro che si trova nell'impluvium. Fu completamente sepolta durante l'eruzione del Vesuvio del 79 d.c..
Ospita il meraviglioso mosaico raffigurante la vittoria di Alessandro Magno su Dario e i Persiani
Si trova non lontano da Porta Marina ed è una delle prime attrazioni che si incontrano. occupa gran parte della Regio VI della Insula 12.
Di epoca sannitica ma integralmente ricostruito nel II secolo a.c. e ristrutturato in epoca successiva, fu edificato sulle pendici di una collina. Poteva contenere all'incirca 5000 spettatori.
All'interno del teatro venivano rappresentate commedie, pantomimi e le famose atellane, oltreché il mimo, lo spettacolo preferito dai cittadini di Pompei.
Non dimenticare di inserirlo nel tuo itinerario per visitare Pompei.
Si trova poco fuori le mura dell'antica città (circa 800 metri da Porta Ercolano) e si tratta di una villa suburbana databile all'epoca romana (venne edificata nel II secolo a.c.).
E' sicuramente uno degli edifici più visitati del parco Archeologico degli scavi di Pompei.
Deve il suo nome al bellissimo ciclo di affreschi che si trovano al suo interno e che rappresenta il culto misterico di Dioniso.
In tutta l'area archeologica se ne trovano ben 89.
Si trattava di locali dove era possibile acquistare cibi caldi e bevande. A pranzo era infatti molto usuale mangiare fuori casa. Erano costituiti da un banco in muratura che si affacciava sulla strade e faceva da vetrina e in cui erano incassate delle giare contenenti i prodotti da vendere che si affacciava sulla strade e faceva da vetrina. In alcuni casi era presente anche una sala adiacente dove era possibile consumare il pasto.
Nel tour alla scoperta di Pompei non puoi perderti la Casa dei Vettii, tra le più lussuose di Pompei e dove si trovano il numero più alto di affreschi molto ben conservati. Apparteneva a due ricchi fratelli facenti parte al ceto dei liberti.
La villa rappresenta uno dei massimi esempi d'arte romana del I secolo.
Foto di Mario Vigna
POMPEI SCAVI ORARI
Dal 1 novembre al 31 marzo
Tutti i giorni
dalle 9.00 alle 17,00. Ultimo ingresso alle 15.30.
Il Vesuvio non è solo il simbolo della città metropolitana di Napoli, è anche il suo fedele protettore. Questo nonostante, nel corso della storia, non sia stato proprio un ottimo compagno.
Domina tutto il Golfo di Napoli e, insieme a Stromboli ed Etna, é uno dei tre vulcani attivi d'Europa.
È possibile visitarlo grazie a diversi percorsi di trekking, che si possono affrontare da soli oppure accompagnati da una guida turistica.
Qualsiasi modo si scelga, la salita lungo il cammino e la vista dal cratere ne valgono davvero la pena!
Visitare il vulcano è un'ottima idea per una gita nei dintorni di Pompei in un giorno.
COME RAGGIUNGERLO
Raggiungere il Vesuvio è molto semplice.
Ci sono diverse modalità in base al tempo a disposizione per la visita e il budget di cui disponete.
Perderlo di vista è praticamente impossibile, perché sovrasta tutta la città metropolitana di Napoli.
Perciò, la maniera più semplice e immediata per visitare il vulcano è andarci a piedi.
Per gli esperti scalatori, visitarlo a piedi sarà un gioco da ragazzi.
Non avete esperienza? Nessun problema.
Ci sono ben 11 sentieri diversi, per un totale di 54 chilometri per esplorare il vulcano in lungo e in largo.
1. CON UNA GUIDA
Tour guidati per il Vesuvio ne esistono a centinaia:
Alcuni durano la mezza giornata mentre altri una giornata intera.
A volte comprendono il pranzo, o uno spuntino, altre volte no.
Comprendono il trasporto da Napoli oppure la guida ti aspetta all’entrata del parco.
E’ chiaro che il prezzo varia a seconda della durata della visita e in base alla tipologia di tour guidato per il Vesuvio che prentate.
Potete scegliere alcuni dei pacchetti che vi proponiamo qui sotto
2. CON UN BUS ORGANIZZATO
Potete comodamente raggiungere l’ingresso per il parco del Vesuvio con un autobus privato, organizzato prima o durante la vostra visita.
Potete infatti prenotare questo servizio ai punti di informazione turistica oppure presso moltissime strutture ricettive nella città metropolitana di Napoli.
Un autobus privato da Napoli all’ingresso del Parco costa circa 15 € e non include l’accesso al parco né una visita guidata.
