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I dintorni di Pompei: cosa visitare in un giorno

Pompei può tenere  occupati per diversi giorni, ma se hai messo in conto di dedicare il tuo tempo anche ad una gita fuori porta, tii suggerisco alcune alternative  per visitare i dintorni di Pompei.

Scopri qui di seguito 6 idee per una gita in un giorno da Pompei.

1. Ercolano

La stessa sorte degli abitanti di Pompei, sepolti dalla lava del Vesuvio nel 79 d.c., è toccata a quelli di questa cittadina della provincia di Napoli.

Anche gli scavi di Ercolano sono stati dichiarati patrimonio dell’UNESCO e sono visitati da più di 300 mila turisti ogni anno.

Durante la tua giornata a Ercolano, non perderti  la visita al Miglio d’Oro. Questo viale, tra i più lunghi della città, ha visto sorgere nel corso degli anni alcune tra le ville più belle della Campania.

Se avanzi del tempo, visita le architetture religiose per cui Ercolano è molto rinomata in Italia. Le più interessanti sono la Basilica di Santa Maria a Pugliano, la Chiesa di Santa Caterina e quella chiamata Sant’Agostino.

Raggiungere Ercolano da Pompei è semplicissimo. Se non hai un’auto, puoi comodamente utilizzare il treno. In entrambi i casi, arriverai ad Ercolano in soli 20 minuti.

2. La Costiera Amalfitana 

Una tra i luoghi più spettacolari in Italia - ma anche in tutto il mondo - l’inizio della Costiera Amalfitana si trova a circa 35 chilometri da Pompei. Una meravigliosa striscia frastagliata che ospita alcune tra le spiagge più belle del nostro Paese.

Lungo la costiera, si possono visitare moltissimi centri come Positano, Amalfi stessa, fino a Vietri sul Mare, nelle vicinanze di Salerno.

Oppure, puoi cogliere l’occasione ed imbarcarti su un traghetto per Capri, l’isola che da sempre è molto gettonata per la sua atmosfera rilassata e per le ottime strutture.

Da non dimenticare che il mare è tra i più belli di tutta la nostra penisola.

Prenditi l tempo necessario per esplorare la Costiera Amalfitana, le sue meraviglie naturali, come spiagge, isole e grotte e i musei e le architetture, in particolare le stupende ville partenopee lungo la costa.

3. Napoli

Il capoluogo della Campania è una tra le città più interessanti nei dintorni di Pompei. Questa storica città, fondata dai Cumeni nell'VIII secolo a.c. e fra le più importanti della  Magna Grecia,  fu fondamentale per la cultura, la religione e lo sviluppo del commercio delle popolazioni italiche.

Non è possibile visitare  visitare Napoli in una sola giornata, ma potrai comunque farti un'idea del suo rapporto tra storia e arte, assaggiare la cucina locale - magari una bella pizza - e scoprire la cultura napoletana in tutti i suoi lati.

Prendi un treno per Napoli da Pompei e raggiungi la città partenopea: puoi  iniziare la tua visita con Piazza Garibaldi, stazione dei treni e terminal della metropolitana. Un biglietto giornaliero per la rete pubblica di Napoli costa  € 3,50.

Da non perdere durante una visita a Napoli sono il Maschio Angioino, il Teatro San Carlo e la centralissima Piazza Plebiscito. E ancora, il Museo Archeologico Nazionale e il Museo della Napoli Sotterranea, alla scoperta delle meraviglie nascoste della città.

4. Caserta e la Reggia

A poco meno di 60 chilometri da Pompei, Caserta è tra i centri più importanti della Campania. Famosa soprattutto per la sua imponente Reggia, conosciuta anche come la Versailles d’Italia, è un città molto gettonata tra i turisti da tutto il mondo.

La Reggia di Caserta sarà senza dubbio il punto focale della tua gita in giornata da Pompei. Questa imponente residenza Borbonica, dichiarata patrimonio dell’UNESCO nel 1997, è il Palazzo Reale più ampio di tutto il mondo, mentre i giardini della Reggia, che si estendono per ben 2,5 chilometri, sono stati dichiarati il Parco più bello d’Italia nel 2009.

Altri luoghi da visitare a Caserta sono la Piazza Matteotti (piazza del Mercato), Piazza Dante e Piazza Carlo III, le più importanti della città.

5. Paestum

Un’antica città costruita nei tempi della Magna Grecia, Paestum fu costruita in onore di Poseidone (Nettuno). A soli 80 chilometri a sud di Pompei, puoi raggiungere questa cittadina in circa un’ora in auto, oppure poco meno di 2 ore con il treno.

La cinta muraria che percorre il perimetro della città misura circa 4,75 chilometri ed è tra le meglio conservate in Italia. E' intervallata da 28 torri.
Visita le 4 porte della città e il Foro di età greca. Meravigliosi i templi di Paestum, tra i migliori esempi di architettura greca. Questi sono dedicati alle dee Era ed Atena.

Il Parco Archeologico di Paestum mostra l’incontro tra la cultura greca e quella romana, ampiamente spiegata nell’adiacente Museo. Puoi acquistare un biglietto cumulativo per visitare entrambe le attrazioni a € 11.

6. Vesuvio

E’ il vulcano che svetta tra le città di Napoli, Pompei ed Ercolano ed è - ma soprattutto è stato - fondamentale nella conformazione storica, politica e naturale del territorio.

Numerose le eruzioni che hanno segnato le pendici del Vesuvio nel corso della storia - tra cui la più importante fu proprio quella del 79 d.c. che coprì in buona parte le cittadine di Pompei ed Ercolano.

Una cima che si erige sopra al Golfo di Napoli, il Vesuvio è un vulcano attivo costantemente monitorato dagli esperti del settore e tra i più pericolosi del Continente Europeo. La sua ultima eruzione è avvenuta nel 1944.

Questo vulcano è particolarmente rinomato anche per i suoi spettacolari percorsi di trekking per un totale di 54 chilometri, che ti portano fino alla cima - accanto al cratere.

Queste sono alcune delle nostre idee per un gita in giornata nei dintorni di Pompei verso alcuni tra i più importanti patrimoni non solo della Campania, ma della nostra nazione. A te la scelta!

Dove visitare i calchi di Pompei

Tra le attrazioni più note del Parco Archeologico partenopeo ci sono i Calchi di Pompei, realizzati in gesso con una particolare tecnica, chiamata Metodo Fiorelli a partire da circa un secolo e mezzo fa. 

 

Dove visitare i Calchi di Pompei

Come detto i  calchi sono tra le curiosità su Pompei e le attrazioni più interessanti da osservare durante una visita al Parco Archeologico più famoso del mondo. 
Sono molti i luoghi degli scavi dove è possibile fermarsi ed osservare da vicino i calchi degli  dall’eruzione del Vesuvio nel 79. Tra questi:

  •  L’Orto dei Fuggiaschi
    Forse il più noto sito per osservare i calchi. 
    È qui che si possono visitare quelli dei corpi di 13 persone coperte da una coltre di lapilli.
    Le 13 vittime sono adulti e bambini colti dall'eruzione mentre stavano cercando scampo verso le mura della città.
  •  L'Antiquarium
    Sotto la terrazza del tempio di Venere con affaccio su Porta Marina.
    Trovate ripercorsa la storia di Pompei dall’età sannitica (IV secolo a.C.) fino alla tragica eruzione del 79 d.C.  Ci sono calchi delle vittime dalla villa di Civita Giuliana.
  • L’Anfiteatro di Pompei
    Anche qui è possibile rivivere gli ultimi attimi della popolazione pompeiana, osservando oltre 20 calchi.
  •  Le Terme
    Alcuni calchi sono esposti nelle Terme Stabiane, tra i luoghi più frequentati dagli abitanti della cittadina.
  • La Villa dei Misteri
    Oltre allo stupendo panorama sul golfo di Napoli, anche qui si trovano teche con alcuni dei calchi rinvenuti nella città partenopea.