Diverse compagnie effettuano questo servizio: portandoti all’entrata del parco in mattinata ed aspettandoti all’uscita nel pomeriggio.
3. CON I MEZZI PUBBLICI
Pratica più economica rispetto ad un trasporto privato, utilizzare i mezzi pubblici per visitare il Vesuvio è allo stesso tempo conveniente e comodo.
Dalla stazione di Napoli Centrale prendete un treno regionale e scendete alla fermata di Ercolano Scavi.
Da qui, un autobus locale per arrivare a destinazione.
La durata totale del tragitto è di circa 40 minuti.
Il Parco Nazionale del Vesuvio è aperto alla visita durante tutto l’anno, a patto di condizioni meteorologiche favorevoli.
La visita è quindi sconsigliata nei mesi invernali per l’incertezza del meteo e più indicata in primavera o in autunno.
Potete accedere a partire dal mattino fino al calare del sole:
A marzo ed ottobre, dalle ore 9.00 alle ore 16.00
Ad aprile, maggio, giugno e settembre il parco è aperto dalle 9.00 alle 17.00
A luglio e agosto si dalle 9.00 fino alle 18.00
I SENTIERI
I sentieri che permettono di esplorare la riserva del Vesuvio variano in lunghezza e quindi in tempi di percorrenza (dai 30 minuti alle 6-7 oredi cammino), e in difficoltà, bassamedia o alta in base anche e soprattutto alla pendenza del tracciato.
Tra i percorsi più interessanti:
Il Trenino a Cremagliera - una passeggiata di 2 ore lungo un tragitto di difficoltà media alla scoperta del percorso storico di ascesa al vulcano partendo dalla cittadina di San Sebastiano.
L’Olivella - una camminata di difficoltà bassa di circa 2 ore e mezza attraverso le stupende campagne di Sant’Anastasia.
Il Fiume di Lava - percorso di circa un’ora, accessibile grazie ad un livello basso di difficoltà, attraverso un paesaggio quasi lunare formato dalla colata lavica.
Due sono invece i tracciati accessibili a chiunque:
Il Monte Somma - con partenza da Ercolano attraversando Via San Vito.
Lo Stradello della Via Traversa - con partenza lungo la provinciale Ercolano-Vesuvio.
Esiste anche un altro tracciato chiamato Monte Somma, di livello difficile, che permette di esplorare la vetta più alta del monte, chiamata Punta Nasone.
Salire fino alla parte sommitale, cioè fino al cratere del vulcano, il cosiddetto sentiero Gran Cono del Vesuvio, è un’esperienza adatta a molti.
Consiste in una passeggiata di circa 2 ore e 30 lungo un percorso piano e accessibile.
CONSIGLI
Visitare il simbolo di Napoli è un’esperienza fantastica, che consiglio agli appassionati di turismo, agli avventurieri e agli amanti della natura.
Per viverla al meglio, ci sono alcuni consigli che voglio darti prima della partenza.
Ritaglia un giusto lasso di tempo alla visita.
Prendnditi almeno 1 ora e mezza per esplorare parte dei sentieri tracciati nel Parco.
Se puoi, percorrene più di uno, per vivere al meglio la biodiversità di questo luogo.
Controlla sempre il meteo prima della partenza
Indossale scarpe più comode che hai messo in valigia.
Dovrai fare infatti delle lunghe passeggiate, a volte in salita e su un terreno non sempre spianato.
Prima del rientro all’alloggio fermati ad assaggiare i prodotti del luogo, come il vino Lacryma Christi, prodotto con le uve coltivate sul suolo vulcanico.
IL VULCANO
Alto 1281 m slm, è situato all'interno di una parziale caldera (un'ampia conca) di più o meno 4 metri quadrati.
La caldera è la parte che rimane di un precedente vulcano, quello che oggi chiamiamo Monte Somma, dopo che l'eruzione del 79 d.c., raccontata da Plinio il Giovane, aveva fatto crollare il fianco sud, dove si è formato il cono attuale con il suo cratere.
Per questo motivo il complesso vulcanico si chiama Somma-Vesuvio, mentre con Vesuvio ci si riferisce al cono interno.
È un tipico vulcano poligenico e misto. Lo compongono infatti lave di composizione chimica diversa ed é formato sia da colate di lava sia da depositi piroclastici.
La sua storia risale a circa 400 mila anni fa, anche se le informazioni più certe si riferiscono agli ultimi 25mila anni.