Non c’è un unico luogo per visitare i calchi.  Bisogna infatti esplorare il Parco Archeologico di Pompei in lungo e in largo per poter vedere più di un esemplare.

I calchi sono conservati in apposite teche per ripararli dalle intemperie e dalla contaminazione dei visitatori.
Sia che tu voglia visitare Pompei in un giorno, sia tu abbia la fortuna di dedicare agli scavi più tempo, sono un'attrazione assolutamente da non perdere!

I calchi di Pompei - Visitare gli scavi archeologici

Storia del ritrovamento

Una città e una cultura sepolte per circa 1700 anni: é quella di Pompei e delle cittadine limitrofe, che hanno subito il tragico destino della più nota eruzione del Vesuvio nel 79 d.c. 
La prima ad essere scoperta fu Ercolano: per questo la famiglia Borbone propose di iniziare degli scavi anche nei luoghi dove erano stati rinvenuti monete e oggetti antichi. Gli storici iniziarono i lavori su quella che credevano fosse l’antica Stabia - ma che si rivelò essere Pompei.

I primi scavi cominciarono già a partire dal 1748, si fermarono per qualche anno  a causa della scarsità dei reperti ritrovati.
Ricominciarono più avanti per il volere del nuovo direttore Giuseppe Fiorelli, utilizzando nuove tecniche archeologiche.

Tecniche utilizzate durante i lavori

La tecnica che ci permette di conoscere numerosi dettagli sulla vita di Pompei e dei suoi abitanti, e quindi di visitare ancora oggi questi luoghi incantati, è definita “calco”. Per calco si intende il processo che consisteva nel versare del gesso, oppure una miscela di acqua e cemento, nelle cavità lasciate dai corpi e materiale decomposto. 
La cenere proveniente dal Vesuvio aveva infatti coperto la città di Pompei con una coltre, che in seguito si indurì. Con il decomporsi delle materie organiche, come legno o come i corpi dei cittadini, si formarono dei vuoti nella cenere indurita.

Grazie a questa particolare tecnica archeologica ci è permesso di conoscere la storia della città prima dell’eruzione del Vesuvio dell’anno 79 d.c.
Giuseppe Fiorelli, direttore del sito dove si svolgevano gli scavi, sperimentò la tecnica a partire dal 1863. Dopo la colata, era sufficiente attendere che il cemento o gesso si solidificasse, per poi procedere con gli scavi, svelando i segreti delle cavità.

Curiosità sui Calchi di Pompei

Dopo l’utilizzo della tecnica avanzata per il recupero, i calchi di Pompei vennero ampiamente osservati e studiati dagli storici. Furono molte le scoperte curiose che vennero alla luce nel corso degli anni:

  • Fu la cenere, non la lava, a coprire Pompei.
  • Quando si parla di una eruzione, si é soliti associare questo evento naturale con una coltre di lava.
    Ma non fu il caso del Vesuvio nel 79 d.c. Pompei fu ricoperta da una ventata di materiale piroclastico infuocato che bruciò tutto quello che stava sul suo cammino, rendendo possibile il ritrovamento dopo 1700 anni.
  • Tra i calchi di Pompei troviamo il calco chiamato "I due amanti", una coppia abbracciata sorpresa dall'eruzione del Vesuvio.
    Si è spesso parlato del sentimento e della commozione scaturita da questa coppia. Recentemente, altri rilevamenti ci hanno permesso di conoscere un dettaglio fondamentale: i due amanti sono entrambi uomini.
  • L’eruzione del 79 d.c. non fu solo ciò che distrusse la città di Pompei.
    Fu anche il motivo per il quale oggi conosciamo molti dettagli sulla cultura pompeiana antica.
    Grazie i calchi possiamo notare come gli abitanti avessero dei denti bianchissimi, questo poiché la loro dieta era quasi priva di zuccheri.

BIGLIETTI POMPEI


POMPEI SCAVI ORARI

Dal 1 novembre al 31 marzo
Martedì - Domenica dalle 9.00 alle 17.00. Ultimo ingresso alle 15.30.

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Cosa visitare a Pompei
Come arrivare e muoversi a Pompei

L’anfiteatro di Pompei

Nella lista di cosa vedere negli scavi non deve certo mancare l'Anfiteatro di Pompei, il luogo deputato agli spettacoli gladiatori tanto cari ai romani.
Si tratta di uno dei più antichi e meglio conservati anfiteatri al mondo.
Ti consiglio l'acquisto dei biglietti on line se vuoi evitare di fare la coda e iniziare subito a visitare il parco archeologico. Avrai infatti diritto all'ingresso prioritario!


dove si trova

L'Anfiteatro, che poteva contenere ben 20.000 spettatori, venne costruito nella zona sud-orientale della città (Regio II, Insula 6) della città.
Questo non solo perchè l'area era pressochè deserta (e quindi il via vai del gran numero di spettatori non recava intralcio alla vita quotidiana della città), ma anche per questioni economiche.
Sfruttando il preesistente terrapieno su un lato e costruendone uno artificiale sull'altro, era stato possibile contenere le spese. 
La costruzione si trova a circa 6 metri di profondità, è largo 104 m e lungo 135 m.

la struttura

L'edificio è costituito dall'esterno da due ordini.
Quello inferiore prevede archi ciechi sotto cui è probabile che ci fossero dei mercanti

Quello superiore presenta archi a tutto sesto. Tra i due ordini c'è un ambulacro.
Due grandi scalinate consentivano di raggiungere le gradinate superiori.
All'anfiteatro si accedeva tramite una galleria (cripta) dotata di quattro ingressi, due dei quali portavano direttamente all'arena.
Probabilmente i magistrati e le cariche più importanti avevano un passaggio privilegiato ai palchi d'onore, divisi dal resto della platea da uno scomparto in muratura.

Prima di arrivare all'arena si trovano due spoliarii usati uno per prestare i primi soccorsi ai gladiatori feriti, l'altro per l'ingresso all'arena, che era in terra battuta. L'arena era circondata da un parapetto affrescato (oggi gli affreschi sono andati perduti).

La cavea

Era divisa in tre zone:
Ima cavea: divisa in 6 settori, era destinata alle persone di spicco. Aveva la vista migliore.
Media cavea: divisa in 20 settori era per il popolo.
Summa cavea: divisa anch'essa in 20 settori. Qui trovavano posto le donne. 

Durante i mesi invernali e nel periodo di maggior caldo l'anfiteatro di Pompei non ospitava spettacoli. 
Durante l'estate si stendeva un velario scuro di lino, come confermano gli anelli di pietra, posti in cima alle gradinate, in cui venivano infilati dei pali.
Le belve utilizzate nei giochi gladiatori entravano da un piccolo varco al centro dell'arena.