I tre periodi principali
Dalle origini al 79 d.c.: si forma il monte Somma, poi demolito da diverse eruzioni esplosive
Dal 79 d.c. al 1631: nel 79 si verifica l'incredibile eruzione che seppellì sotto metri di ceneri bollenti e colate di fango le città di Pompei ed Ercolano, Oplonti e Stabia. Nei secoli successivi si verificano molteplici eruzioni
Dal 1631 ad oggi: nel 1631 un’altra violenta eruzione del vulcano dà il via ad una nuova fase di attività, caratterizzata da eruzioni numerose.
Con l'ultima eruzione del 1944 é entrato nella fase di "riposo attivo".
Oltre a queste eruzioni significative, ci sono state molte altre eruzioni di varia entità nel corso dei secoli.
Bisogna tenere presente che la montagna è ancora attiva e può riprendere la sua attività eruttiva in futuro.
Gli scienziati lo monitorano costantemente per proteggere la popolazione circostante.
Origine del nome
Ci sono diverse ipotesi
Ha un'origine indoeuropea. La radice aues ricondurrebbe al termine illuminare, bruciare
Deriva da Vesbio capitano dei Pelasgi che dominò su quella zona
Deriva da Veh Suis (guai ai suoi), con riferimento al fatto che la maggior parte delle sue eruzioni avevano preceduto o seguito avvenimenti importanti per la regione campana o la stessa città di Napoli. Avvenimenti quasi sempre nefasti.
Ora che sai proprio tutto sulla visita a questo affascinante luogo famoso in tutto il mondo, non ti resta che fare la valigia e goderti l'esperienza. Sono sicura che ne rimarrai entusiasta e ne conserverai un bellissimo ricordo.
Buona Vacanza!
Visitare Pompei da Napoli può essere un'ottima idea se state programmando una vacanza di qualche giorno nella bellissima città partenopea. Gli scavi distano infatti solo 24 chilometri: sarete vicinissimi al sito archeologico più visitato al mondo e la terza attrazione più visitata in Italia dopo il Colosseo e gli Uffizi. Vi consigliamo perciò di non perdere questa occasione unica.
Come visitare Pompei da Napoli
In Treno
È il modo più comodo per arrivare agli scavi di Pompei da Napoli. Potete scegliere se prendere:
La Circumvesuviana nella tratta Napoli-Sorrento (35 minuti di percorrenza) che vi lascerà vicinissimo all'ingresso principale del parco archeologico. I treni partono dal binario 3 della stazione Circumvesuviana di Napoli Piazza Garibaldi. Si trova al piano inferiore dello stesso edificio della stazione di Napoli centrale. Cercate le scale situate al centro della stazione e scendete. Scendete poi alla fermata Pompei Scavi Villa dei Misteri e vi troverete proprio davanti all'ingresso di Porta Marina Superiore. L'Ingresso di piazza Esedra (Porta Marina Inferiore) è un po' più in basso. Potete comprare il biglietto alla biglietteria o a una delle edicole presenti nella stazione.
Il Treno metropolitano (38 minuti di percorrenza), che ferma a circa 10 minuti a piedi dall'ingresso est. Parte da Napoli Piazza Garibaldi e dovete scendere alla stazione di Pompei (non Pompei scavi!).
In autobus
Ci impiegano circa 45 minuti e partono dalla stazione di Napoli centrale. Potete prendere gli autobus
della linea SITA
della compagnia EAVBUS
delle autolinee CSTP (numeri 004 e 075 della fermata Ferraris-INPS). Queste ultime due opzioni, però sono quelle con cui ci si impiega di più perchè gli autobus effettuano molte fermate.
IN MACCHINA
Se decidete di raggiungere Pompei in auto basterà imboccare l’autostrada Napoli-Salerno (A3) e uscire al casello di Pompei Ovest. Una volta arrivati potreteparcheggiare la macchina appena fuori dalle mura storiche, nei numerosi parcheggi a pagamento e gratuiti.
IN TAXI
Può essere un'alternativa se viaggiate in più persone. È sicuramente la soluzione più rapida (impiega infatti solo una ventina di minuti), ma se siete da soli risulta una soluzione costosa. Si spendono infatti tra i 26 e i 32 euro a tratta.
Se volete visitare Pompei da Napoli potete anche scegliere di non organizzare tutto da soli, ma di seguire un tour organizzato. Non penserete a nulla se non a godervi l'esperienza!
Qui di seguito ve ne consigliamo qualcuno:
VISITA NAPOLI POMPEI
Prima di partire per visitare Pompei da Napoli vi tornerà utile seguire questi pochi accorgimenti che vi elenchiamo di seguito. Vi eviteranno inconvenienti e vi permetteranno di vivere una giornata indimenticabile.
indossate scarpe comode e chiuse, dovrete camminare a lungo su strade un po' dissestate e quindi a volte poco agevoli
Vestitevi a strati nelle medie stagioni o con abiti leggeri se visitate d'estate e indossate un cappello. Ci sono poche zone d'ombra. La visita agli scavi di Pompei dura ore perciò potrebbe risultare decisamente più faticosa se dovrete sopportare il sole in testa e soffrire il caldo. Non dimenticate poi un ombrello nel caso facesse brutto tempo
Portatevi dell'acqua da bere, per lo stesso motivo di cui vi abbiamo appena parlato
Portate con voi una crema solare, a meno che non visitiate d'inverno, per proteggere la pelle dal sole
Portatevi degli snack nel caso vi venisse fame durante la visita perchè nel parco archeologico troverete solo un punto ristoro gestito da Autogrill, alle spalle del Tempio di Giove.
Acquistare i biglietti
Per arrivare preparati vi consigliamo di prenotare i vostri biglietti on line, risparmierete tempo e fatica. Se volete potete scegliere tra i vari pacchetti che vi proponiamo qui sotto. Godetevi la visita!
Gli orari degli scavi di Pompei
Dal 1 novembre al 31 marzo Tutti i giorni dalle 9.00 alle 17,00. Ultimo ingresso alle 15.30.
Dal 1 aprile al 31 ottobre Tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00. Ultimo ingresso alle 17.30.
Visitare Pompei è un'esperienza incredibile. Si viene proiettati in una dimensione in cui il tempo si è fermato. L'eruzione del Vesuvio ha infatti "congelato" una città in piena attività e, come un incantesimo, tutto è rimasto esattamente così come era 2000 anni fa.
Per vivere al meglio la tua visita a Pompei scavi, devi però seguire alcune accortezze perchè altrimenti la permanenza nel parco archeologico potrebbe diventare molto pesante.
Per aiutarti a capire come goderti al meglio questo tuffo nel passato, ti elenco tutte le principali cose da fare.
Negli scavi ci sono poche zone d'ombra e spesso le giornate sono assolate e calde. Portati quindi una cappello e un paio di occhiali (per te e soprattutto per i tuoi pargoli, se vuoi visitare Pompei con bambini) e tanta crema solare!
Munisciti inoltre solo di borse o zainetti leggeri.
2. Portare tanta acqua
La visita a Pompei dura diverse ore, frequentemente sotto il sole cocente.
Non dimenticarti di portare una o più bottigliette d'acqua.
Nel casotu l'abbia finita puoi bere alle numerose fontane che erogano acqua potabile, sparse per il Parco archeologico.
In alternativa puoi comprare dell'acqua o altre bevande presso il bar-ristorante che c'è all'interno dell'area archeologica.
3. Prenotare il biglietto on line
Ti suggerisco di acquistare il biglietto di ingresso già prima di partire. Avrai diritto all'ingresso prioritario e non dovrai fermarti a fare lunghe code. Potrai risparmiare tempo e cominciare subito a visitare!
4. Procurarsi una cartina degli scavi
All'interno dell'ufficio informazioni presso le biglietterie del Parco archeologico di Pompei puoi trovare delle cartine gratuite. Procuratene una in modo da sapere sempre dove sei e qual è la porta più vicina a te, e, soprattutto, evitare di andare avanti e indietro inutilmente.
5. iniziare a visitare Pompei all'apertura
Ti consiglio di iniziare a visitare gli scavi appena aprono, così da evitare la calca (almeno per un po'!) e avere più tempo da dedicare alle attrazioni.
6. arrivare già con l'itinerario
Pensa già in anticipo a cosa vuoi vedere e cosa invece vuoi tralasciare. Evita gli itinerari che ti fanno ritornare più volte sugli stessi punti
7. Visitare Villa dei Misteri per ultima
Vai ad ammirare la Villa dei Misteri come ultima cosa.
Troverai lì una delle uscite ed eviterai perciò di tornare indietro sui vostri passi.
POMPEI SCAVI ORARI
Dal 1 novembre al 31 marzo
Tutti i giorni
dalle 9.00 alle 17,00. Ultimo ingresso alle 15.30.
Se sei in vacanza in Campania e nel tuo programma hai potuto inserire solo un tappa veloce per una visita agli scavi di Pompei in mezza giornata non preoccuparti.
Con un buon itinerario e tanta voglia di camminare riuscirai lo stesso a vedere i punti di interesse principali del parco archeologico: sarà un assaggio che ti farà venire voglia di tornare a visitare Pompei con più calma e goderti tutte le cose da vedere in questa incredibile città rimasta sospesa nel tempo.