Punti di interesse nelle vicinanze: Casa del Menandro, Orto dei fuggiaschi

POMPEI SCAVI ORARI
Dal 1  novembre al 31 marzo  
Tutti i giorni
dalle 9.00 alle 17,00. Ultimo ingresso alle 15.30.

Chiuso il 1 Gennaio, il 1 Maggio e il 25 Dicembre

 

Visitare Pompei da Roma

Visitare Pompei da Roma è una buona idea se il vostro soggiorno nella Capitale prevede diversi giorni. Dopo aver ammirato tutte le principali attrazioni della città eterna, una visita agli scavi di Pompei vi permetterà infatti di completare la vostra full immersion nel mondo dell'antica Roma.

Aggirarvi per le vie, le case e gli edifici che la lava del Vesuvio ha congelato nel tempo, vi consentirà di conoscere qual fosse la vita, i costumi e le abitudini alimentari dei Romani nel I secolo d.C. 
Sarà un affascinante viaggio a ritroso nel tempo.

Dato che gli scavi di Pompei sono la seconda attrazione visitata in Italia (dopo il Colosseo), le file all'ingresso sono sempre lunghe. Vi consigliamo perciò di procurarvi i biglietti online.
Comincerete subito la visita!

Se volete organizzare di visitare Pompei da Roma dovete pensare a diverse cose:

  • Studiare come arrivare a Pompei
  • Decidere bene cosa visitare a Pompei (dipende dal tempo che avete a disposizione. La visita può durare da 2 a 6 ore. Ma per visitare bene tutti gli scavi ci vogliono giorni!)
  • Come acquistare i biglietti online in anticipo per saltare la coda.

Se invece non vi va di pensare a tutti i dettagli necessari ad organizzare la gita fuori porta, potete consultare le proposte riportate qui di seguito. Scegliete quelle che fanno al caso vostro o vi convincono di più.

A Pompei da Roma

IN TRENO
Potete prendere il Frecciarossa Roma-Napoli che vi porterà a destinazione in circa un'ora. Poi, alla stazione di piazza Garibaldi prendete il treno diretto Napoli-Pompei.

IN MACCHINA
Prendete l'autostrada A3 Napoli-Salerno e imboccate l'uscita Pompei Ovest. Proseguite sulla SS18 e svoltate in via Villa dei Misteri. Agli scavi si arriva dopo pochi metri.

CIRCUMVESUVIANA
Alla stazione di Napoli in piazza Garibaldi prendere uno dei treni della linea Napoli-Sorrento e scendere alla fermata Pompei Scavi.
Oppure potete prendere i treni Napoli-Torre Annunziata-Poggio Marino e scendere alla fermata Pompei.

IN BUS
Si prendono tutti in piazza Garibaldi.
EAV linea Napoli-Sorrento fermata Villa dei Misteri.
Linea Napoli-Scafati fermata Pompei V. Plinio oppure Pompei Villa dei Misteri.
SITA linea Nocera-Napoli-Salerno fermata Pompei Scavi

Storia di Pompei: apogeo e rovina della città romana

Fondata nel IX secolo a.c., la città di Pompei, deve la sua enorme fama alla sua tragica fine causata, nel 79 d.c.. dall’eruzione del suo vicino vulcano, il Vesuvio. Da quando nel 1748 si è dato il via agli scavi nell’area anticamente interessata dalla tragedia, la città è tornata alla ribalta offrendo ai propri visitatori la possibilità di riscoprire la città e poterne ammirare dei veri e propri scorci di vita vissuti dai propri abitanti.

Aggirarsi tra le strade del sito archeologico, che dal 1997 è entrato di diritto a far parte dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO, è un’esperienza che attira, ancora oggi, numerosi turisti provenienti da tutte le parti del mondo, desiderosi di passeggiare in questa antica città fantasma per immaginare la vita, le usanze e la cultura precedente alla sua tragica fine.
Vi mostreremo qui di seguito un quadro della doppia faccia di Pompei, da città prospera e vivace a cumulo di macerie e cenere.


Pompei prima dell’eruzione 

La posizione strategica della città, alle pendici del Vesuvio, rivolta verso il golfo di Napoli ma attraversata dal fiume Sarno, facevano di Pompei un luogo assolutamente funzionale per scambi commerciali, motivi militari ma, soprattutto per poter vedere fiorire le proprie coltivazioni fatte principalmente di viti e ulivi.
Pompei, infatti, era davvero molto nota per essere una città ampiamente affermata da un punto di vista commerciale e, i suoi mercati ne erano la dimostrazione vivente.

Abili agricoltori ma anche dediti pescatori, i commercianti pompeiani offrivano alla propria vasta clientela prodotti provenienti dalle più disparate sfere commerciali. Altro fattore fondamentale è il grande interesse riservato alla conservazione dei prodotti per mantenerli al loro stato migliore più a lungo. Sono stati ritrovati, infatti, vasi di terracotta dedicati alla conservazione del vino, tenuto al fresco in cantine apposite, ma anche numerose attrezzature per affinare l’arte industriale come i frantoi per le farine e strumenti per la pesca.

Immaginiamo quindi l’operosità della città ai suoi albori, con mercati che portavano vivacità e vitalità tra le strade cittadine e quante influenze diverse culturali si potevano apprezzare.
La città di Pompei aveva subito numerose influenze dai popoli che si erano scontrati in battaglia così come si era costantemente evoluta per poter garantire una maggiore funzionalità alle necessità della città in continua evoluzione, soprattutto relative alle proprie attività mercantili. 

 

Visitare Pompei: uno dei bellissimi affreschi, tra le cose da vedere

Foto di Mario Vigna

Per questo motivo, molte delle costruzioni urbanistiche che si possono ammirare tutt’oggi durante una visita agli scavi archeologici, risultano essere state aggiunte negli anni, costruite sulla base preesistente della città per poter potenziare il commercio e accogliere un maggior numero di visitatori che, in tanti, giungevano in città alla ricerca dei migliori affari.
Non mancavano, però, oltre alle costruzioni delle fasce più operose e umili della città, le ville dei personaggi di rilievo e le loro bellissime domus pompeiane fatte di affreschi minuziosi e affascinanti e cortili con giardini curati nel segno dell’esotismo e arricchiti di pozzi e fontane.
La cultura pompeiana era davvero ben variegata con influenze provenienti dai sanniti ma anche dai greci e dai romani che resero, quindi, la città poliedrica e multietnica con costumi ed usanze che si miscelavano tra loro ricreando nuovi approcci assolutamente unici e originali.

Pompei dopo l’eruzione 

Visitare Pompei: scopri i biglietti salta la coda!

Foto di Mario Vigna

Oggi la zona alle pendici del Vesuvio è costantemente monitorata da esperti vulcanologi per poter evitare tragedie come quella che si verificò all’antica città di Pompei nel 79 d.c..
I cittadini di Pompei, infatti, si ritrovarono a dover fronteggiare una tragedia assolutamente improvvisa e sconosciuta lasciandoli increduli e spaventati da un evento di tale portata e risonanza.
In realtà, però, molte furono all’epoca le avvisaglie che qualcosa stava accadendo nel sottosuolo, che l’attività magmatica era una minaccia. Dal 62 d.c., infatti, la zona era interessata da numerosi sismi che distrussero anche moltissime costruzioni.
Ne sono la prova alcune costruzioni che, dagli scavi effettuati per riportare alla luce la città sommersa dalla lava, risultavano essere precedentemente ristrutturate più e più volte a seguito dei sismi.