Per risparmiare tempo e fatica ti consiglio di procurarti i biglietti on line ad ingresso prioritario.
Munisciti inoltre di una mappa degli scavi di Pompei.
Se non l'hai con te potrai prenderla all'ingresso della biglietteria di Porta Marina.
Visitare Pompei in mezza giornata
Con l'itinerario che ti propongo qui di seguito calcola di impegnare almeno 3 ore.
1. il Foro
Entrando da Porta Marina percorri tutta via Marina per arrivare a visitare il Foro di Pompei (Regio VII, Insula 8), da cui potrai godere di una strepitosa vista del Vesuvio.
Il Foro era il fulcro della città.
Sull'area della piazza , della grandezza di 142 m per 38 m, si trovavano gli edifici religiosi più importanti. quelli pubblici dove veniva amministrata la giustizia, e parte dei mercati.
Non erano invece presenti abitazioni private.
2. I granai del Foro
Nel tuo tour per visitare Pompei in mezza giornata non mancare diandare ai granai del foro (Regio VII, Insula 7), l'antico mercato della frutta e della verdura, ora adibito a deposito di reperti derivanti dall'area archeologica, come tantissime anfore, bracieri, un forziere che fungeva da cassaforte, calchi...
Si trovano sul lato occidentale della piazza e presentano otto aperture separate da pilasti in laterizio
3. il lupanare
Usciti dai granai del Foro, se vuoi conoscere parte dei costumi, il pensiero e la vita quotidiana degli antichi romani, recati a fare visita al Lupanare (Regio VII, insula 12.8), uno dei siti più visti degli scavi di Pompei. Era la casa di piacere ufficiale della città, che contava almeno 25 bordelli di diverso tipo.
4. Terme stabiane
La visita agli scavi di Pompei prosegue percorrendo Vicolo del lupanare e girando poi in Via dell'abbondanza per raggiungere le Terme stabiane (Regio VII, Insula 2) l'edificio termale più antico della città.
Nelle terme non solo si faceva il bagno, ma si discuteva anche di politica, di battaglie, di processi, di donne.....era il salotto cittadino dove venivano discussi i fatti del giorno.
5. casa del menandro
Con una brevissima passeggiata, dalle Terme stabiane vai alla Casa del Menandro (Regio I, Insula 10.4). Rappresenta un bell'esempio di domus appartenuta ad una famiglia benestante. I suoi affreschi e i pavimenti sono molto ben conservati. Bellissimi il salone, con scene tratte dalla guerra di troia e le eleganti terme private decorate con mosaici e stucchi.
6. teatro grande e odeion
Concludi il tuo tinerario per visitare gli scavi di Pompei in mezza giornata andando a vedere il quartiere dei teatri (Regio VIII, Insula 7 e 12). Il Teatro grande risale all'epoca sannitica, mentre l'Odeion, simile per per lo stile architettonico e per la forma è di epoca romana.
Terminato questo breve tour nel passato, puoi uscire attraverso il quadriportico dei teatri (Regio VIII, Insula 7,16-17)
Orari Pompei scavi
Dal 1 novembre al 31 marzo
Tutti i giorni
dalle 9.00 alle 17,00. Ultimo ingresso alle 15.30.
Dal 1 aprile al 31 ottobre
Tutti i giorni
dalle 9.00 alle 19.00. Ultimo ingresso alle 17.30.
Sede del mercato della lana (dove si svolgevano le vendite, ma anche le trattative per stabilire prezzi e quantità) e della corporazione dei fullones, ovvero dei lavandai, l'Edificio di Eumachia è uno dei punti di interesse che puoi inserire nel tuo itinerario per visitare Pompei. Si trova sul lato est del Foro, tra il tempio idi Vespasiano e il comitium, da cui è separato attraverso la via dell'Abbondanza. La costruzione dell'edificio si deve ad Eumachia, sacerdotessa di Venere, come testimonia l'iscrizione sulla statua ritrovata in una nicchia dell'edificio. La statua la ritrae con i paramenti sacri. E' una copia, l'originale si trova al Museo Archeologico di Napoli.
Un'altra iscrizione, posta su un'architrave vicino ad un ingresso secondario lungo via dell'Abbondanza prova che era dedicato a Livia, madre di Tiberio e perciò venne costruito per devozione alla famiglia imperiale e per esaltare la concordia e la pietas augusta.