Per riportare danni così ingenti, probabilmente le scosse che si susseguivano numerose nella zona alle pendici del Vesuvio, erano di portata molto consistente. Ovviamente, però, il popolo pompeiano non poteva immaginare che, anni dopo, si sarebbe verificata una tragedia di quelle dimensioni. Sono tantissimi, infatti, i cittadini che sono rimasti lì, sepolti dalla lava e che, non avendo capito la reale portata della situazione, provavano a nascondersi dalla cenere rimanendo però intrappolati dai fiumi di lava che travolsero la città. Pochi di loro riuscirono a scappare e a mettersi in salvo. 

Visitare Pompei - Gli scavi: calco di un uomo rannicchiato

Foto di Mario Vigna

Sebbene sia impossibile fare una stima dei morti a seguito della tragedia, molto probabilmente, si parla di più di 2000 morti e, dalle testimonianze rimaste, anche il popolo che era abituato a subire ingenti perdite in guerra, reputò il numero di vittime a causa delle tragedia del 79 d.c. come un evento di portata “straordinaria”.

Oggi, sebbene molte delle vicende che accaddero nelle ultime ore di Pompei siano sicuramente solo immaginabili, è possibile ricostruire in parte gli ultimi giorni e soprattutto le ultime ore, grazie alla testimonianza di scrittori come ad esempio Plinio il Giovane che, dalla baia di Miseno, osservò e descrisse l’eruzione del Vesuvio.
Dopo l’eruzione la città era totalmente distrutta, sommersa dalla lava. Scomparsa. La vegetazione circostante, punto di forza della zona, era stata rasa al suolo e tutto era sommerso sotto una coltre bianca e spessa. La situazione era disperata. Tanti furono gli aiuti inviati dai delegati dell’Impero per poter soccorrere la popolazione ed iniziare l’opera di ricostruzione dell’antica gloria pompeiana ma invano.

La città è rimasta dormiente fino agli scavi archeologici che, dal 1748, hanno duramente lavorato per riportare alla luce quello che restava di una delle città più affascinanti della zona campana e che, tra storia antica, suggestioni e, probabilmente, proprio a causa della sua tragica fine, è ancora oggi materiale fertile per film, romanzi e per intriganti ricostruzioni. Oggi, con la possibilità di poter ripercorrere le vie della città e ammirare ciò che resta delle domus e della sua elaborata urbanistica, è possibile perdersi tra supposizioni e immaginare la vita dei suoi ultimi giorni, riscoprendo una città e la sua cultura che, dopo l’eruzione, sembrano essere state sommerse, non solo dalla lava, ma anche da un’aura di mistero che ha fatto, della città di Pompei, un vero e proprio mito tutto italiano.

Essere donna nell’antica Pompei

Se hai programmato di visitare gli scavi di Pompei entro il 31 gennaio 2026, non perdere l’occasione di goderti la mostra “Essere donna nell’antica Pompei”, a cura di Francesca Ghedini e Monica Salvadori.
Allestita nella Palestra Grande della città antica, offre uno sguardo su quella che era la condizione femminile nella società romana: gli aspetti della vita quotidiana e la posizione che le donne occupavano all’interno della casa e della società.
Grazie all’incredibile stato di conservazione della città campana affreschi, ritratti privati e funerari, graffiti, iscrizioni ed oggetti d’uso ci faranno entrare nel quotidiano di matrone, liberte, schiave, nei diversi i ruoli familiari, mogli, figlie, concubine e nelle varie fasi della vita.
Si tratta di tutto il mondo di ciò che era nelle loro mani al momento in cui vennero sorprese dalla furia del vulcano nel 79 d.c.

Dove si trova la mostra

 

COSA VEDRAI

La visita, compresa nel biglietto di ingresso agli scavi,  si articola in otto sezioni: 

  • Nella prima sala verrai accolto da voci e volti di donne che mettono in risalto la loro individualità.
    Poi, eccezionali testimonianze materiali daranno in via al racconto delle donne di Pompei. 
  • Nelle sale successive invece, aiutato da statue, affreschi, iscrizioni, graffiti e manufatti d’ogni genere, conoscerai gli aspetti principali della vita privata di una matrona: non solo la gestione delle attività domestiche e le relazioni con la servitù, ma anche l’educazione dei figli, la cura del proprio corpo e ciò che facevano nel tempo libero.
    Viene anche riservato un grande spazio alla vita pubblica e lavorativa delle donne. Erano non solo prostitute (più di 100 nell’intera città, molte per costrizione), ma anche donne che si occupavano di attività di grande prestigio, come potrai vedere nella sala dedicata alle imprenditrici, dove vengono raccontate le storie di donne cha hanno dato vita a nuove attività e cambiato il volto alla città.
  • C’è poi l’area dedicata alle necropoli:  monumenti funerari, iscrizioni e corredi restituiscono il ricordo di alcune di loro.
  • La mostra si conclude con uno sguardo sulla contemporaneità. Potrai infatti scoprire alcune donne che hanno contribuito alla scoperta e alla conoscenza di Pompei. 
    Potrai inoltre e guardare una selezione di spezzoni cinematografici, tratti dal grande cinema d’ambientazione ispirato all’antichità romana e in particolare a Pompei e tutti dedicati alla figura femminile.

Il percorso espositivo  si collega a tutta una serie di edifici che hanno un significato per capire la condizione della donna all’interno del Parco archeologico.
Verrai  perciò accompagnato da 8 donne nei loro ambienti:

  • Flavia Agatea ed Eumachia nelle tombe di Porta Nocera
  • Eumachi, ancora, nell’omonimo edificio nel Foro
  • Mamia e Nevoleia Tyche presso le tombe a Porta Ercolano
  • Asellina al Termopolio di Asellina
  • Giulia Felice nei Praedia di Giulia Felice
  • Eutychis che vendeva il suo corpo nel quartiere servile della Casa dei Vetti
  • Amaryllis presso la Casa di Marco della Venere in Conchiglia.

Alcuni oggetti esposti

Essere donna nell’antica Pompei sarà un viaggio tra arnesi da lavoro e di cosmesi, gioielli e di oggetti d’uso quotidiano: pentole, una culla, uno speculum ginecologico, coppe di vetro e corredi funerari.

La mostra è una continuazione dell’evento espositivo “L’altra Pompei. Vite comuni all’ombra del Vesuvio”, allestito nel 2024, sempre nella Palestra grande, e dedicato alle le classi popolari della città che, in quanto ultime della scala sociale, a quei tempi “non avevano voce”.

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Quali sono le ultime scoperte a Pompei?

Gli scavi di Pompei, incredibile patrimonio UNESCO, si estendono per circa 66 ettari di cui 45 scavati. Rimane nascosta perciò ancora un’enorme mole di reperti, che aspetta di essere portata alla luce ed ammirata dai milioni di visitatori, che ogni anno e da tutto il mondo, raggiungono quest’antica città congelata nel tempo.

Iniziati nella seconda metà del XVIII secolo, gli scavi e le ricerche vanno avanti da allora, non solo per trovare nuovi reperti, ma anche per

  • mettere in sicurezza strutture che già esistono,
  • studiare il contesto archeologico
  • restaurare le aree di scavo e riqualificare le aree verdi.

A partire dal 2020, nuove campagne di scavo sono state messe in atto, in particolar modo nella zona a nord della città antica (area della villa di Civita Giuliana) e in quella centrale (regio IX). 
Ma quali sono dunque le ultime scoperte a Pompei?”.
Continua a leggere il mio articolo e lo scoprirai.
Qui di seguito infatti ti propongo una carrellata di alcuni dei principali ritrovamenti degli ultimi 5 anni, che hanno reso questo immenso parco archeologico ancora più ricco e pieno di fascino.

Cosa hanno ritrovato di nuovo a Pompei – Le ultime scoperte

1. La panchina d’attesa alla Villa di Misteri

Gli ultimi scavi nella parte finora inesplorata della conosciutissima Villa dei Misteri,  ha portato alla luce, sulla parte nord-occidentale, una panchina d’attesa in cocciopesto, posta sulla pubblica via di fronte al portone d’ingresso della villa.
Puoi vedere l’immagine originale qui.

E’ probabile che qui si sedessero non solo clienti venuti per chiedere un favore al padrone di casa, ma anche braccianti e mendicanti che percorrevano la strada che metteva in comunicazione Pompei con la moderna Boscoreale.
Era uso infatti che i  padroni romani ricevessero (era la cosiddetta salutatio), spesso durante la mattinata, i clientes, ovvero persone di un livello sociale più basso legate a un personaggio importante della società locale.

In cambio di favori, aiuto in questioni giudiziarie e piccoli o grandi prestiti, questi assicuravano loro sostegno politico  in occasione delle tornate elettorali dell’amministrazione cittadina.
Qualcuno di quelli che aspettava qui, per fare passare il tempo scriveva sul muro con un oggetto appuntito o con un pezzo di carbone. Si riesce infatti a leggere una data, però senza anno, e un possibile nome.
Panchine di questo genere si trovano anche davanti ad alcune domus di Pompei. 

Si può visitare?
Per il momento ancora no

2. Gli affreschi con il culto dionisiaco – 2025

Dagli scavi di una tra le più sontuose e ricche ville dell’antica città e dagli scavi, la Casa del Tiaso (Dioniso), è emersa una grande sala per banchetti affrescata da un ciclo di pitture che raffigurano l’iniziazione ai misteri del dio che muore e rinasce, promettendo altrettanto ai suoi seguaci.
Si tratta di una rara megalografia (nell’area vesuviana ne sono state scoperte solo quattro), ovvero dipinti di grande qualità e con figure a grandezza quasi reale. 
Vai a questo link se vuoi vedere l’immagine originale.

Rappresenta le baccanti come danzatrici ma anche come cacciatrici, con i loro splendidi carnieri, chi con un capretto sgozzato sulle spalle o con una spada e le interiora di un animale nelle mani.
Ci sono anche alcuni giovani satini che suonano il doppio flauto, mentre un altro compie una libagione (un sacrificio di vino) in modo acrobatico.
Al centro c’è una donna con un vecchio sileno che impugna una torcia: é di una inizianda, una donna mortale che, tramite un rituale notturno, sta per essere iniziata nei misteri di Dioniso.

Per sapere di cosa si tratta in maniera più aprofondita puoi guardare a questo link la puntata di Ulisse- Il piacere della scoperta dedicata proprio a questo incredibile ritrovamento.

Si può visitare?
Se vuoi ammirare questo dipinto dal vivo lo puoi fare visitando il “cantiere aperto” dei nuovi scavi, 
solo su prenotazione con un tour guidato di gruppo (15 persone circa) della durata di 45 minuti
La visita si effettua nei giorni feriali al mattino (solitamente alle 11.00)
Per prenotare puoi telefonare al numero 327 2716666.
E’ obbligatorio avere il biglietto d’ingresso al parco archeologico di Pompei. 

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3.  Il sacrario dalle pareti blu – 2024

Nella zona centrale dell’antica Pompei, in un ambiente di circa 8 mq situato nella porzione meridionale dell’isolato pertinente ad un quartiere secondario di una grande domus, è venuto alla luce un probabile sacrario dipinto, dedicato ad attività rituali e alla conservazione di oggetti sacri (qui per vedere l’immagine originale).

Sullo sfondo blu delle pareti sono rappresentate alcune figure femminili che affiancano le nicchie presenti al centro, e che raffigurano, in quelle laterali le quattro stagioni, le Horae, mentre in quelle sulla parete centrale allegorie dell’agricoltura e della pastorizia, come indicano gli attributi dell’aratro e del pedum, un corto bastone usato da pastori e cacciatori.
Dagli scavi sono emersi oggetti che arredavano la casa, momentaneamente sistemati lì in quanto erano in corso dei lavori di ristrutturazione.

Si può visitare?
Anche questo dipinto è compreso nelle visite al “cantiere aperto” dei nuovi scavi visitabile con visita guidata nei giorni feriali su prenotazione e con biglietto di ingresso agli scavi.

4. Gli attrezzi di un carpentiere – 2024

Sono stati scoperti in un ambiente nel quartiere servile della villa di Civita Giuliana. Oltre agli attrezzi da lavoro (una lunga corda, pezzi di legno e una sega con lama) sono presenti un letto e quello che sembra un telaio, forse  che apparteneva ad un altro letto. Il vano è conservato perfettamente e la tecnica dei calchi ha permesso di “riportare in vita” questi reperti con minuzie di particolari.
A questo link  l’immagine originale.

Si può visitare?
Al momento questo incredibile luogo non è visibile al pubblico.

5. Il dipinto di un vassoio con calice e focaccia – 2023

L’affresco è venuto alla luce durante gli scavi nell’insula 10 della Regio IX, e rappresenta un vassoio d’argento con sopra posato un calice di vino e a fianco ad esso una focaccia di forma piatta che serve da supporto per frutti vari (si possono vedere un melograno e forse un dattero), condita con spezie o piuttosto con un tipo di pesto (moretum in latino), indicato da puntini color giallastro e ocra.
Sono poggiati sul vassoio anche frutta secca e una ghirlanda di corbezzoli gialli, accanto a datteri e melograni.
La rappresentazione che si trova su questo dipinto può far pensare ad un’antenato della pizza!
Se vuoi sapere com’è l’immagine originale del dipinto clicca qui

Si può visitare?
Anche questa meraviglia fa parte del percorso  “cantiere aperto” ai nuovi scavi. Puoi visitarlo solo quindi con una visita guidate nei giorni feriali, su prenotazione (tel. 327 2716666). Obbligatorio avere il biglietto di ingresso agli scavi. 

6. I due scheletri trovati nell’Insula dei Casti amanti – 2023

I corpi, due maschi di almeno 55 anni, sono stati rinvenuti riversi su un lato in un ambiente di servizio in cui si erano rifugiati in cerca di protezione (qui per vedere l’immagine originale).
In quel periodo la stanza non era utilizzato perchè probabilmente stavano facendo riparazioni o restrutturazioni alla casa.
Insieme agli scheletri sono venuti fuori anche oggetti, come un’anfora verticale appoggiata alla parete nell’angolo vicino a uno dei corpi e una collezione di vasi, ciotole e brocche accatastata contro la parete di fondo.