Eumachia sposò un ricco ed influente membro della famiglia dei Numistri, alla cui morte aveva ereditato la sua attività commerciale dedita alla produzione della lana, diventando il capo della corporazione dei fullones, i lavandai che gestivano le fulloniche (lavanderie), che tanta importanza avevano nell'economia delle città romane.
Stuttura
L'edificio di Eumachia presenta una facciata prospiciente il foro, caratterizzata da due esedre semicircolari, due piattaforme accessibili con delle scalinate e quattro nicchie dove erano esposte le statue dei progenitori della famiglia imperiale (Enea, Romolo, Giulio Cesare, Augusto). questo è testimoniato da alcuni frammenti di iscrizioni.
Tra le nicchie si trova un portale d'accesso. La facciata è preceduta da un'area stretta e lunga, circondata su tre lati da colonne e basi di statue. L'area interna prevede un grande cortile dove potrai vedere ciò che rimane di un porticato a doppio ordine di colonne e un abside dove, su un podio, era collocata la statua della Concordia Augusta.
Superato il portico c'era un criptoportico, dove, alle spalle dell'abside è stata rinvenuta la statua di Eumachia posta adiacente ad un piccolo corridoio che portava a via dell'Abbondanza.
In quel fatidico 79 d.c, a venire colpita dalla furia del Vesuvio non fu solo la città di Pompei, ma anche quella di Ercolano ed il centro urbano periferico di Oplonti, che era sotto la giurisdizione amministrativa di Pompei e che oggi corrisponde alla moderna cittadina torre Annunziata. Mentre nelle due cittadine romane sono stati riportati alla luce edifici pubblici, edifici privati e luoghi di intrattenimento, negli scavi di Oplonti sono emerse una “villa d’otium”, detta di Poppea (visitabile) e una villa rustica chiamata B o “di Lucius Crassius Tertius“, ancora oggetto di scavo (non visitabile liberamente ma sono in date e orari particolari che variano di anno in anno). Oplonti era infatti una zona residenziale e commerciale di lusso.
Dove si trovano gli scavi di Oplonti
A seconda di quanto hai previsto di soggiornare a Pompei, puoi decidere di visitare entrambi i siti archeologici in una sola volta (in macchina per andare da un sito all’altro ci vanno 10-15 minuti, a seconda del percorso), o suddividere invece la visita in due momenti.
Iniziare la visita alle 9.00, cioè appena apre il parco archeologico
Organizzare bene la visita. Ti suggerisco di visitare Pompei e le sue attrazioni principali al mattino e Oplontis nel pomeriggio
Essere sempre informato sugli orari
2. Se scegli invece la seconda soluzione sarà tutto più semplice perchè potrai dedicare una giornata intera a Pompei e il pomeriggio o la mattina del secondo giorno ad Oplonti
In entrambi i casi ti raccomando di
indossare scarpe comode e un cappello
portare la crema solare, una bottiglia d’acqua e degli snack.
non dimenticare una mantellina impermeabile per essere preparato in caso di pioggia.
Le ville
Villa Poppea
Si tratta di una villa d’otium, ovvero una residenza di campagna dove le persone nobili e ricche erano solite soggiornare dedicandosi al riposo, allo svago o alle attività intellettuali (otium) come la filosofia, alla letteratura e all’arte. La villa è inserita nel Patrimonio UNESCO. Le caratterizzavno porticati, giardini, affreschi,bagni, biblioteche. Tutti ambienti che permettevano di stare in pace lontano dal caos della vita cittadina.
Edificata nel I secolo a.c., fu poi ampliata in età imperiale. Quando venne colpita dall’eruzione del Vesuvio era in fase di restauro a seguito dei danni causati dal terremoto del 62 d.c. La residenza è attibuita a Poppea Sabina, seconda moglie dell’imperatore Nerone. L’attribuzione è dovuta al ritrovamento di un iscrizione dipinta su un’anfora e indirizzata ad un liberto di Poppea. L’edificio ad oggi non è stato ancora completamente scavato, anzi, è stata riportata alla luce solo la parte orientale.
LA PIANTA
Dal momento che gli scavi sono ancora in corso, non si ha la planimetria completa e si è soliti perciò dividere la villa in 4 parti:
Zona nord: presente un grande giardino in cui si sono rinvenute alcune sculture in marmo e dove è stato possibile realizzare i calchi le radici degli ulivi che lì erano piantati.
Zona sud: si trova un altro giardino circondato da un colonnato su tre lati. Oggi sono stati piantati alberi di alloro, probabilmente presenti anche al momento dell’eruzione.