Il ritrovamento ha messo in luce che non fu solo l’eruzione a causare la morte degli abitanti dell’area ma anche un terremoto avvenuto in concomitanza.
Parte della parete sud della stanza è crollata colpendo uno degli uomini. La posizione del suo braccio alzato richiama l’immagine di un vano tentativo di proteggersi dalla caduta della muratura.
L’intera sezione superiore della a parete si è staccata ed è caduta nella stanza, travolgendo e seppellendo l’altro individuo.

Si può visiatre?
Puoi visitare questa incredibile scoperta percorrendo il percorso sopraelevato (passerelle sospese) che ti permetterà di osservare dall’alto l’intera Insula dei Casti Amanti, incluse le strutture recentemente scavate e restaurate.

L’ingresso è da via dell’Abbondanza, l’uscita su Casina dell’Aquila.

7. La tartaruga con il suo uovo – 2022

E’ una delle importanti ultime scoperte a Pompei.
Gli archeologi l’hanno trovata in ottimo stato di conservazione sotto il pavimento di una bottega ( ad 1,50 metri di profondità) di Via dell’Abbondanza, una via centalissima dell’antica città di Pompei.
Il suo carapace é quasi intatto, la testa intonsa, così come la coda e una delle zampe.
Il suo ritrovamento fa luce sugli ultimi anni di vita della città, che dopo quelli successivi al terremoto si era trasformata in un cantiere edilizio.  
La testuggine si era evidentemente introdotta nella taberna per scavare la tana e deporre il suo uovo.
Se vuoi vedere l’immagine originale clicca qui!
Nella stessa zona sono emersi dagli scavi anche bellissimi mosaici dai disegni raffinati e rari.

Si può visitare?
Per il momento no. La testuggine è conservata presso Laboratorio di Ricerche Applicate del Parco Archeologico di Pompei 

8. La stanza degli schiavi – 2021

Si tratta di un ambiente rimasto integro fino all’arrivo dei flussi piroclastici, con il portico che ha retto perchè i lapilli si sono fermati sulla soglia. Si trova presso la grande villa suburbana di Civita Giuliana ed è uno stanzino occupato da schiavi stallieri, forse una piccola famiglia, ancora incredibilmente intatto con tutto il suo corredo di povere cose.
Puoi vedere l’immagine originale qui.

Nella stanza ci sono mobili molto semplici, dall’aspetto essenziale: tre brandine disposte a ferro di cavallo e con misure diverse, la più piccola destinata a un bambino.
Niente materassi solo una rete di corde con sopra solo una pezza di tessuto che il calco in gesso ha fatto ritornare alla luce con incredibile realtà. I muri sono spogli, con piccola finestra.
Sotto un letto si trova una pecie di di cestino e una piccola brocca. Accanto ai letti sono accatastate anfore e vasi.

Si può visitare?
Per il momento questo luogo non è aperto al pubblico.

9. Il carro da Parata – 2021

Trovato nel sito della villa suburbana di Civita Giuliana, si tratta di un carro spettacolare per i suoi complessi e raffinati decori realizzati in stagno e per la sua eleganza e leggerezza.
Puoi vedere l’immagine originale qui.
E, cosa ancor più incredibile, per il fatto che si sono mantenute le tracce dei cuscini, delle funi per reggere le corone di fiori, e addirittura le impronte di due spighe di grano lasciate su un sedile.
Dipinto di rosso e rivestito da decorazioni a tema erotico, il carro veniva forse usato per il culto di Cerere e Venere, o, con più probabilità, per un’aristocratica cerimonia di nozze.
Questo genere di carri non era mai stato trovato in Italia.

Si può visitare?
Se vuoi ammirarlo devi andare all’Antiquarium di Boscoreale (Viale Villa Regina 1), situato nelle immediate vicinanze dellarea archeologica di Villa Regina.
Nel caso tu arrivi in auto puoi raggiungerlo uscendo dall’Autostrada A3 Napoli-Salerno a Torre Annunziata sud oppure Boscoreale e poi seguendo le indicazioni per Viale Villa Regina.
Se invece sei già agli scavi c’è una navetta, chiamata Pompeii Artebus, che collega Pompei (Piazza Esedra) con l’Antiquarium di Boscoreale / Villa Regina

10. I corpi quasi integri di un quarantenne con un mantello e il suoi schiavo – 2020

Rappresenta un ritrovamento eccezionale. Dopo più di 150 anni dal primo utilizzo del metodo Fiorelli infatti, non solo si è potuto ottenere calchi perfetti delle vittime, ma anche, grazie a tecnologie innovative, a sondare e documentare ciò che portavano con se i due uomini nel preciso momento in cui vennero sorpresi dai vapori bollenti dell’eruzione: un manufatto in lana, forse una coperta o un altro mantello ( clicca qui per vedere l’immagine originale).
Non è ben chiaro quale fosse il loro ruolo all’interno della residenza dove sono stati rinvenuti, ovvero villa suburbana di Civita Giuliana.
Il calchi, che hanno riportato, come se fosse successo ieri, la posizione delle mani appoggiate sul petto, il cotone della tunica arricciata sul ventre dell’uomo.

Si può visitare?
Al momento no.

11. Il thermopolio

Lo scavo si trova nella Regio V, all’angolo tra il vicolo dei Balconi e la via della Casa delle Nozze d’Argento.
Si tratta di un’antica tavola calda di Pompei, dove si servivano bevande e cibi caldi, come indica il nome di origine greca, conservati in grandi dolia (giare) incassati nel bancone in muratura.
Erano luoghi erano molto diffusi nel mondo romano, frequentati dal ceto medio e basso che erano soliti consumare il pasto fuori casa.
Il Thermopolio della Regio V è diverso da tutti gli altri per l’incredibile decorazione del bancone dipinto, con le immagini della Nereide a cavallo di un ippocampo e di animali probabilmente preparati e venduti proprio nel locale.
Dall’ scavo è emerso anche del materiale da dispensa e da trasporto, (delle anfore, una patera di bronzo,  un’olla di ceramica comune da mensa ed altro). Sono stati inoltre ritrovati resti ossei di animali e due corpi umani delle vittime dell’eruzione.
Se vuoi vedere l’immagine originale clicca qui 

Si può visitare?
Solo dall’esterno secondo gli orari normali di apertura

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Visitare gli scavi di Pompei di sera

Il brusio dei turisti si placa, le ombre diventano lunghe e le luci calde disegnano profili che sembra che si muovano. Scende una quiete quasi sacra, interrotta solo dalla voce del vento, dai passi dei visitatori sul basalto, dal canto dei grilli.
Visitare gli scavi di Pompei la sera è così: ti conduce in un’altra dimensione, dove la città non è più un sito archeologico ma un luogo che prende vita e a cui si può immaginare di appartenere per un istante.

Piacerebbe anche a te vivere l’esperienza di aggirarti tra le antiche strade rese magiche dalle luci soffuse?
Sappi che questo sogno può diventare realtà: il parco archeologico, in occasioni speciali, che variano di anno in anno, ti permette, soprattutto d’estate, di godere delle sue aree più suggestive (come la Villa dei Misteri, l’Anfiteatro, il Foro o le Terme) anche la sera, solitamente dalle 20.00 alle 23.00, con l’ultimo ingresso alle 22.00
Per rendere ancora più magici questi momenti inoltre organizza concerti, spettacoli, visita a mostre, passeggiate ed itinereri speciali che ti faranno vivere emozioni che difficilmente potrai dimenticare.

Alcuni consigli utili:

  • Per la tua passeggiata serale indossa scarpe comode per affrontare con facilità la pavimentazione tutt’alto che regolare. I basalto fa brutti scherzi anche di giorno, a maggior ragione quando la luce è bassa.
  • Se sei appassionato di fotografia porta con te un treppiede leggero: la luce calda delle pietre laviche, delle colonne, degli affreschi e dei mosaici ti faranno fare scatti da sogno. Inoltre il contrasto tra il buio del vesuvio e il dorato delle domus crea un contrasto mozzafiato.
    Evita però flash o luci artificiali: rovinano gli affreschi e disturbano l’atmosfera
  • Terminata la visita fermati a bere un bicchiere di Lacryma Christi in uno dei locali che si trovano vicino all’ingresso: concluderai in modo perfetto questa magnifica esperienza.
  • Se non raggiungi gli scavi autonomamente, valuta bene i mezzi di trasporto pubblici disponibili, in modo da rientrare alla tua sistemazione comodamente.
    Se invece arrivi con la tua auto controlla bene che il parcheggio che hai scelto (ce ne sono diversi nei pressi degli ingressi principali), controlla che questo resti aperto fino alla chiusura del sito (alle 23.00 circa)

Nel caso in cui non potete essere a Pompei nelle date delle aperture serali, potete godervi comunque il parco alle luci del tramonto, immersi in una magica atmosfera, senza la confusione della fola, accompagnati da una guida esperta.

Qui sotto alcuni pacchetti per richiedere la guida. Non è compreso il biglietto di ingresso, che puoi acquistare QUI.

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Visitare Pompei con bambini

Gli scavi di Oplonti

In quel fatidico 79 d.c, a venire colpita dalla furia del Vesuvio non fu solo la città di Pompei, ma anche quella di Ercolano ed il centro urbano periferico di Oplonti, che era sotto la giurisdizione amministrativa di Pompei e che oggi corrisponde alla moderna cittadina torre Annunziata.
Mentre nelle due cittadine romane sono stati riportati alla luce edifici pubblici, edifici privati e luoghi di intrattenimento, negli scavi di Oplonti sono emerse una “villa d’otium”, detta di Poppea (visitabile) e una villa rustica chiamata B o “di Lucius Crassius Tertius“, ancora oggetto di scavo (non visitabile liberamente ma sono in date e orari particolari che variano di anno in anno).
Oplonti era infatti una zona residenziale e commerciale di lusso.

Dove si trovano gli scavi di Oplonti


A seconda di quanto hai previsto di soggiornare a Pompei, puoi decidere di visitare entrambi i siti archeologici in una sola volta (in macchina per andare da un sito all’altro ci vanno 10-15 minuti, a seconda del percorso), o suddividere invece la visita in due momenti.

1. Se opti per la prima soluzione ti consiglio di

  • Prenotare i biglietti online per saltare la coda
  • Iniziare la visita alle 9.00, cioè appena apre il parco archeologico 
  • Organizzare bene la visita. Ti suggerisco di visitare Pompei e le sue attrazioni principali al mattino e Oplontis nel pomeriggio
  • Essere sempre informato sugli orari

2. Se scegli invece la seconda soluzione sarà tutto più semplice perchè potrai dedicare una giornata intera a Pompei e il pomeriggio o la mattina del secondo giorno ad Oplonti

In entrambi i casi ti raccomando di

  • indossare scarpe comode e un cappello
  • portare la crema solare, una bottiglia d’acqua e degli snack.
  • non dimenticare una mantellina impermeabile per essere preparato in caso di pioggia. 

Le ville

Villa Poppea

Si tratta di una villa d’otium, ovvero una residenza di campagna dove le persone nobili e ricche erano solite soggiornare dedicandosi al riposo, allo svago o alle attività intellettuali (otium) come la filosofia, alla letteratura e all’arte. La villa è inserita nel Patrimonio UNESCO.
Le caratterizzavno porticati, giardini, affreschi, bagni, biblioteche. Tutti ambienti che permettevano di stare in pace lontano dal caos della vita cittadina.

Edificata nel I secolo a.c., fu poi ampliata in età imperiale. Quando venne colpita dall’eruzione del Vesuvio era in fase di restauro a seguito dei danni causati dal terremoto del 62 d.c. 
La residenza è attibuita a Poppea Sabina, seconda moglie dell’imperatore Nerone. L’attribuzione è dovuta al ritrovamento di un iscrizione dipinta su un’anfora e indirizzata ad un liberto di Poppea.
L’edificio ad oggi non è stato ancora completamente scavato, anzi, è stata riportata alla luce solo la parte orientale.

LA PIANTA

Dal momento che gli scavi sono ancora in corso, non si ha la planimetria completa e si è soliti perciò dividere la  villa in 4 parti:

  • Zona nord: presente un grande giardino in cui si sono rinvenute alcune sculture in marmo e dove è stato possibile realizzare i calchi le radici degli ulivi che lì erano piantati.
  • Zona sud: si trova un altro giardino circondato da un colonnato su tre lati. Oggi sono stati piantati alberi di alloro, probabilmente presenti anche al momento dell’eruzione.
  • Zona est: qui è collocato l’ impluvium, la cucina, il triclinium, due saloni e un quartiere termale. C’è inoltre  un cubicolo dove è stato possibile ottenere i calchi della porta in legno e della finestra ed un piccolo peristilio dove è situato il larario
  • Zona est: presenti due sale poste specularmente. La prima senza dipinti, ma con zoccolatura in marmo e pavimento incompleto (la stavano ancora restaurando), la seconda con decorazioni del Quarto stile. Si trovano poi un’altra sala e un piccolo viridarium decorato con piante e uccelli e due saloni speculari.

La pianta della villa prevedeva anche una grande piscina di 61 metri di lunghezza e 17 di larghezza con il pavimento in cocciopesto e ornata da statue di marmo.
Attorno c’era un prato con platani, oleandri e limoni.

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Villa di Lucius Crassius Tertius

Il complesso risale alla fine del II secolo a.c. e, a giudicare dai materiali ritrovati e alla funzione degli ambienti, probabilmente si trattava di un’azienda che lavorava prodotti agricoli, imbottigliava e commerciava vino.
L’azienda aveva un quartiere residenziale al piano superiore.
Il nome della villa si deve ad un anello sigillo recante proprio questo nome ( probabilmente del proprietario dell’abitazione) e che è stato scoperto nell’area della costruzione.

LA PIANTA

L’edificio si sviluppa attorno ad un nucleo centrale formato da un porticato a due ordini di colonne doriche in tufo grigio di Nocera. Attorno ad esso si dispongono diversi ambienti adibiti a magazzino e ad uso produttivo.
In queste stanze sono state ritrovate suppellettili, pelli, ceramica, paglia carbonizzata ed tantissimi melograni utilizzati per la concia delle pelli.
Oltre a ciò gli scavi hanno restituito un fornello in pietra con una pentola contenente resine di conifere, utilizzata per la manutenzione delle anfore.
Al momento dell’eruzione del Vesuvio le stanze erano occupate. Sono stati infatti ritrovati ben 54 corpi di persone che vi avevano cercato rifugio, con vicino monete e gioielli.
Al piano superiore c’erano gli ambienti residenziali della villa.  Qui è stata rinvenuta una scatoletta in legno contenente gioielli in oro ed argento, 170 monete, unguentari, stecche in osso e diversi monili.
Infine, Sul lato nord si trova una serie di abitazioni su due livelli, separate da una strada in terra battuta.