Zona est: qui è collocato l’ impluvium, la cucina, il triclinium, due saloni e un quartiere termale. C’è inoltre un cubicolo dove è stato possibile ottenere i calchi della porta in legno e della finestra ed un piccolo peristilio dove è situato il larario
Zona est: presenti due sale poste specularmente. La prima senza dipinti, ma con zoccolatura in marmo e pavimento incompleto (la stavano ancora restaurando), la seconda con decorazioni del Quarto stile. Si trovano poi un’altra sala e un piccolo viridarium decorato con piante e uccelli e due saloni speculari.
La pianta della villa prevedeva anche una grande piscina di 61 metri di lunghezza e 17 di larghezza con il pavimento in cocciopesto e ornata da statue di marmo. Attorno c’era un prato con platani, oleandri e limoni.
Il complesso risale alla fine del II secolo a.c. e, a giudicare dai materiali ritrovati e alla funzione degli ambienti, probabilmente si trattava di un’azienda che lavorava prodotti agricoli, imbottigliava e commerciava vino. L’azienda aveva un quartiere residenziale al piano superiore. Il nome della villa si deve ad un anello sigillo recante proprio questo nome ( probabilmente del proprietario dell’abitazione) e che è stato scoperto nell’area della costruzione.
LA PIANTA
L’edificio si sviluppa attorno ad un nucleo centrale formato da un porticato a due ordini di colonne doriche in tufo grigio di Nocera. Attorno ad esso si dispongono diversi ambienti adibiti a magazzino e ad uso produttivo. In queste stanze sono state ritrovate suppellettili, pelli, ceramica, paglia carbonizzata ed tantissimi melograni utilizzati per la concia delle pelli. Oltre a ciò gli scavi hanno restituito un fornello in pietra con una pentola contenente resine di conifere, utilizzata per la manutenzione delle anfore. Al momento dell’eruzione del Vesuvio le stanze erano occupate. Sono stati infatti ritrovati ben 54 corpi di persone che vi avevano cercato rifugio, con vicino monete e gioielli. Al piano superiore c’erano gli ambienti residenziali della villa. Qui è stata rinvenuta una scatoletta in legno contenente gioielli in oro ed argento, 170 monete, unguentari, stecche in osso e diversi monili. Infine, Sul lato nord si trova una serie di abitazioni su due livelli, separate da una strada in terra battuta.
Quando visitare gli scavi di Oplonti?
Sono aperti tutto l’anno, ma se puoi ti consiglio di andarci in primavera o in autunno, quando il clima è più mite e la folla meno pressante. Potrai goderti così i meravigliosi affreschi , passeggiare nei giardini e lungo i corridoi, rimanendo affascinato dalla ricchezza e dall’eleganza del luogo.
Nella tua visita agli scavi di Pompei in un giorno devi assolutamente includere il Tempio di Apollo. Tra le più note attrazioni delle rovine di una incantevole cultura antica, era uno dei luoghi di culto più antichi e più frequentati. Sepolto dall’eruzione del Vesuvio nell’anno 79d.c., è stato riportato alla luce grazie al meticoloso lavoro di molti storici e archeologi circa due secoli fa.
Come raggiungerlo
Si può raggiungere Pompei comodamente da tutta la città metropolitana di Napoli, con un mezzo proprio oppure con il trasporto pubblico. Inoltre, è possibile arrivare a Pompei con treni interregionali e treni veloci da molte città. Una volta entrati al Parco Archeologico di Pompei, da Porta Marina, la maggior parte dei visitatori prosegue direttamente lungo Via Marina fino alla visita del Tempio di Apollo. A cinque minuti a piedi dall’entrata degli scavi (350 metri), il Tempio è la prima attrazione visitabile sul lato sinistro, appena prima del Foro di Pompei.
Gli scavi di Pompei sono il secondo sito più visitato in Italia: sono tantissimi i turisti in coda che aspettano di entrare per vedere le meraviglie che tutto il mondo ci invidia. Ti consiglio perciò di risparmiare tempo acquistando i biglietti on line che permettono l'accesso prioritario al parco archeologico.
BIGLIETTI SCAVI DI POMPEI
COME VISITARE IL TEMPIO DI APOLLO
Il Tempio è una delle costruzioni in stile romano più antiche mai rinvenute tra le rovine della città antica di Pompei. L’unico ingresso che si trova oggi, e che si utilizza per l’accesso all'edificio, si affaccia su Via Marina. Si pensa che inizialmente gli ingressi fossero 10, in seguito trasformati in nicchie. I 9 accessi vennero chiusi da un muro per separare il tempio di Apollo dalle abitazioni circostanti. Si ritiene inoltre anche che in prossimità delle entrate ci fossero affreschi rappresentanti alcune battaglie della Guerra di Troia.
All’interno troviamo invece 48 colonne in tufo a costituire un peristilio. Inizialmente in stile ionico, furono sostituite da altre di ordine corinzio in seguito al terremoto del 62. Le colonne sorreggono un architrave, sempre in stile ionico, decorato con figure mitologiche e composizioni floreali.
I piedistalli all’interno del tempio ospitavano statue di altri dei come Artemide, Venere, Ermes e Corinto. La più importante di tutte è una statua in bronzo di Apollo arciere commissionata dopo la distruzione di Corinto.
Ma è più avanti che si trova il vero e proprio tempio, salendo le scale fino al podio. Qui si trovano altre 28 colonne corinzie e, nella parte centrale, la cella. Al suo interno era probabilmente conservata una statua di Apollo, mai rinvenuta. Questa cella rappresentava simbolicamente la dimora del dio.
Una prima costruzione del tempio risale infatti tra l’VIII e il VII secolo a.c. Grazie ad alcuni reperti rinvenuti durante gli scavi si pensa che fu inizialmente progettato come uno spazio all’aperto con altari. Solo nel VI secolo a.c. troviamo il primo vero edificio con una tettoia decorata con la terracotta. Una scritta in lingua osca sul pavimento ci descrive inoltre la ricostruzione dell’edificio in epoca sannitica per volere del questore Oppio Campano.
In quel periodo Apollo era la divinità più adorata di Pompei e il tempio a lui dedicato era il luogo di culto più frequentato della città. A seguito dell’inizio di un nuovo culto, quello di Giove, il tempio perse di importanza e di dimensione. Venne costruito un muro per evitare la vista sull'edificio dalle abitazioni circostanti e ne venne ridotta la pianta per ampliare invece quella del Foro.
Durante l’epoca augustea venne aggiunto un orologio solare e divenne luogo di giochi in onore di Apollo: i Ludi Apollinari. In buona parte distrutto dal terremoto del 62 d.c., era ancora in fase di ricostruzione - e quindi non in uso - quando sopraggiunse l’eruzione del 79 d.c.. E’ stato riportato alla luce all’inizio del XIX secolo insieme al Foro di Pompei.
APOLLO, LA DIVINITA' DI POMPEI
La religione degli abitanti di Pompei non era solo politeista, ma era molto aperta nel confronto di altre culture e all'assimilazione di altre divinità.
Apollo, dio del sole, è infatti una divinità venerata allo stesso tempo da Greci, Sanniti ed Etruschi. Si pensa che questo culto permise alle tre diverse civiltà di coesistere pacificamente per un lungo periodo di tempo: la cosiddetta pax romana. La mescolanza di diversi usi e tradizioni è stata rilevata soprattutto perché la città aveva una posizione strategica per il commercio con altre civiltà, da cui poteva attingere non solo il credo religioso. Il culto di Apollo, infatti, si diffuse a Pompei grazie ai greci di Cuma. Non avendo un “corrispettivo” romano, il nome e le caratteristiche del dio vennero tramandate da una cultura all’altra senza variazioni.
Pompei adottò il culto di Apollo dedicandogli un importante Tempio, costruendo altari adatti alla venerazione e organizzando giochi ludici in suo onore. Questo fino a quando non sopraggiunse il culto di Giove, e l'edificio perse pian piano la sua importanza e parte della sua dimensione.
Tra le rovine di Pompei si possono visitare dei luoghi meravigliosi, il giusto mix tra arte, storia e mistero.
Non esisteva un solo tempio nella Pompei antica, al contrario, ce n'erano un buon numero dedicati a diverse divinità.
Nello stesso regio (il quartiere) del Tempio o Santuario di Apollo si trovano anche: il Tempio di Giove, il Tempio di Venere, il Tempio di Vespasiano, il Tempio della Fortuna Augusta.
Subito dopo l’entrata al Parco si possono osservare Porta Marina e la cinta muraria della città antica. Tra le attrazioni più importanti della Regio è sicuramente il Foro.
Questo luogo si identifica con il centro commerciale, politico e religioso della Pompei antica. Non mancare di visitare i granai e le Terme del Foro. Ma la visita agli scavi di Pompei non termina qui: questo è solo l’inizio!
POMPEI SCAVI ORARI
Dal 1 novembre al 31 marzo
Tutti i giorni dalle 9.00 alle 17,00. Ultimo ingresso alle 15.30.
By continuing to use the site, you agree to the use of cookies. more
The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.