Quando visitare gli scavi di Oplonti?

Sono aperti tutto l’anno, ma se puoi ti consiglio di andarci in primavera o in autunno, quando il clima è più mite e la folla meno pressante.
Potrai goderti così i meravigliosi affreschi , passeggiare nei giardini e lungo i corridoi, rimanendo affascinato dalla ricchezza e dall’eleganza del luogo.

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Il santuario di Pompei

Oltre agli scavi archeologici, il Santuario di Pompei, è una delle attrazioni turistiche che la cittadina campana offre a chi la visita. 

Dedicato alla Beata Vergine del Santo Rosario, rappresenta non solo il principale luogo di culto cristiano della cittadina, ma anche uno dei santuari mariani più visitati in Italia.
Riceve infatti più di 4 milioni di visitatori ogni anno. 

Raggiungere il Santuario di Pompei

Dagli scavi archeologici questo luogo è facilmente raggiungibile

  1. In auto o in bus: arriverete al  Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei in circa 10 minuti

  2. A piedi:  una bella passeggiata di 20 minuti conduce direttamente a Piazza Bartolo Longo, dove è situata la Basilica

  3. Con il treno:  dalla stazione principale di Pompei si cammina per circa 5 minuti (sono solo 450 metri) fino al Santuario. 
    Un'ottima opzione per chi  decide di visitare Pompei in un giorno, magari da Napoli.

QUANDO VISITARE IL SANTUARIO DI POMPEI

Affollato durante tutto l’anno, il Santuario è una meta particolarmente ambita l'8 Maggio, anniversario della sua inaugurazione. 

Inoltre, è popolato la prima domenica di ottobre, quando moltissimi fedeli da tutto il mondo arrivano a Pompei per assistere alla priatica chiamata Supplica alla Madonna di Pompei.
É recitata per chiedere la sua intercessione e protezione.
La preghiera è stata composta da Bartolo Longo, un devoto della Madonna di Pompei del XIX secolo.
Questi ebbe un ruolo significativo nello sviluppo del santuario e nella diffusione della devozione mariana.

La tradizione è tenuta viva non solo qui, ma anche in altre chiese del mondo dedicate alla Madonna di Pompei.
La trovate a New York, Providence, Chicago e Lancaster negli Stati Uniti d’America; a Vancouver e Montréal in Canada; In Argentina, Venezuela, Brasile ed Uruguay nell’America Latina.

 

COSA VISITARE

L'ESTERNO

Del meraviglioso Santuario la prima cosa che si vede è la sua stupenda facciata decorata, caratterizzata da due ordini diversi. 

parte inferiore

É in stile ionico con tre arcate che portano nel portico e nelle tre navate.
Quattro colonne monolitiche in granito rosa di circa 6,8 metri con capitelli di ordine dorico sorreggono invece  l’arcata centrale. 

Parte superiore

É in stile corinzio, come si vede dai capitelli delle colonne e dei pilastri disposti come quelli della parte inferiore.
In questa parte si trova il timpano con lo stemma in marmo bianco di Papa Leone XIII. che dichiarò il Santuario una Basilica papale.

Sulla sommità un attico con balaustra sorregge un grosso orologio sulla sinistra, una meridiana sulla destra e la statua della Vergine del Rosario al centro. 
La statua della Vergine, simbolo e protettrice del Santuario di Pompei è opera dello scultore Gaetano Chiramonte.
Realizzata con un solo pezzo di marmo di Carrara di circa 180 quintali, la statua è alta ben 3,25 metri! 

Appena giunti al Santuario, i turisti non possono fare a meno di notare l’imponente campanile che la sovrasta.
Alto ben 80 metri e con una croce in bronzo sulla sommità di altri 7 metri, il campanile è una costruzione postuma rispetto alla prima costruzione della Basilica ed è visibile da quasi ogni angolo di Pompei.

L'INTERNO

La prima pietra del campanile fu posata nel Maggio del 1912.
L’inaugurazione invece avvenne nel maggio 1925 con una cerimonia importante a cui partecipò anche Bartolo Longo in persona. 
Al suo interno una scala in ferro e un comodo ascensore conducono alla sommità.
Il panorama dall’alto comprende non solo la città di Pompei e i suoi scavi archeologici, ma anche le isole del Golfo di Napoli e il Vesuvio. 
La superficie sacra di questa Basilica copre oggi circa 5000 metri quadrati.

La navata

La navata principale che si può visitare oggi è rimasta intatta e presenta un grande cornicione in stile corinzio che ne delimita il perimetro.

L'abside

L’abside che si può osservare al giorno d’oggi è invece 5 volte più ampia rispetto a quella costruita inizialmente.
É sorretta da 2 grandi colonne in marmo grigio e da altre 8 più piccole in marmo colorato. 

Il dipinto

Da non perdere il meraviglioso dipinto della Madonna del Rosario, una delle opere più celebri e venerate presenti nella basilica.
Raffigura Maria insieme al Bambino Gesù e  viene rappresentata mentre consegna il rosario a San Domenico e a Santa Caterina da Siena.

Dipinto da un artista ignoto nel XVII secolo, è stato collocato nell'altare maggiore della chiesa dopo che il santuario fu costruito nel 1876. Questa immagine è particolarmente importante per i fedeli cattolici e ha un significato spirituale profondo, poiché il rosario è una preghiera centrale nella devozione mariana.

Tra le meraviglie pompeiane, il Santuario di Pompei è una delle attrazioni da inserire nella lista di cose da vedere assolutamente.

LA STORIA 

La storia di questo edificio religioso si fonde con quella del beato Bartolo Longo e della contessa Mariana de Fusco.
Entrambi erano particolarmente dediti al servizio dei più bisognosi e commissionarono la costruzione del Santuario iniziata l’8 Maggio del 1876 grazie alle numerose offerte ricevute da moltissimi fedeli in tutto il mondo. 
A seguire i lavori fu prima il docente universitario Antonio Cua e in seguito l’artista Giovanni Rispoli, che si occupò delle decorazioni e della facciata - inaugurata nel 1901.

In seguito, il 4 Maggio del 1901, papa Leone XIII elevò il Santuario a Basilica Pontificia. 
Il Santuario della prima costruzione era una chiesa a croce latina, con una sola navata, una cupola, quattro cappelle laterali e altre due nella crociera. 
Ad ogni lato del Santuario erano presenti due cappelle con ingressi separati e comunicanti con la navata principale della chiesa: la Cappella di Santa Caterina da Siena e la Cappella del Santissimo Salvatore. 
Il campanile del Santuario della Beata Vergine, alto ben 88 metri, venne invece completato nel 1925.

Presto la quantità di fedeli che ogni anno si recavano qui in pellegrinaggio aumentò sensibilmente.
Perciò rese necessario un intervento di ampliamento, che durò dal 1934 al 1938.
Su progetto dell’architetto Chiappetta, previde tre navate e l'ingrandimento dell'abside e della la cupola. 
Il Santuario di Pompei sopravvisse alla più recente eruzione del Vesuvio nel 1944 e anche alle truppe naziste che ne minacciarono la demolizione. 
Questo luogo di culto è anche stato pellegrinaggio di 3 papi: papa Giovanni Paolo II nel 1979; papa Benedetto XVI nel 2008, papa Francesco nel 2015.

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